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Le Storie di Zonalocale

Dal flop dell'autoporto al polo dell'e-commerce

L'autoporto abbandonato da decenni si appresta a diventare un centro logistico Amazon per il quale ci sono crescenti aspettative occupazionali. Non sono però mancate le polemiche e le tensioni

L’autoporto di San Salvo in vendita a 3,7 milioni di euro, ipotesi riconversione

Il sito abbandonato da decenni

L'ingresso dell'autoportoLa cattedrale nel deserto del territorio si vende. L'Arap ha pubblicato l'avviso per la vendita dell'autoporto di San Salvo per 3.700.000 euro con scadenza a fine mese.

La grande opera finanziata principalmente dai fondi per lo sviluppo del Mezzogiorno, doveva essere un centro logistico, con tanto di dogana e rampe di ingresso dalla Statale "Trignina", a servizio delle numerose aziende della zona industriale di San Salvo.

Su quanti soldi pubblici siano stati investiti nell'area ci sono diverse teorie: da alcune decine di milioni di euro a circa 12. Nell'allegato A al decreto di trasferimento dalla Regione all'Arap firmato il 25 agosto scorso dal presidente Marco Marsilio si legge che il totale dei finanziamenti nel corso degli anni ammonta a 8.742.062 euro.

L'autoporto fu realizzato dall'allora Coasiv (il consorzio industriale) in una posizione strategica (a ridosso della zona industriale e a circa un chilometro dal casello dell'A14) e sarebbe dovuta essere anche un'area a servizio dei tanti tir che affollavano la zona industriale in attesa di caricare le merci con bar-ristorante, magazzini e officine. I lavori iniziarono nel marzo del 1989 con la realizzazione delle rampe di accesso dalla Statale "Trignina" e del cavalcavia. Gli ultimi interventi risalgono al 2008; nello stesso anno fu inaugurato per non entrare mai in funzione. Le aziende più grandi (Pilkington e Denso) avevano già provveduto da tempo a organizzare la logistica internamente. Così, il consorzio industriale (poi assorbito dall'Arap) passò la proprietà alla Regione. Fino a oggi l'autoporto ha conosciuto solo degrado, danneggiamenti e furti: dai vari capannoni sono stati portati via anche i cavi elettrici, sulle rampe d'accesso e nei piazzali è cresciuta, rigogliosa, la vegetazione.

La perizia effettuata ad agosto ha stabilito il valore dei terreni (circa 9 ettari) in 2.984.400 euro e dei fabbricati in 715.600.

Come accaduto per altre proprietà dell'Arap in regione, l'avviso di vendita è stato pubblicato dopo alcune manifestazioni di interesse da parte di privati. I rumors parlano di una riconversione a favore di attività operanti nella logistica con importanti ricadute occupazionali. La determina dell'Arap che mette in vendita il sito stabilisce inoltre un piccolo, ma sostanziale cambio di destinazione: il sito perderà lo status di autoporto (che implicava alcuni servizi come quelli doganali) conservando i "servizi logistici".

La fine del mese ci dirà se la cattedrale nel deserto del Vastese è destinata a restare un monumento allo sperpero di denaro pubblico o ad avere una vita.

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

Dietro la messa in vendita dell’autoporto abbandonato di San Salvo ci sarebbe l’ipotesi di un acquirente già pronto a rilevarlo per farne un grande centro logistico a servizio di una società leader nel settore dell’e-commerce. I numeri di cui si parla sono importanti e ne farebbero uno degli insediamenti più grandi degli ultimi decenni.

L’autoporto verso la vendita: operazione seconda solo all’insediamento di Siv e Magneti Marelli

Più società rispondono all’avviso dell’Arap

Una panoramica del sitoUn indizio in più nella riconversione dell'autoporto abbandonato di San Salvo. L'avviso pubblico dell'Arap ha incassato la risposta di più di una società interessata al sito. L'avviso scaduto alla mezzanotte di venerdì 25 settembre metteva in vendita il sito per 3,7 milioni di euro [LEGGI]. 

Da giorni si rincorrono le voci sul futuro dell'autoporto che manterrà la vocazione di polo logistico diventando uno dei più importanti snodi del Centro-Sud di una nota realtà dell'e-commerce: le indiscrezioni parlano di Alibaba o Amazon, con quest'ultima in vantaggio.

I numeri dell'operazione la porrebbero dietro solo alle aperture, alla fine degli anni Sessanta, di Siv e Magneti Marelli (oggi Pilkington e Denso). Alcuni dei terreni limitrofi, di privati, sarebbero già stati opzionati portando la superficie complessiva del sito a poco meno di 25 ettari. Gli edifici presenti (due capannoni e il bar-ristorante vandalizzati a più riprese e spogliati anche di infissi e cavi elettrici) saranno abbattuti per far spazio alle opere previste dal progetto.

L'area di San Salvo avrebbe sbaragliato la concorrenza (in valutazione c'erano altri terreni in Val di Sangro e Termoli) grazie alla posizione strategica rispetto alla Statale 650 "Trignina" (all'epoca furono costruire apposite rampe di accesso che dopo la vendita resteranno di proprietà dell'Arap) e alla vicinanza alla Statale 16 e al casello dell'A14 Vasto Sud.
Il 25 agosto scorso, il presidente abruzzese Marco Marsilio con un apposito decreto ha trasferito il sito dalla Regione all'Arap; quest'ultima, nello stesso giorno, lo ha messo in vendita.

E le ricadute occupazionali? In un territorio affamato di lavoro la domanda principale è questa. Pur con la precauzione del caso, i numeri sarebbero importanti: una base di 800-1000 posti che potrebbero lievitare a seconda delle esigenze dei periodi di picco delle vendite on line ricalcando il modello di Passo Corese (Rieti) dove nel 2017 è stato aperto uno dei più grandi centri Amazon d'Italia.

Tra le reazioni ci sono quelle di chi vede di buon occhio l'investimento ma chiede che i soldi della vendita siano destinati alla zona industriale sansalvese, di chi pone dubbi su procedure di vendita troppo veloci (decreto di Marsilio e avviso pubblico nello stesso giorno) e di chi teme contaccolpi negativi sui piccoli negozi di prossimità. È il caso di Confesercenti, l'associazione di categoria è intervenuta alcuni giorni fa sulla vicenda: "Alla politica chiediamo un impegno per darci la possibilità di competere ad armi pari. Siamo preoccupati perché ci sono settori che si stanno prosciugando velocemente e di cui non ci sarà più traccia nel giro di poco tempo se non ci sarà un forte intervento normativo" [LEGGI].

In questi giorni l'Arap valuterà le offerte e assegnerà i relativi punteggi. Se le carte saranno a posto, si concretizzerà la vendita di una cattedrale nel deserto costata circa 9 milioni di euro e chiusa il giorno dopo l'inaugurazione del 2008.

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di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

Foto - L’autoporto in vendita

Le voci di un investimento importante al posto dell’autoporto mai entrato in funzione trovano conferma nella proposta economica presentata dalla società interessata al sito. La K2 Engineering, specializzata nella realizzazione di grandi centri logistici, nella propria documentazione cita numeri addirittura superiori a quelli degli attuali stabilimenti di Pilkington e Denso. L’autoporto è stato messo in vendita dall’Arap dopo il decreto del presidente della Regione Marco Marsilio.

Centro e-commerce a San Salvo, c’è il progetto: investimento da 250 milioni e 3.100 posti di lavoro

Vendita dell’autoporto, gli indizi portano ad Amazon

La zona industriale di San Salvo, in basso a sinistra l'autoporto (foto Bruno)Sono numeri al rialzo quelli presentati dalla società interessata all'acquisto dell'autoporto abbandonato di San Salvo. Solo stamattina avevamo parlato degli interessamenti al sito citando una ricaduta occupazionale da 800/1000 posti di lavoro [LEGGI]. Il progetto che accompagna la risposta all'avviso di vendita dell'Arap è di ben altra portata.

Questo pomeriggio, il cda dell'Agenzia Regionale delle Attività Produttive si è riunito per esaminare la proposta. Tra i diversi pervenuti, l'interessamento concretizzatosi è quello della Engineering 2K spa, general contractor internazionale nel settore della logistica. La medesima società si è occupata quattro anni fa della costruzione del centro Amazon di Passo Corese, oggi uno dei più grandi d'Italia, ma addirittura più piccolo di quello che verrebbe realizzato a San Salvo. Aumentano, quindi, gli indizi che portano al colosso statutinense leader mondiale dell'e-commerce. 

Nero su bianco, nell'iniziativa economica sono elencati i numeri: 248 milioni di euro di investimento per un centro che occuperà già all'entrata in funzione 2.500 addetti che lieviteranno a 3.150 una volta entrato a regime. La superficie totale dell'insediamento sarà di 256.191 metri quadri con un unico grande capannone (le attuali strutture saranno rase al suolo), parcheggi, fermate autobus ecc. 
Le attività previste: servizi di distribuzione delle merci, ricovero automezzi pesanti, magazzinaggio, supporto ai trasporti e simili (complesso logistico, deposito a uso logistico, logistica per e-commerce, deposito-stoccaggio, supporto alla distribuzione delle merci, carico-scarico, ricevimento, movimentazione, confezionamento e spedizione di merce e prodotti e simili) e attività accessorie. 

