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04/05/2021

Auguri

Antonio Pietroniro va in pensione

Antonio PietroniroVa in pensione Antonio Pietroniro.

"Purtroppo, come tanti sono a conoscenza, i problemi di salute che si sono presentati un anno fa hanno costretto i medici della polizia di Stato a non farmi più idoneo al servizio", racconta.

"Dopo oltre 40 anni di servizio, molti dei quali trascorsi a Vasto, nella mia città, lascio la mia vita lavorativa, più che soddisfatto del mio percorso professionale. Dopo aver trascorso due anni a Roma, nell'esercito, poco più che ventenne iniziavo la mia vita di poliziotto, entrando all'allora C.AP.S. (Centro addestramento della polizia stradale) di Cesena. Da quel giorno, per me, iniziava la nuova vita, diversa dal normale. Finito il percorso di addestramento venivo assegnato, come primo incarico, a Villarboit (Vercelli), in Piemonte, dove in caserma trovavo una famiglia. Lì ho iniziato a imparare sul campo, grazie all'allora comandante Mario Spinelli, che non si risparmiava a richiamarmi e strillarmi se sbagliavo e, dai colleghi più anziani, la professionalità e serietà che ha sempre distinto la specialità della Polizia stradale.

Dopo alcuni anni trascorsi sull'autostrada Torino-Milano, venivo trasferito a Termoli, dove trovavo altri colleghi seri, onesti e preparati. Non passavano neanche tre anni che dal vicino Molise, regione di origine della mia famiglia, mi veniva proposto di rientrare nella mia città. Sposato da poco e con mia miglie in dolce attesa, subito accettavo la proposta  e facevo rientro all'allora Distaccamento di Vasto, comandato da Bartolomeo Frasca. Anche qui trovavo colleghi molto preparati e disponibili come nei reparti dov'ero stato in precedenza da cui continuavo ad apprendere. Al Distaccamento non vi erano solo uomini, ma persone che mi sono state vicine anche nei brutti eventi che hanno funestato la mia vita. 

Trascorsi tanti anni - racconta - ed ormai arrivato alla qualifica di ispettore capo, venivo trasferito presso il locale Commissariato, dove Ugo Terracciano, l'allora dirigente, spronava ancor di più la mia voglia di continuare il mio percorso professionale. Trascorsi circa 8 anni e con la voglia di rientrare nella Polizia stradale, venivo trasferito alla Sottosezione di Vasto Sud. Un reparto molto grande ed impegnativo che l'allora comandante Rocco D'Alessandro mi lasciava in eredità nel 2015. Trascorsi neanche due anni, gli uomini e le donne della Polizia stradale di Vasto, dopo la chiusura del reparto, venivano trasferiti a Vasto Sud, così oltre alla competenza autostradale iniziava la competenza sulla viabilità ordinaria, facendo aumentare sempre di più il lavoro. I risultati ottenuti con la collaborazione di tutti gli uomini e le donne in servizio e in particolare ai due sovrintendenti Nicola Di Sciascio e Giovanni Montebello, sempre presenti e disponibili, hanno fatto sì che, per alcuni anni, Vasto Sud fosse il primo reparto di Polizia stradale in Abruzzo.

Senza alcun rimpianto lascio il servizio e questa è l'occasione per poter ringraziare tutti i colleghi con i colleghi con cui ho lavorato, quelli che mi hanno insegnato e a cui ho insegnato qualcosa, la collaborazione, la vicinanza e il supporto che mi hanno dato. Ormai sono orfano perché ho perso un altro pezzo importante della famiglia, quella lavorativa. 

Saluto tutti con affetto, anche coloro con cui mi sono scontrato, ma da parte mia è sempre stato uno scontro leale e senza secondi fini, e scusate se non riesco, visto il delicato periodo, a farlo di persona, anche se ci tenevo tanto, voglio farlo così. Un abbraccio e un grazie a tutti coloro che mi hanno supportato e sopportato, in particolare alla mia famiglia".

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