La Engineering 2K ha già versato una cauzione da 370mila euro. All'attuale superficie del sito dell'autoporto si aggiungono i lotti opzionati ai privati. Indicativamente, l'area di espansione si estenderà fino alla fascia di rispetto dell'A14.

In bianco l'area dell'autoporto, in verde l'area di espansioneIl sito dell'autoporto è stato messo in vendita dall'Arap (dopo il decreto del passaggio di proprietà da parte del presidente abruzzese Marco Marsilio) per 3,7 milioni di euro. Da questa cifra sono escluse le rampe di accesso dalla Statale "Trignina" che resteranno di proprietà dell'Arap e che all'epoca della realizzazione dell'autoporto costarono 3 milioni dei 9 circa spesi.

Nella riunione di questo pomeriggio, il cda dell'Arap ha preso atto della proposta dando mandato al direttore generale di predisporre gli atti necessari per la definizione della procedura. 

Come si può dedurre, sono numeri altissimi in grado di primeggiare con l'arrivo, a fine anni Sessanta, di Siv e Magneti Marelli che potrebbero far segnare un'inversione di tendenza in un territorio legato a doppio filo con il settore automotive in difficoltà e che negli ultimi anni ha tristemente contato i posti di lavoro persi tra chiusure e riduzioni di personale.

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

La vendita dell’autoporto per finalizzarsi dovrà passare prima in consiglio regionale. A chiederlo è la Lega dopo che la procedura sembrava a un passo dalla conclusione. L’imposizione del principale partito di maggioranza ha inoltre suscitato diversi malumori negli stessi ambienti del centrodestra regionale e locale.

Centro e-commerce al posto dell’autoporto, la Lega rallenta: "Deve passare in consiglio regionale"

D’Eramo e Marcovecchio annunciano un ulteriore passaggio

Manuele MarcovecchioA procedura a un passo dalla conclusione, la Lega ottiene il passaggio in consiglio regionale dell'insediamento di un polo dell'e-commerce a San Salvo. Ad annunciarlo sono il coordinatore regionale Luigi D'Eramo e il consigliere Manuele Marcovecchio.

Nel comunicato diffuso si legge che l'argomento dovrà passare in consiglio "al fine di assicurare ogni più ampia condivisione e trasparenza nell’approvazione del progetto all’esito delle opportune valutazioni". 

La procedura, come detto, era arrivata a un passo dalla conclusione. Il 25 agosto scorso, il presidente della Regione Marco Marsilio, con un apposito decreto ha trasferito la proprietà del sito all'Arap che, il giorno stesso, l'ha messo in vendita a 3,7 milioni di euro. All'avviso ha risposto la 2K Engineering, società occupatasi in passato della realizzazione di altri centri Amazon in Italia. Nell'iniziativa economica i numeri sono importanti: 3.150 occupati una volta a regime [LEGGI]. Nella delibera del cda di lunedì scorso è stato dato mandato al direttore generale dell'Arap di procedere alla conclusione dell'iter per l'assegnazione del sito abbandonato dal giorno dopo l'inaugurazione nel 2008 e costato circa 9 milioni di euro di soldi pubblici.

Quello che non emerge dagli atti pubblici, invece, è un certo malumore di alcuni esponenti locali venuti a conoscenza dell'operazione dalla stampa. 
Si arriva così alla richiesta della Lega di un ulteriore step per una procedura a un passo dalla conclusione che, soprattutto, non necessita di un via libera dal consiglio regionale (sul sito internet dell'Arap è possibile trovare altri beni in vendita e già venduti non passati da una discussione in consiglio).

Il comunicato integrale della Lega: "In ordine alla prospettata ipotesi di riconversione dell’infrastruttura pubblica, Autoporto di San Salvo, finalizzata all’insediamento di un centro logistico privato del quale non sfugge la possibile valenza strategica in termini economici e occupazionali, al fine di assicurare ogni più ampia condivisione e trasparenza nell’approvazione del progetto, sarà il Consiglio Regionale d’Abruzzo ad esprimersi, all’esito delle opportune valutazioni.
Sarà, altresì, premura della Lega Regione Abruzzo, nonché del sottoscritto presidente della commissione Territorio, Trasporti e Infrastrutture (Manuele Marcovecchio, nda), favorire, con particolare sollecitudine, la definizione dell’iter procedimentale e ogni conseguente provvedimento autorizzativo".

È quest'ultima parte del comunicato, probabilmente, quella più significativa che dà anche una risposta al "perché" del passaggio in più in consiglio regionale.

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

In attesa di conoscere la data in cui si discuterà la vendita dell’autoporto, si rifanno concrete le ipotesi di un insediamento simile nelle regioni vicine.

E-commerce: in Abruzzo si perde tempo, dietro l’angolo ci sono le ipotesi Termoli e Puglia

Sconosciute le tempistiche di convocazione del consiglio regionale

Uno dei capannoni mai accatastatiMentre in Abruzzo si prende tempo evocando consigli regionali che dovranno dare un finto via libera al maxi-progetto di centro e-commerce a San Salvo, l'investitore è pronto a optare per altri lidi che farebbero ponti d'oro per giocarsi quest'opportunità.

Parliamo del caso dell'autoporto abbandonato finito al centro dell'interesse della 2K Engineering che ha già versato un acconto di 370mila euro all'Arap per l'acquisto del sito messo in vendita dalla stessa agenzia regionale a 3,7 milioni di euro e opzionato i terreni circostanti.
La procedura che fino a ieri viaggiava spedita ha subito uno stop a causa del veto della Lega che ha chiesto e ottenuto un passaggio dell'argomento in consiglio regionale [LEGGI], un passaggio insolito e non vincolante.

Come raccontato più volte, l'autoporto non è più di proprietà della Regione da oltre un mese: il presidente Marco Marsilio con apposito decreto lo ha trasferito all'Arap il 25 agosto (in realtà ha trasferito le particelle sulle quali sorgono i manufatti, capannoni mai accatastati, il resto era già dell'agenzia regionale per le attività produttive). Lo stesso giorno è stato messo in vendita con un avviso della durata di un mese. 

Il consiglio regionale è quindi chiamato a esprimersi su un bene non più di sua proprietà e su un progetto di un privato: campi, insomma, sui quali non ha alcuna competenza. Nel comunicato del coordinatore regionale della Lega, Luigi D'Eramo, e del consigliere Manuele Marcovecchio (che un anno fa al Centro parlava di valutazione di un altro generico progetto di rilancio, LEGGI) il passaggio in consiglio regionale è stato così motivato: "al fine di assicurare ogni più ampia condivisione e trasparenza nell’approvazione del progetto all’esito delle opportune valutazioni", concetto non così facilmente traducibile in un punto all'ordine del giorno. Da ambienti regionali si apprende anche della difficoltà di elaborarlo, per non parlare delle tempistiche di convocazione per ora sconosciute (probabile che si voglia farlo passare prima anche nella commissione presieduta dallo stesso Marcovecchio). Il tutto, probabilmente, non porterà a una delibera, ma a una semplice comunicazione da parte del presidente Marsilio, durante la seduta, e conseguente dibattito: il minimo per provare ad apporre qualche nome a imperitura memoria su un'operazione di tale portata.

Manuele MarcovecchioIl decreto, finito al centro dei dubbi della Lega, sarebbe stato sottoposto dallo stesso presidente all'esame dei vari dipartimenti e dell'avvocatura regionale: nessuno ha riscontrato problemi sulla legittimità dell'atto stilato sulla scorta della legge 97 del 2003.

La singolare impasse in cui è finita la vicenda rischia di far volare altrove l'investimento da 250mila euro e 3.150 posti di lavoro (quanto dichiarato dalla società proponente, LEGGI) che darebbe vita all'autoporto abbandonato il giorno dopo l'inaugurazione del 2008. 

Il rischio sembra essere concreto. I rumors parlano del sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, favorevole all'investimento (considerate anche le difficoltà dei grandi gruppi dell'automotive della zona industriale sansalvese) e fortemente preoccupata per l'esito della vicenda ingarbugliatasi a causa delle rimostranze del suo stesso partito (il disappunto sarebbe palpabile). Finora il primo cittadino non è intervenuta pubblicamente sulla vicenda. Il suo timore è dettato dalla lunga lista delle realtà già valutate dalla stessa società e, per ora, considerate alternative secondarie grazie alla posizione strategica dell'autoporto (vicinanza con A14, "Trignina" e Statale 16): Termoli dove il dibattito sull'occasione persa è vivo, Fossacesia e alcune aree in Puglia.

Tiziana MagnaccaInfine, la frase conclusiva del comunicato congiunto Marcovecchio/D'Eramo, "Sarà, altresì, premura della Lega Regione Abruzzo, nonché del sottoscritto presidente della commissione Territorio, Trasporti e Infrastrutture, favorire, con particolare sollecitudine, la definizione dell’iter procedimentale e ogni conseguente provvedimento autorizzativo".
Se il consiglio chiamato a riurnisi sul tema è già una forzatura probabilmente per intestarsi l'operazione, quest'ultimo passaggio sta creando più di un imbarazzo nella stessa maggioranza di centrodestra in Regione. 

Per la conclusione della procedura di vendita, manca solo l'assegnazione da parte dell'Arap, poi sarà la volta del permesso a costruire di competenza comunale: come faranno un coordinatore regionale di partito e un consigliere a "favorire, con particolare sollecitudine, la definizione dell’iter procedimentale e ogni conseguente provvedimento autorizzativo"?

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

Non ancora è nota la data in cui la vendita del sito abbandonato di San Salvo potrà essere discussa in consiglio regionale. Nel frattempo, siamo andati all’interno del sito che, stando ai numeri forniti dalla società, una volta a regime, potrebbe ospitare 3mila posti di lavoro.

Nell’autoporto abbandonato: qui possono nascere 3000 posti di lavoro. Ma il tempo stringe

Il caso - La struttura costata 9 milioni può rinascere solo se non si perde tempo

Piante che crescono sulle corsie d'accesso tra le fenditure dell'asfalto. Cavi elettrici rubati. Tombini scoperchiati. Vetri bucati, come se fossero stati presi a sassate.

L'autoporto abbandonato di San Salvo è spettrale. È costato 9 milioni di euro di soldi pubblici. Ma potrebbe, nei progetti di una società dell'e-commerce, rinascere e dare lavoro a più di 3mila persone. A meno che la burocrazia e la politica non prendano il sopravvento allungando i tempi [LEGGI].

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di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

Foto - Dentro l’autoporto che dovrebbe ospitare il centro e-commerce

Non solo Molise e Puglia, anche il Comune di Fossacesia si candida a ospitare il grande centro logistico che dovrebbe prendere il posto dell’autoporto. Il sindaco Di Giuseppantonio si inserisce nella discussione e parla di una manifestazione d’interesse concreta che riguardano terreni in Val di Sangro non vincolati alla Regione.

Rebus centro e-commerce, "Nulla contro San Salvo, la scelta sarà della società"

Il sindaco di Fossacesia, Di Giuseppantonio, "Scriverò a Marsilio"

Il sindaco Di Giuseppantonio e l'assessore Giovanni Finoro mostrano i terreni opzionatiNessuna battaglia di campanili con San Salvo, saranno le società a decidere, "ma vorrei capire cosa è successo". Il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, ha parlato stamattina in conferenza stampa dell'ipotesi Amazon sul territorio del proprio Comune in un'area della Val di Sangro

Il primo cittadino ha ricordato le varie tappe della vicenda: è stato contattato da un gruppo di professionisti incaricati da una società che gli hanno prospettato la possibilità dell'insediamento a fine agosto. Il 25 dello stesso mese (curiosa la coincidenza, il giorno è la stesso del passaggio dell'autoporto di San Salvo dalla Regione all'Arap e della messa in vendita da parte di quest'ultima), ha ricevuto una lettera di interessamento – il sindaco non la nomina, ma non è la stessa 2K Engineering interessata a San Salvo – alla quale ha risposto sottolineando la completa disponibilità a ospitare un insediamento simile.

Si tratta di un investimento da 2,3 milioni di euro solo per l'acquisto dei terreni da 53 proprietari, per un totale di 21 ettari ampliabili, con cui già ci sono accordi per un centro che occuperebbe circa 1000 persone e la cui costruzione inizierebbe nel giugno 2021. Di Giuseppantonio cita più volte Amazon, ma potrebbe trattarsi di un altro operatore dell'e-commerce.

Dicevamo della disponibilità espressa dal sindaco. Per il progetto sarebbe necessaria una variante al piano regolatore che, nel caso si concretizzasse il tutto, sarà portata in consiglio comunale. Il sindaco dice di aver appreso delle ipotesi che coinvolgono l'autoporto di San Salvo dalla stampa: "A un certo punto abbiamo visto che la situazione sembra essere cambiata con l'ipotesi dell'autoporto e numeri diversi (3150 lavoratori a regime) e non capiamo perché. Non abbiamo niente contro San Salvo, le società dovranno decidere. Per quanto riguarda l'autoporto, mi limito a dire che forse darebbe lavoro a più persone se restasse pubblica ed entrasse in funzione servendo le aziende di quella zona e della Val di Sangro, inoltre è nella Zes. La decisione di passare per il consiglio regionale la ritengo giusta e anche io scriverò una lettera a Marsilio al quale chiederò informazioni chiare e precise ovviamente, nell’assoluto rispetto della libertà imprenditoriale secondo le leggi del libero mercato. È mio dovere fare gli interessi della Val di Sangro  e di tutti i Comuni di questa area, poiché questa mia iniziativa, che si fonda sul rispetto della trasparenza, altro non esprime che la volontà di far crescere non solo il nostro territorio, ma l’intero Abruzzo che qui troverebbe il punto di incontro ideale per dare lavoro alle persone provenienti dall’intera regione ed ai tanti lavoratori che hanno perso il loro posto per le aziende in crisi".

Poi, il sindaco aggiunge: "Sarà la società a riflettere, ma qui c'è tutto: a brevissima distanza c'è il casello A14, c'è la fondovalle Sangro che tra poco sarà ultimata, ci sono strade parallele e la possibilità di usare la ferrovia con il servizio di presa e consegna alla stazione di Fossacesia-Torino di Sangro, è in costruzione una cabina di trasformazione dell'Enel, insomma ci sono tutte le infrastrutture rispondenti alle esigenze. Si tratta di un'opportunità necessaria per contrastare il problema occupazionale".

Per quanto riguarda il citato passaggio in consiglio regionale imposto dalla Lega, sul sito ufficiale dell'organo non ci sono covocazioni previste per la settimana appena iniziata.

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

Meno polemiche e più fatti concreti. A chiederlo è il senatore di Vasto, Gianluca Castaldi, che interviene nel folto dibattito nato intorno alla vendita dell’autoporto abbandonato di San Salvo.

Centro e-commerce, "ora occorrono silenzio e fatti concreti". 18 mesi per costruirlo

Il senatore Castaldi: "Saranno favorite imprese locali"

"È il momento del silenzio e dei fatti". Il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, il senatore Gianluca Castaldi, interviene sulla vicenda della riconversione dell'autoporto a favore dell'insediamento di un centro di smistamento di un'impresa operante nell'e-commerce.
Ieri, il senatore vastese ha partecipato all'inaugurazione del centro Amazon di Colleferro (che con una superficie coperta di 115mila metri quadri è il più grande in Italia) riuscendo ad avere un veloce colloquio con i responsabili del colosso dell'e-commerce e della Engineering 2K. Castaldi si dice ancora dubbioso "rispetto le modalità di vendita, non essendo state smentite da nessuno".

Il sottosegretario poi aggiunge altri dettagli dell'operazione:
"a) Amazon è certamente interessata a potenziare la sua presenza sulla dorsale Adriatica del nostro paese, che ovviamente ricomprende anche l’Abruzzo in forme anche differenziate di tipologie di investimento (poli logistici, centro di distribuzione ecc.);
b) Amazon agisce in varie forme e modi in generale attraverso general contractor che forniscono soluzioni chiavi in mano: Engineering K2 è, ipoteticamente, uno di questi; e scrivo ipoteticamente perché le politiche di sviluppo di Amazon, i suoi tempi e le sue modalità non consentono di determinare una associazione meccanica, oggi, tra il general contractor e Amazon stessa; d’altronde, a Colleferro, titolare del permesso a costruire è Vailog, società italiana specializzata nello sviluppo di grandi progetti immobiliari che ha un rapporto consolidato con il colosso dell’e-commerce;
c) Engineering K2 SpA mi ha confermato l’impatto (e le parole sono importanti) indicato nell’offerta di acquisizione (3.150 persone a regime, cioè fra due anni), nonché la necessità di avere certezze sui tempi, considerato che il tempo di realizzazione di una struttura logistica sulla superficie acquisita è di 18 mesi;
d) rispetto, infine, alla necessità di trasparenza da me dichiarata, posso dire di avere ricevuto ampissime assicurazioni sul fatto che, in forza di procedure ormai sperimentate e consolidate, tutti i processi di coinvolgimento delle realtà territoriali saranno svolti secondo principi aperti e, per certi versi, meritocratici e di qualificazione. Contro ogni bramosia, le imprese locali a parità di servizio e costi saranno favorite: e non in forza dell’essere protette o segnalate. E questo per me era il punto più importante (e reputo lo sia anche per tutti i cittadini)".

Poi, la chiosa finale: "alla luce degli incontri avvenuti mi sento di dire: per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo... un tempo per tacere e un tempo per parlare. Se ne è parlato abbastanza, ora è il momento di qualche breve silenzio e di azioni concrete".

È in programma per oggi in Regione la riunione dei capigruppo che dovrebbe calendarizzare la seduta del consiglio per discutere anche del passaggio dell'autoporto dalla Regione all'Arap. Intanto, i consiglieri regionali Manuele Marcovecchio e Sabrina Bocchino, insieme al coordinatore Luigi D'Eramo, hanno annunciato una conferenza stampa sull'argomento per giovedì prossimo a San Salvo.
Ieri, il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, ha lanciato la candidatura del proprio Comune a ospitare un insediamento simile in Val di Sangro [LEGGI]; non è escluso che si tratti di un altro progetto non vincolato al destino di quello sansalvese.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

La vendita dell’autoporto non può ancora essere finalizzata, mentre si fanno avanti ipotesi diverse da San Salvo. Così, la maggioranza in Comune scrive una lettera dai toni netti chiedendo di velocizzare le procedure e rispondendo al mittente offerte di “tutoraggi”. Il chiaro riferimento è alla Lega che ha organizzato una conferenza stampa in città senza invitare il sindaco Magnacca appartenente allo stesso partito.

Magnacca e maggioranza: "È ora di abbassare i toni. San Salvo non ha bisogno di tutoraggi"

Autoporto ed e-commerce, "Si pensi alle famiglie"

Tiziana MagnaccaUn nuovo appello ad abbassare i toni sull'ipotesi di insediamento di un centro e-commerce al posto dell'autoporto arriva dal sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, la giunta, il presidente del consiglio e i capigruppo del consiglio comunale. Qualche ora fa un simile appello al silenzio era arrivato dal senatore Gianluca Castaldi [LEGGI].

In un comunicato firmato dal primo cittadino insieme a Eugenio Spadano, Carla Esposito (San Salvo Città Nuova), Emanuela De Nicolis (Per San Salvo), Marica Zinni (Lista Popolare), Giancarlo Lippis, Maria Travaglini, Tonino Marcello, Fabio Raspa e Tony Faga si legge:
"Gli investimenti produttivi  sul territorio abruzzese vanno sempre auspicati. Abbiamo apprezzato i toni e la difesa del territorio da parte del sindaco di Fossacesia [LEGGI]. È un dovere di ogni comunità amministrativa locale, cosi come lo è per l'amministrazione di San Salvo, difendere San Salvo e il Vastese.
Tuttavia temiamo che lo scontro fra territori abruzzesi non sia più nell'agenda di chi deve investire. Non è neppure molto difficile capire che lo scontro non sia fra il Sangro e il Trigno. Lo scontro è oramai fra l'Abruzzo ed altre regioni confinanti.

Quindi riteniamo che, vista la fase avanzata delle procedure che investono il territorio di San Salvo e la cantierabilità dell'investimento, non rimanga che la scelta fra questo sito e quello di altre regioni, già pronte per procedure e disponibilità di luoghi, ad offrire una alternativa altrettanto valida.

Riteniamo quindi opportuno che si abbassino i toni, gli scontri e si assuma un atteggiamento di una squadra pronta a fare il tifo per l'Abruzzo e non per altre regioni. Chiediamo a tutti contegno di responsabilità, di maturità politica, e lo chiediamo in particolare ai partiti, ricordandoci dei grandi esempi del passato che hanno profuso impegno per attirare gli investimenti e non per farli fuggire dall'Abruzzo.
Ricordiamo anche che San Salvo non è terra in cui si possano misurare personaggi e personalità, peraltro non sansalvesi, e che San Salvo non ha bisogno di tutoraggi di nessun tipo.

L'autoportoAccertata la legittimità delle procedure, si ripristini un clima di serenità e di lucidità.
Si pensi, soprattutto, alle famiglie che aspettano una speranza di vita che è di molto meno prosperosa di quella dei politici altolocati, ma che aiuta a vivere una vita dignitosa e di prospettiva".

Tra le righe non passa inosservata l'affermazione "Ricordiamo anche che San Salvo non è terra in cui si possano misurare personaggi e personalità, peraltro non sansalvesi, e che San Salvo non ha bisogno di tutoraggi di nessun tipo". Giovedì prossimo, è in programma una conferenza stampa della Lega in città sull'argomento che sarà tenuta da Luigi D'Eramo, Manuele Marcovecchio e Sabrina Bocchino.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

“Il doppio passaggio in giunta e consiglio regionale è necessario per blindare la procedura”. Così la Lega con il segretario Luigi D’Eramo e i consiglieri regionali Manuele Marcovecchio e Sabrina Bocchino motivano la richiesta di aggiungere alcuni step all’iter che porterà alla vendita dell’autoporto. A conferma delle tensioni del centrodestra, gli esponenti leghisti sono stati accolti da striscioni di contestazione.

Autoporto, Lega: "Doppio passaggio in giunta e consiglio necessario per blindare la procedura"

Marcovecchio, Bocchino e D’Eramo difendono la scelta di approfondire l’iter

"Una delibera con la quale sarà adottato il provvedimento amministrativo per l'autorizzazione all'alienazione dell'autoporto per blindare la procedura". Così la Lega Abruzzo, stamattina in conferenza stampa a San Salvo, ha spiegato come intende impostare il passaggio in consiglio con relativa calendarizzazione della vicenda legata al sito che dovrebbe ospitare il centro smistamento di un grande operatore dell'e-commerce. La proposta di delibera sarà portata già oggi in giunta per approdare in consiglio martedì prossimo, come anticipato stamattina dall'assessore alle Attività produttive Mauro Febbo [LEGGI].

A spiegare la richiesta dell'ulteriore step sono intervenuti i consiglieri regionali Sabrina Bocchino e Manuele Marcovecchio (presidente della commissione consiliare Territorio, Ambiente e Infrastrutture) e il coordinatore regionale Luigi D'Eramo. Assenti i rappresentanti istituzionali, il sindaco Tiziana Magnacca in primis, e quelli del partito locali; i tre esponenti sono stati accolti da striscioni di contestazione rivolti soprattutto a D'Eramo e Bocchino [LEGGI].

"Il bene è stato acquisito dall'Arap – ha esordito Marcovecchio – e non ne metto in dubbio la legittimità, ma ho approfondito e insieme al coordinatore abbiamo interloquito con il presidente Marsilio. C'è la volontà di fare le cose bene e mettere in sicurezza l'alienazione eliminando anche la minima perplessità. Nel caso dell'autoporto poteva essere eccepita la nullità dell'atto di alienazione perché la legge 3/1993 stabilisce che se fatta in favore di un privato deve avere il via libera del consiglio regionale. La posizione della Lega è quella della velocità e della legalità. Abbiamo sottoposto l'atto agli uffici legali che hanno convenuto necessarrio il doppio passaggio in giunta e consiglio".

Sabrina Bocchino"Oggi si riunirà la giunta – ha continuato  Bocchino – Abbiamo dimostrato di voler fare le cose chiare, veloci e legali. Al pettegolezzo e all'approssimazione la Lega dice no. Anche gli investitori hanno apprezzato".
D'Eramo ha aggiunto: "Mi dispiace che siamo costretti a spiegare passaggi che avvengono normalmente durante l'attività amministrativa. Marcovecchio ha svolto il suo ruolo istituzionale con la verifica di tutti i passaggi. Abbiamo così riportato la procedura in sicurezza. La Lega non crea problemi, li risolve, mi complimento e compiaccio con lui".

Secondo le tempistiche citate oggi, quindi, oggi la proposta di delibera approderà in giunta regionale, lunedì nella commissione presieduta da Marcovecchio e, infine, martedì in consiglio.

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di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

Foto - Autoporto, conferenza stampa della Lega Abruzzo a San Salvo

“Finora si è perso tempo”, è il giudizio netto di 25 sindaci del Vastese che scrivono una lettera al presidente Marco Marsilio riguardo la procedura della vendita dell’autoporto. Il sito doveva essere venduto dall’Arap, la Lega ha chiesto ulteriori passaggi in consiglio e giunta.

E-commerce, 25 sindaci scrivono a Marsilio: "Basta ritardi, San Salvo deve essere la prima scelta"

Vicenda autoporto, il Vastese alza la voce: "Finora si è perso tempo"

Manuele Marcovecchio e Tiziana Magnacca25 sindaci del Vastese scrivono a Marsilio: "per il centro e-commerce San Salvo deve essere la prima scelta". La missiva degli amministratori locali, inviata stamattina al presidente della Regione e al cda dell'Arap (al presidente Savini e ai consiglieri Maria Assunta Iommi e Gianni Cordisco), arriva dopo la riunione di qualche giorno fa tenutasi a Fossacesia per ribadire la candidatura della Val di Sangro a ospitare l'insediamento di un grande operatore del commercio on line (il sindaco di Fossacesia cita Amazon, LEGGI).

Nella lettera firmata dai 25 sindaci (alcuni dei quali si sono aggiunti solo stamattina), con San Salvo capofila, si ripercorre la vicenda chiedendo alla Regione di non perdere più tempo in pastoie burocratiche. Nel documento trapela tutto il disappunto per gli ulteriori passaggi imposti dalla Lega e presentati dai rappresentati dello stesso partito a San Salvo come "necessari per blindare la procedura" [LEGGI]. Nella stessa conferenza stampa (alla quale gli amministratori sansalvesi non sono stati invitati) Manuele Marcovecchio, Sabrina Bocchino (consiglieri regionali) e Luigi D'Eramo (coordinatore regionale della Lega) avevano dettato tempi certi slittati poi a causa del rinvio del consiglio regionale riprogrammato per domani. Così, si è arrivati a poco meno di un mese dalla scadenza dei termini del bando Arap.

I sindaci nella lettera di stamattina ribadiscono la legittimità dell'atto di Marsilio del 25 agosto di passaggio dell'autoporto abbandonato all'Arap e bollano "balletti paraistituzionali" gli ulteriori passaggi: "Appare chiaro che la società abbia, pertanto, già scelto dove insediarsi in Abruzzo (sempre che l'Abruzzo sia in grado di dare risposte che in altre Regioni sarebbero pronti a fornire subito)", "l'area in questione ha tutte le caratteristiche normative per la realizzazione dell'insediamento e non necessita di ulteriori passaggi amministrativi, burocratici o consigliari", "Il prosieguo della vicenda non ha avuto né snellezza e neppure rapidità delle decisioni, oltre ad essere stato del tutto difforme da quanto avvenuto per il trasferimento di beni regionali della stessa natura", "Si decida senza più indugi o balletti paraistituzionali sulla domanda avanzata dalla società, evitando peraltro una inutile quanto dannosa contrapposizione fra due territori abruzzesi, originata da ritardi amministrativi per cavilli burocratici".

A firmare il documento è stata la quasi totalità dei sindaci del territorio vastese, dai centri più grandi (Vasto e San Salvo) a quelli più piccoli. Non è invece stato sottoscritto, tra gli altri, dal Comune di Cupello dove Marcovecchio siede in consiglio comunale.

LA LETTERA INTEGRALE A MARSILIO 
La società E2K Spa ha regolarmente risposto ad un'asta pubblica dell'Arap già dal 25 settembre 2020, versando una cauzione di 420mila euro e  opzionando, da quanto ci è dato sapere, anche i terreni limitrofi all'autoporto di San Salvo. Ha, altresì, depositato una copiosa documentazione a supporto non di una mera intenzione ma di una fattiva e concreta volontà di investire sull'autoporto e nel nostro territorio, corredata da un progetto chiaro e esemplificato sia nei numeri che nella portata. 

Appare chiaro che la società abbia, pertanto, già scelto dove insediarsi in Abruzzo (sempre che l'Abruzzo sia in grado di dare risposte che in altre Regioni sarebbero pronti a fornire subito). A ciò  si aggiunga che l'area in questione ha tutte le caratteristiche normative per la realizzazione dell'insediamento e non necessita di ulteriori passaggi amministrativi, burocratici o consigliari. Inoltre l'area è priva di vincoli paesaggistici.

È chiaro, altresì, come la posizione baricentrica rispetto al centro sud d'Italia sia stata ben valutata ed è di certo funzionale all'espansione commerciale dell'azienda e di chi verrà dopo di essa. L'autostrada A14 è ad un solo minuto, la SS 16 a poco più di 2 minuti e la S.S. 650 Trignina – che costeggia addirittura il sito sansalvese – consente anche un agevole collegamento con il versante tirrenico del nostro Paese.

Il Presidente Marsilio ha ben colto la possibilità di mettere a reddito un bene immobile pubblico inaugurato dalle varie amministrazioni regionali in più occasioni e, poi, lasciato al degrado e all'abbandono. Denaro e risorse pubbliche gettate, nel tempo, alle ortiche.
Il Decreto Presidenziale di trasferimento del bene ad Arap aveva sicuramente la finalità di valorizzare il patrimonio e le risorse pubbliche e al tempo stesso dare un'occasione di respiro e di sviluppo ad un territorio, oltre che a coloro che avessero ritenuto utile utilizzare quel patrimonio per dare lavoro e fare economia.

All'asta pubblica predisposta da Arap ha risposto tempestivamente la società E2K Spa. Tuttavia il prosieguo della vicenda non ha avuto né snellezza e neppure rapidità delle decisioni, oltre ad essere stato del tutto difforme da quanto avvenuto per il trasferimento di beni regionali della stessa natura. Ad oggi ad un mese dalla chiusura del bando pubblico e della adesione della società  E2K SpA, nel rimbalzo di competenze fra Arap, Giunta regionale e Commissione Ambiente, nonché (futura) deliberazione consiliare, si sono perse le tracce della decisione definitiva sulla richiesta avanzata dalla società.

Il sito interessato dall'operazioneNon vorremmo che ciò che il nostro territorio, per la sua naturale vocazione produttiva, la sua viabilità, i suoi servizi e l'insieme delle maestranze presenti, è stato in grado di attrarre come investimenti, venga allontanato da una burocrazia lenta e da decisioni rinviate.

Dunque, fate presto!!

Si decida senza più indugi o balletti paraistituzionali sulla domanda avanzata dalla società, evitando peraltro una inutile quanto dannosa contrapposizione fra due territori abruzzesi,  originata da ritardi amministrativi per cavilli burocratici.
Il Vastese unito chiede, quindi, che si decida in favore della crescita, del lavoro, dello sviluppo e della valorizzazione del patrimonio pubblico.

I SINDACI 
Tiziana Magnacca (SAN SALVO)
Francesco Menna (VASTO)
Catia Di Fabio (MONTEODORISIO)
Carlo Moro (LENTELLA)
Rocco D'Adamio (DOGLIOLA)
Ernano Marcovecchio (TUFILLO)
Gianfranco D'Isabella (CARUNCHIO)
Angelo Marchione (FURCI)
Nicola Zerra (SAN BUONO)
Antonio Di Santo (LISCIA)
Agostino Chieffo (GISSI)
Giuseppe Masciulli (PALMOLI)
Walter Di Laudo (CELENZA SUL TRIGNO)
Cristina Lella (TORREBRUNA)
Felice Magnacca (CASTIGLIONE MESSER MARINO)
Filippo Stampone (FRAINE)
Carlo Racciatti (GUILMI)
Antonio Colonna (CARPINETO SINELLO)
Filippo Marinucci (CASALBORDINO)
Nicola Di Carlo (POLLUTRI)
Mimmo Budano (VILLALFONSINA)
Luca Conti (CASALANGUIDA)
Donato Sabatino (CASTELGUIDONE)
Luciano Piluso (SCHIAVI D'ABRUZZO)
Claudia Fiore (ROCCASPINALVETI)

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

Arriva l’atteso via libera dal consiglio regionale alla vendita dell’autoporto. Per diversi esponenti il punto votato all’unanimità è superfluo. Ora l’Arap può procedere a cedere l’immobile alla 2K Engineering che vuole farne un centro logistico da 3mila posti di lavoro.

Il punto sull’autoporto passa all’unanimità. Critici Pd e M5S: "Step del tutto superfluo"

Discussa in Regione la riconversione del sito

La seduta del consiglio regionalePassaggio in consiglio regionale ultimato per l'autoporto di San Salvo che dovrebbe ospitare l'insediamento di un grande operatore dell'e-commerce.
Il punto all'ordine del giorno, inserito a seduta inoltrata di un consiglio programmato per le 12 e iniziato sei ore dopo, è stato illustrato dal presidente della commissione Territorio, Ambiente e Infrastrutture Manuele Marcovecchio che ha ripercorso la vicenda ribadendo l'obbligatorietà dell'approvazione in consiglio regionale.

È stato proprio questo l'aspetto più dibattuto. I più critici sono stati Silvio Paolucci (Pd) e Pietro Smargiassi (M5S) che hanno votato contro l'inserimento all'ordine del giorno del punto per sottolinearne la superficialità e, per poi esprimersi a favore dell'alienazione del sito. I due esponenti hanno ribadito quanto in parte espresso ieri da 25 sindaci del territorio circa ritardanti balletti paraistituzionali [LEGGI].

"È un passaggio totalmente superfluo come tutti i pareri tecnici hanno ampiamente accertato – ha detto Paolucci collegato in videoconferenza – Voto favorevolmente per decoro e per ribadire la rapidità con la quale si sarebbe dovuto già procedere. Sono favorevole ringraziando il presidente Marsilio". 

"È del tutto inutile il passaggio in consiglio – ha aggiunto Smargiassi – Secondo la cronologia degli atti, inoltre, se proprio necessario, sarebbe dovuto avvenire prima di tutto il resto, anche del decreto presidenziale sufficiente di per sé. Delle due una: o ha sbagliato Marsilio o stiamo sbagliando noi in Consiglio, credo che oggi stiamo sbagliando noi. C’è stata tutta una serie di atti, una serie di uscite giornalistiche che hanno rischiato di far saltare l'operazione. Votiamo il documento e nascondiamolo. Il consigliere Marcovecchio continua a ribadire che era un atto necessario. Sono andato all’ufficio legislativo: mi è stato detto rafforza l’atto, la volontà politica. Significa che non è indispensabile. Voterò sì per non perdere ulteriormente tempo". 

La replica di Marcovecchio non si è fatta attendere: "Consiglio a Smargiassi e Paolucci di leggere la legge 3 del 1993 che è cristallina. Smargiassi non distingue tra passaggio di proprietà e alienazione. Sottolineo inoltre che il sottoscritto e il consiglio non fanno mai cose inutili. Ribadisco l’obbligatorietà di questo atto: così si evita che qualcuno possa impugnare la procedura mettendo a rischio tutto l'investimento".

Manuele MarcovecchioA chiudere, prima del voto, e ad abbassare i toni è arrivato poi l'intervento conclusivo del presidente Marco Marsilio: "Credo che stiamo concludendo uno degli atti più importanti che abbia mai conosciuto l’Abruzzo. I posti di lavoro prospettati sarebbero una mano santa in questo periodo di pandemia. Tale operazione inoltre consente anche di abbattere il debito dell'Arap che avrebbe potuto portare a diversi problemi. Ho firmato un decreto velocemente, il giorno stesso in cui mi è stato sottoposto. Siamo qui meno di due mesi dopo, sfido chiunque a trovare un'amministrazione pubblica altrettanto veloce. C’era bisogno di quest'atto per l’alienazione. Questa è un’interpretazione, ce ne possono essere altre? Per volontà di trasparenza la maggioranza ha ritenuto di rafforzare l'atto, sebbene potessimo andare avanti a testa bassa. Di fronte a interpretazioni diverse, correre il rischio di andare di corsa e trovarsi di fronte a ricorsi sarebbe stato il vero danno. Io credo che stiamo facendo bene anche se si trattasse solo di un rafforzamento".

Il punto all'ordine del giorno è passato all'unanimità. Ora l'Arap procederà all'assegnazione dell'autoporto in favore della 2K Engineering. Secondo quanto trapelato nelle scorse settimane, la società avrebbe intenzione di iniziare a costruire già all'inizio del 2021 per terminare a metà 2022. 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

“Per San Salvo si apre un nuovo capitolo”. È il commento del sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca dopo l’atteso passaggio in consiglio regionale del punto relativo alla vendita dell’autoporto.

Vendita autoporto, Magnacca: "Per San Salvo si apre un nuovo capitolo"

Il commento del sindaco dopo il consiglio regionale

Tiziana Magnacca"Per San Salvo si apre ora un nuovo capitolo, una nuova sfida che porta a guardare al domani con maggiore ottimismo per una scelta della società E2K Spa di voler investire in questa parte d’Abruzzo con le sue indubbie peculiarità sia strutturali che viarie". A dichiararlo è il sindaco Tiziana Magnacca dopo l'approvazione all'unanimità del punto riguardante l'autoporto abbandonato [LEGGI].

"Ringrazio il presidente della Regione Marsilio – continua il primo cittadino – il presidente Sospiri e l’intero consiglio regionale per il voto favorevole con il quale è stata autorizzata l’Arap a cedere l’autoporto a terzi certificando la regolarità delle procedure seguite in questi mesi".

Magnacca nei giorni scorsi aveva chiamato a raccolta i sindaci del Vastese sottoscrivendo con loro una lettera per chiedere alla Regione e agli altri enti competenti di evitare ritardi [LEGGI], il suo ringraziamento va anche a loro: "Ringrazio, altresì, la vicinanza e l’impegno dei colleghi sindaci del Vastese che in questi giorni, uniti, hanno chiesto che il consiglio regionale si decidesse in favore della crescita, del lavoro, dello sviluppo e della valorizzazione del patrimonio pubblico. Non è stata una battaglia tra territori del nostro Abruzzo, seppur è stata comprensibile la richiesta di alcuni colleghi sindaci di utilizzare altre zone industriali per creare le condizioni di un nuovo insediamento che potrà creare posti di lavoro, perché San Salvo presentava tutte le caratteristiche logistiche ideali per l’arrivo del nuovo insediamento".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

Dopo il passaggio in consiglio regionale, il sindaco di San Salvo e i colleghi che hanno firmato la recente lettera a Marsilio si ritrovano all’ingresso del sito abbandonato per festeggiare il nuovo destino che attende l’area. “Il lavoro di squadra ci ha premiato”, è il parere unanime dei primi cittadini intervenuti.

I sindaci davanti alla "quasi ex" cattedrale nel deserto: "Ha vinto l’unità, ora il nuovo ospedale"

Conferenza davanti all’autoporto venduto

I sindaci del Vastese che hanno firmato la lettera indirizzata a Marco Marsilio (confermata l'assenza di Cupello, tra i centri più grandi, che già non figurava tra i 25 che hanno sottoscritto il documento) si sono ritrovati stamattina davanti all'autoporto abbandonato di San Salvo diventato definitivamente di proprietà della Engineering 2K. A convocare la conferenza stampa, presente anche il membro del cda Arap Gianni Cordisco, davanti a uno dei siti-simbolo dello spreco di denaro pubblico degli scorsi decenni è stato il sindaco Tiziana Magnacca.

"La nostra è stata una prova di unità che dovrà servire anche in futuro per altre sfide, prima fra tutte quella per il nuovo ospedale – ha detto – Stamattina ho chiamato gli altri sindaci perché comprendano che questo deve essere un investimento che non deve essere percepito come limitato a San Salvo, ma che avrà ricadute positive su tutto il nostro territorio. Grazie per il vostro sostegno. Grazie anche a tutto il Cda Arap che da subito ha percepito l'importanza dell'investimento attivandosi, oggi non saremmo qui. Ringrazio, inoltre, l'ex assessore Mauro Febbo, il presidente della Regione Marsilio e tutto il consiglio regionale".

Come ormai noto, il sito (al quale si aggiungono altri numerosi terreni privati già opzionati) dovrebbe ospitare un grosso centro a servizio di un noto operatore della logistica. Tutti gli indizi sin qui raccolti porterebbero ad Amazon (la Engineering 2K, ad esempio, è la general contractor che si è occupata del centro di Passo Corese in provincia di Rieti), ma l'ufficialità per ora non c'è. 
Per quanto riguarda i numeri, l'investimento è da 250 milioni di euro con una ricaduta occupazionale che tra diretti e indiretti, una volta a regime, coinvolgerebbe 3mila unità.

Ieri, lo stesso sindaco Magnacca, ha confermato che i tempi di realizzazione si preannunciano rapidi: un anno e mezzo
Così, fatto non scontato in una nazione famosa per le proprie incompiute, una delle cattedrali nel deserto del territorio potrebbe presto lasciare il posto ad altro.

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di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

Foto - I sindaci davanti all’autoporto abbandonato

I tempi per realizzare il centro logistico saranno strettissimi: la realizzazione dovrebbe concludersi entro l’estate 2022. Nel frattempo, i sindaci della Val di Sangro rilanciano l’ipotesi di un insediamento simile dalle loro parti.

Amazon, 41 sindaci premono per la Val di Sangro. A San Salvo road map per finire entro l’estate 2022

Lettera a Marsilio e Patuanelli. Ex autoporto destinato alla demolizione

I terreni di Fossacesia41 sindaci della Val di Sangro, dell’Aventino e della Frentania hanno scritto una lettera al presidente della Regione, Marco Marsilio e al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ribadendo le caratteristiche dei terreni nel Comune di Fossacesia che si presterebbero a ospitare un insediamento Amazon
Su tali terreni un gruppo di professionisti riconducibile al colosso dell'e-commerce ha manifestato l'interesse relazionandosi con il Comune e opzionando 22 ettari da privati [LEGGI]. Si tratta di una realtà differente da quella che a San Salvo, la Engineering 2K, ha perfezionato l'acquisto dell'ormai ex autoporto e punta a partire con i lavori a inizio 2021.

L'auspicio dei 41 sindaci è, quindi, attrarre un altro insediamento simile in Val di Sangro, differente da quello sansalvese: "Il nostro è un territorio industriale tra i più importanti del centro Sud d’Italia, un’area che ha tutte le caratteristiche, i servizi e le infrastrutture moderne e innovative per ospitare il polo centrale della logistica mondiale, ossia Amazon. Una zona che negli anni ha visto investimenti pubblici e privati per nuovi insediamenti, che hanno favorito il potenziamento dei collegamenti stradali, ferroviari e per i trasporti marittimi attraverso il porto di Ortona".

La lettera è stata sottoscritta, insieme al sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, da Mario Pupillo, Lanciano; Giulio Borrelli, Atessa; Mario Troilo, Archi; Raffaele Nasuti, Bomba; Armando Di Luca, Borrello; Gabriele D’Angelo, Castel Frentano; Loredana Peschi, Civitaluparella; Danilo D’Orazio, Civitella Messer Raimondo; Graziano Di Berardino, Colledimacine; Christian Simonetti, Colledimezzo; Alfredo Pierpaolo Salerno, Fallo; Nicola Labbrozzi, Frisa; Carlo De Vitis, Fara San Martino; Maurizio Bucci, Gamberale; Mario Zulli, Gessopalena; Andrea Di Fabrizio, Lama dei Peligni; Nicola Di Fabrizio, Montebello sul Sangro; Patrizia D’Ottavio, Monteferrante; Arturo Scopino, Montelapiano; Angelo Piccoli, Monteneredomo; Tommaso Schips, Mozzagrogna; Leo Castiglione, Ortona; Ernesto Graziani, Paglieta; Claudio D’Emilio, Palena; Consuelo Di Martino, Palombaro; Domenico D’Angelo, Pennadomo; Ciro Carpineta, Pietraferrazzana; Palmerino Fagnilli, Pizzoferrato; Silvio Di Pietro, Quadri; Gianni Di Rito, Rocca San Giovanni; Domenico Giangiordano,Roccascalegna; Sabatino Ramondelli, Roio del Sangro; Raffaele Verratti, Sant’Eusanio del Sangro; Maria Giulia Di Nunzio, Santa Maria Imbaro; Nino Di Fonso, Torino di Sangro; Nicola Iannone, Tornareccio; Carmine Ficca, Torricella Peligna; Massimiliano Berghella, Treglio; Giuseppe Finamore, Villa Santa Maria; Angelo Caruso, Castel di Sangro; Leo Castiglione, Ortona.

I sindaci del Vastese davanti all'autoporto"Si è ritrovata grande unità e spirito di collaborazione per dare una risposta all'incessante domanda di lavoro che giunge dai loro territori, dall’Ortonese e dall’area metropolitana Chieti-Pescara, nonché dal Vastese – sottolinea Di Giuseppantonio – Se c’è stata larga adesione la si deve anche all’azione amministrativa dimostrata dal Comune di Fossacesia: l’approvazione da parte del consiglio comunale nella seduta del 19 ottobre scorso della delibera che dava l’avvio all’iter per la progettazione e successiva adozione e approvazione della Variante Puntuale al Piano Regolatore dell’area, che si trova all’uscita del casello Val di Sangro dell’autostrada A14. Su questi aspetti tutti insieme facciamo leva perché l’azienda americana e altre società ponderino la loro scelta".

AUTOPORTO, LAVORI A INIZIO ANNO - A San Salvo in questi giorni la Engineering 2K presenterà il progetto allo Sportello Unico per le Attività Produttive, come confermato dal sindaco Tiziana Magnacca. L'obiettivo è ottenere le autorizzazioni necessarie per partire con i lavori all'inizio del nuovo anno (Covid-19 permettendo) e terminarli entro l'estate del 2022. Le strutture esistenti saranno abbattute: il magazzino destinato alle merci, l'officina meccanica e il bar-ristorante sono destinati alla demolizione. Non solo non rispondono alle esigenze della società, ma nel corso degli anni hanno conosciuto degrado e danneggiamenti. 

L'autoportoLa società ha acquistato l'autoporto dall'Arap per 3,7 milioni di euro, nel pacchetto non rientrano le rampe d'accesso dalla Statale 650 "Trignina" che resteranno di proprietà dell'agenzia regionale. Anche queste dovranno subire alcuni interventi, il logorio del tempo ha provocato avvallamenti e cedimenti (probabile che tali interventi rientrerino nell'investimento da circa 250 milioni di euro).
L'iniziativa economica prevede servizi di distribuzione delle merci, ricovero automezzi pesanti, magazzinaggio, supporto ai trasporti e simili (complesso logistico, deposito ad uso logistico, logistica per e-commerce, deposito-stoccaggio, supporto alla distribuzione delle merci, carico-scarico, ricevimento, movimentazione, confezionamento e spedizione di merce e prodotti, e simili) e relative attività accessorie.

Sindaci del Vastese e cittadini guardano con speranza a tale insediamento anche in considerazione delle difficoltà che sta vivendo l'automotive, uno dei settori di occupazione pricipale nel territorio. Il polo servirà tutto il centro-sud, i numeri sono importanti: nella proposta presentata, nero su bianco, c'è un impatto occupazionale di 2.500 unità all'inizio e 3.150 una volta a regime. "Anche se il numero degli occupati fosse la metà – ha commentato Magnacca – sarebbe una manna dal cielo. Un investimento così non è solo proprietà di San Salvo, ma di tutto il territorio".

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

L’autoporto di San Salvo passa ufficialmente di proprietà alla 2K Engineering. L’operazione porterà un investimento da 250 milioni di euro che a regime dovrebbe creare oltre 3mila posti di lavoro. Secondo le indiscrezioni, una volta finito, il centro passerà al colosso americano dell’e-commerce, Amazon.

Amazon, l’autoporto di San Salvo passa definitivamente alla Engineering 2K

I lavori partiranno a breve

È stato sottoscritto ieri nella sede dell'Arap l'atto di cessione dell'autoporto di San Salvo all'Engineering 2k, società che l'ha comprato per 3,7 milioni di euro e che utilizzerà l'area per realizzare un grande polo logistico a servizio, molto probabilmente, del colosso dell'e-commerce Amazon.

Il presidente dell'Arap, Giuseppe Savini, sottolinea "come i neo acquirenti che operano nel settore immobiliare e delle costruzioni avvieranno immediatamente le opere finalizzate alla predisposizione infrastrutturale di quello che diventerà uno dei più grandi poli logistici europei, con un investimento totale di circa 250 milioni di euro ed un assetto occupazionale a regime di circa 3000 posti di lavoro tra diretti e indiretti [LEGGI], senza contare l'indotto".

Poi, il presidente dell'agenzia regionale spende parole di elogio per l'ex assessore regionale alle Attivià produttive, Mauro Febbo: "Questo risultato è stato raggiunto grazie all'impegno e alla velocità profusi da Mauro Febbo, attuale capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, che ha impostato bene le attività amministrative e preparatorie con le quali il presidente Marsilio ha potuto, con decreto proprio, emettere gli atti fondamentali per concludere l'operazione". Un passaggio questo che legittima nuovamente quell'iter sul quale la Lega regionale aveva espresso i propri dubbi ventilando la necessità di una "blindatura".

Secondo le previsioni, il polo logistico (che prevede la demolizione dei fabbricati già esistenti) dovrebbe essere terminato prima dell'estate 2022 [LEGGI]. 

"Dal canto suo – continua Savini – l’Arap ha esplicato al meglio la sua funzione fondamentale di gestione dei luoghi nei quali si fa impresa, che sono i Consorzi di Sviluppo, valorizzando al contempo le infrastrutture esistenti e già da tempo lasciate in condizione di abbandono e destinate al declino industriale. Fin dall'inizio della mia presidenza ho avuto ben chiari gli obiettivi strategici indicati proprio dal governo regionale a guida centrodestra con lo scopo di riposizionare la Regione nel ruolo che merita. Infatti l’insediamento di Amazon sul territorio di San Salvo rappresenta dal punto di vista del trasporto e stoccaggio delle merci nella frontiera dell'e-commerce un crocevia geografico strategico che può fare da volano per l'intera economia del territorio in termini di fornitura indotta di servizi all’impresa con possibilità occupazionali aggiuntive. E ciò si realizza con i posti di lavoro, indipendentemente dalle destinazioni delle merci acquisite on line che seguiranno canali e tracciati completamente diversi da quelli destinati alla comunità che quei posti di lavoro acquisisce".

Mauro Febbo"Senza ombra di dubbio – conclude Febbo – questo investimento sarà uno dei più importanti a livello economico e produttivo che sia mai stata realizzata nella Regione Abruzzo. Ringrazio il presidente Savini del meticoloso lavoro svolto fino ad oggi e l'amministrazione comunale di San Salvo per la loro disponibilità, prontezza e lungimiranza nel supportare per sua competenza il nuovo insediamento. Sarà cura di questo Governo regionale rafforzare nel prossimo anno questo andamento con una spinta da una parte al risanamento degli enti regionali, e dall'altro con il rinnovamento dei nuclei industriali per troppo tempo abbandonati a se stessi. La sfida del futuro e dei prossimi anni, soprattutto dopo la tempesta del Covid-19, sarà proprio quello mettere in condizione le aziende che sono sul territorio di rimanere, ma anche di fare vera attrazione di investimenti con aree ecologicamente e tecnologicamente attrezzate, a chi fa impresa e investimenti".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

Il definitivo passaggio dell’ormai ex autoporto di San Salvo alla E2K sancisce anche l’inizio dei lavori.

Autoporto, iniziati gli interventi della Engineering 2K per il grande polo dell’e-commerce

La fine dei lavori nell’estate 2022

Dopo aver acquistato il sito a 3,7 milioni di euro, la società Engineering 2K ha iniziato i lavori preparatori per realizzare il grande centro logistico di San Salvo. Prima di inziare a costruire, c'è da smantellare il famoso autoporto mai entrato in funzione e costato poco mento di 10 milioni di euro. Oggi i mezzi hanno cominciato a rimuovere le prime parti dei grandi capannoni abbandonati. La tabella di marcia è serrata: secondo il cronoprogramma, la ditta dovrà terminare il nuovo centro entro l'estate del 2022. Una volta terminati gli interventi, la nuova struttura sarà consegnata a un colosso dell'e-commerce che, con tutta probabilità, risponderà al nome della statunitense Amazon per la quale la Engineering 2K ha già realizzato altre sedi in Italia. La nota società leader nel commercio online, secondo le indiscrezioni, intende puntare sul polo sansalvese per servire il centro-sud Italia.

Nella vendita dell'autoporto (passato dalla Regione all'Arap e da quest'ultima alla ditta) non rientrano le rampe d'accesso per la Statale 650 "Trignina": all'epoca, nel costo totale dell'opera, tali infrastrutture costarono 3 milioni di euro e gli ultimi interventi risalgono al 2008. Oggi le rampe che resteranno di proprietà dell'Agenzia Regionale delle Attività Produttive necessitano di un adeguamento: i segni del tempo sono infatti ben visibili con crepe e cedimenti del fondo stradale e la vegetazione che ha preso il sopravvento soprattutto nei sottopassi. Sarà la stessa Engineering 2K a occuparsene secondo gli accordi presi. 
Da notare, infine, che tali rampe figurano anche nella bozza circolata qualche settimana fa delle ipotesi di variante alla Statale 16: una delle alternative previste per San Salvo arriverebbe su queste rampe da via Grasceta [LEGGI].

Il futuro centro logistico, investimento da 248 milioni di euro, si svilupperà anche sui terreni circostanti acquistati dalla società per un totale di 256mila metri quadri. Il totale degli addetti previsto nell'operazione è di 2.500 unità, 3.150 una volta a regime. 

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di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

Foto - Iniziati i lavori per il polo e-commerce di San Salvo

Una delle più grandi incompiute del territorio non c’è più: le ruspe hanno buttato giù i fabbricati del sito che non entrò mai in funzione.

Demolito l’autoporto, la cattedrale nel deserto da 9 milioni di euro è solo un ricordo

Era una delle grandi incompiute del territorio

In piedi restano solo un paio di pareti e colonne che entro la giornata di oggi saranno buttate giù. L'autoporto di San Salvo inaugurato e mai entato in funzione da oggi è solo un ricordo. I due grandi capannoni sono stati smantellati, demoliti, per far posto al centro Amazon che sarà costruito dalla Engineering 2K che ha acquistato l'intero sito (a eccezione delle rampe di accesso dalla Statale "Trignina") e i terreni limitrofi per una superficie complessiva di 256mila metri quadri sui quali gli ormai ex proprietari stanno rimuovendo alberi e colture.

Mentre sulla vicenda si è acceso un dibattito – a tratti surreale – sulla presunta lungimiranza (o preveggenza?) per aver realizzato un'opera pubblica mai usata e lasciata all'abbandono destinata a far spazio a un'attività privata 32 anni dopo i primi interventi, è bene ricordare quanto costò quel sito oggi visto come centro di un futuro sviluppo occupazionale del territorio.

La cattedrale nel deserto fu finanziata con 8.742.062,29 euro così suddivisi:
- 1.446.079 euro per la realizzazione dello svincolo con cavalcavia di accesso da e per SS 650 (Programma Triennale Sviluppo del Mezzogiorno): lavori consegnati nel marzo 1989 e terminati nell'agosto 1992, collaudo nel maggio 1994;
- 1.549.371 euro per la realizzazione delle rampe di ingresso e uscita e del tratto di collegamento con i piazzali (Programma Triennale Sviluppo del Mezzogiorno): lavori consegnati nell'ottobre 1990 e terminati a fine dicembre 1993, collaudo nell'ottobre 1996;
- 1.032.914 euro per la realizzazione del piazzale dell'autoporto e dell'edificio bar-uffici-ristoro (Programma Triennale Sviluppo del Mezzogiorno): i lavori consegnati rispettivamente nel '94 e '97 terminarono nell'ottobre del 1997, collaudi nel 1998;
- 3.615.198 euro per la realizzazione del magazzino gomma-gomma, cabina di trasformazione, ristrutturazione edificio uffici-bar-ristoro ed altre opere impiantistiche (Fondi Strutturali POP Abruzzo 1994/1996): lavori consegnati nel 2003, terminati nel dicembre 2005 e collaudati nel febbraio 2007;
- 538.500 euro per la realizzazione del capannone adibito a officina e relative opere impiantistiche: lavori consegnati nel maggio 2006, terminati nel gennaio 2008 e collaudati nel giugno dello stesso anno;
- 560.000 euro per lavori di adeguamento delle rampe di ingresso e uscita da e per l'autoporto rispetto alle nuove normative: lavori consegnati nel maggio 2007, terminati nell'ottobre dello stesso anno e collaudati nel giugno 2008.

L'inaugurazione ci sarà dopo la fine dell'adeguamento delle rampe (i capannoni mai accatastati), sempre nel 2008, e il resto della storia è noto: il consorzio industriale riconsegnerà l'opera alla Regione che avrebbe dovuto trovare un gestore mai fattosi avanti: in ben pochi erano interessati a prendersi cura di un'opera concepita 20 anni prima e diventata obsoleta. 

Il sito, nei mesi scorsi, è stato venduto dall'Arap per 3,7 milioni di euro, nell'operazione non è incluso lo svincolo per la "Trignina" costato complessivamente, tra realizzazione e adeguamento, 3.555.450 euro. Quelle stesse rampe ora dovranno subire altri lavori per mettere riparo all'azione del tempo e del degrado, saranno a carico della stessa Engineering 2K. 

Si conclude così (fatto non scontato) la storia di una delle numerose incompiute del territorio, ai posteri l'ardua sentenza se quella dei committenti dell'opera fu lungimiranza o spreco di denaro pubblico.

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di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

Foto - Demolito l’autoporto di San Salvo

Apposta l’ultima firma: anche i terreni che circondano l’ex autoporto passano alla E2K. Da alcuni di essi è già iniziata la rimozione degli alberi.

Amazon, stamattina l’ultima firma: i terreni agricoli lasciano il posto all’insediamento logistico

256mila metri quadri la superficie occupata, iniziato il taglio degli alberi

La superficie occupata dall'insediamento (elaborazione zonalocale.it)Ultimo passaggio stamattina per l'insediamento Amazon di San Salvo. L'Agenzia Regionale delle Attività Produttive e la Engineering 2K (la società che ha acquistato il sito e realizzerà la struttura) hanno stipulato la convenzione per ulteriori 5 ettari di terreni privati da aggiungere agli attuali 10. 

L'area occupata complessiva (tra edificio principale, parcheggi, piazzali, zone verdi, aree di rispetto ecc.) sarà di 256mila metri quadri e oltre a quella dell'ormai ex autoporto, sono compresi diversi appezzamenti agricoli, il più esteso è quello della fascia tra il sito individuato e l'autostrada A14. Da qualche settimana, gli ex proprietari dei terreni stanno eliminando le colture presenti, in gran parte alberi di olivo. Gli appezzamenti acquistati dalla Engineering 2K si estendono fino a ridosso di viale Germania, il che fa pensare che, una volta ultimato, l'insediamento avrà un ingresso anche dalla zona industriale (magari riservato ai dipendenti).

"Il nuovo polo logistico che sorgerà a San Salvo – dice l'ex assessore Mauro Febbo – punta ad essere volano strategico per lo sviluppo imprenditoriale e infrastrutturale del territorio. Senza ombra di dubbio siamo davanti ad un investimento che ridisegna lo sviluppo economico dell'intera area del Vastese e per questo motivo tutti gli enti interessati devono svolgere bene il proprio compito e ruolo di competenza. Tutti sappiamo che viviamo un periodo di crisi ed incerto e il nuovo polo che sorgerà a San Salvo è l'unica certezza che la Regione Abruzzo porterà a termine al fine di far sviluppare il tessuto produttivo".

I terreni in viale GermaniaL'ultimazione dei lavori relativi ed il collaudo delle opere di insediamento è previsto al massimo entro due anni mentre l'entrata in attività dello stabilimento entro i sei mesi successivi. I numeri occupazionali previsti parlano di 2.500 occupati e, una volta a regime, 3.100 tra diretti e indiretti.

"La conclusione dell’iter Arap/E2K – aggiunge il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca – è il risultato dell'impegno della squadra regionale, dell’amministrazione comunale di San Salvo del sostegno di tutte le amministrazioni comunali del Vastese. È stato un lavoro complesso nel supportare e condividere le ragioni logistiche per le quali il nuovo insediamento operativo fosse collocato proprio in quel sito a servizio delle attività di Amazon per tutto il centro sud d’Italia".

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di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

Foto - I terreni che lasceranno spazio al centro Amazon

Prende forma con i primi pilastri il grande polo dell’e-commerce. Intanto sulla zona industriale di San Salvo si accendono i fari anche di altri gruppi.

Ieri la posa del primo pilastro del polo Amazon di San Salvo

Prende forma la grande struttura, occhi puntati sulla zona industriale

Inizia a prendere forma il futuro polo logistico Amazon di San Salvo, ieri pomeriggio è stato apposto il primo pilastro. I lavori iniziati a febbraio con la demolizione dell'autoporto abbandonato [LEGGI LA STORIA] stanno procedendo soprattutto sul lato di viale Germania, non distante dal centro depurazione acque Arap Servizi. 

La scorsa settimana non è passato inosservato l'arrivo delle alte gru, dopo i primi mesi in cui i lavori si sono concentrati soprattutto sul livellamento delle due aree principali dell'intervento separate prima da un vallone. Quella di ieri è una sorta di data simbolica per un insediamento destinato a cambiare radicalmente l'aspetto della zona e sul quale si stanno riversando numerose aspettative occupazionali. Già nei mesi scorsi pescheti e uliveti sono stati eliminati, la struttura - a più piani – una volta completata sarà tra le più grandi della zona.

Gli interventi in corso oggi (sulla destra è possibile vedere i primi tre pilastri)La superficie complessiva dell'insediamento è di 256mila metri quadri e comprenderà aree verdi, piazzali di manovra, parcheggi, fermate per gli autobus, viabilità interna e un unico capannone da circa 9 ettari. L'ingresso dalla Statale "Trignina", mediante le rampe che saranno ristrutturate e resteranno di proprietà pubblica, probabilmente sarà riservato ai mezzi che trasportano la merce, mentre l'ingresso per i dipendenti sarà su viale Germania.

Al primo di ieri, già stamattina sono seguiti altri pilastri che danno una prima idea sulle dimensioni del polo. Gli interventi della Engineering 2K procedono secondo una celere tabella di marcia che si completerà alla fine dell'estate 2022.
Un altro centro Amazon, di dimensioni minori, sarà realizzato a Termoli e sarà destinato ai grandi volumi [LEGGI]. 

Come detto, le aspettative sulle sorti occupazionali del territorio sono tante e non basate esclusivamente sul futuro centro Amazon (sulla carta gli occupati sarebbero oltre 3mila a regime). L'arrivo del colosso dell'e-commerce sta generando un rinnovato interesse di altri gruppi per la zona industriale sansalvese (dalla produzione di componenti a servizio del polo alla manutenzione dei mezzi passando per altri player delle vendite online) che, oltre alla posizione strategica rispetto alle grandi vie di comunicazione, conta numerosi capannoni (non necessariamente datati) e terreni inutilizzati. 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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