Vasto   Attualità 26/04

Ciclisti marchigiani restano a terra alla stazione Vasto-San Salvo, il sollecito di Fiab e M5S

Per Odoardi e Taglieri necessario incrementare l’intermodalità regionale

VASTO - Il vagone dedicato ai passeggeri con bici era pieno, e così sono rimasti fermi al binario. E' successo alla stazione ferroviaria Vasto-San Salvo. Protagonisti dell'episodio dei cicloturisti marchigiani, che hanno trascorso la giornata pedalando sulla Via Verde, per poi trovare la sorpresa: quando nel pomeriggio sono arrivati in stazione per tornare ad Ancona, sono rimasti a terra perché sul vagone dedicato al trasporto bici non c'era più posto. Ne sono derivati un alterco con il capotreno e l'intervento della polizia, ma il risultato è stato comunque che i cicloamatori sono rimasti a terra.

Un evento che dona poco lustro alla nostra Via Verde, e che oggi viene commentato da Giancarlo Odoardi, Coordinatore FIAB Abruzzo Molise, e da Francesco Taglieri, consigliere regionale del M5S.

"L'ennesimo episodio che vede cicloturisti rifiutati dai treni regionali per mancanza di posti disponibili per le biciclette - commenta Odoardi - pone di nuovo all'attenzione il problema dell'intermodalità in Abruzzo, in particolare in quelle zone dove il turismo in bicicletta è stato più pubblicizzato negli ultimi anni.
Per FIAB, seppure sia necessario aumentare i posti bici sulle carrozze ferroviarie, sia di Trenitali che di TUA (e interlocuzioni tra la Federazione e gli organismi dirigenti della società di trasporti abruzzese hanno assicurato azioni in tal senso, per cui gli stalli disponibili aumenteranno entro pochi mesi da 2 a 6), è chiaro che non si riuscirà mai, almeno a stretto giro, a soddisfare la sempre più crescente richiesta di trasporto delle biciclette sui treni, sia per l'utilizzo turistico che per quello quotidiano lavorativo.
Occorre, quindi, come più volte richiesto dalla FIAB, una visione integrata e dinamica della mobilità ciclistica a 360 gradi, che permetta di dotare i percorsi cicloturistici di punti di noleggio dei mezzi, sia pubblici che privati, permettendo ai turisti di trovare in loco le biciclette adatte, in prossimità dei punti di interscambio, quali stazioni ferroviarie o terminal bus. Per chi, invece, utilizza l'intermodalità treno-bici o treno-bus-bici per gli spostamenti quotidiani, potrebbe essere incentivato l'acquisto di biciclette pieghevoli, anche a pedalata assistita, per potersi spostare più agevolmente con i mezzi pubblici senza utilizzare i pochi stalli ricavabili sugli stessi.
Naturalmente, nei periodi primaverili-estivi, l'offerta di trasporto pubblico per i ciclisti andrebbe rafforzata, anche con corse specifiche con carrozze dedicate, per i treni, o carrelli portabici per i bus di linea.
Il tutto - conclude la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta - va necessariamente inserito in una pianificazione regionale che veda la costituzione di un ufficio apposito per la mobilità ciclistica e l'approvazione di un piano regionale di settore che individui itinerari e servizi per i ciclisti, dando le linee guida per i piani provinciali ed i biciplan comunali. La FIAB ricorda anche la mancanza, in Regione, della figura del mobility manager, obbligatoria per legge, che potrebbe collaborare con gli omologhi mobility manager d'area comunali per la risoluzione delle problematiche legate agli spostamenti casa-lavoro o casa-scuola, anche in un'ottica di intermodalità tra TPL e uso della bicicletta". 

"La Via Verde dovrebbe incrementare e incentivare il ciclo turismo in Abruzzo, ma la nostra regione si dimostra lontana anni luce da un servizio efficace ed efficiente di mobilità sostenibile - sostiene Taglieri - . Quanto accaduto ieri ai turisti marchigiani è solo l'ennesimo esempio di cosa porta la mancanza di visione strategica e di volontà politica da parte di un centrodestra incapace di mettere a sistema una risorsa come la Via verde. Sono stati spesi 15 milioni di euro per la realizzazione della pista ciclo pedonale ma si fa fatica a dotarla dei servizi più basilari come parcheggi, adeguata manutenzione e gli accordi indispensabili con TUA e RFI per agevolare gli interscambi tra bici e mezzo pubblico. Basti pensare che sui treni regionali possono salire solo due bici in carrozza, inasprendo ancora di più le limitazioni che hanno messo in difficoltà i turisti marchigiani. Un problema che abbiamo più volte sottoposto alla Giunta, presentando atti di indirizzo, che però sono stati puntualmente bocciati o, addirittura, abbandonati nei cassetti. Adesso che questo triste episodio ha messo in luce quanto sostengo da tempo, mi chiedo se finalmente ci sarà la volontà di portare in aula la Risoluzione che ho presentato a marzo di quest'anno per far sì che l'intermodalità fra treno e bicicletta diventi da subito  un'occasione di sviluppo per l'Abruzzo.

Già due anni fa presentai una mozione con lo scopo di ottenere un impegno concreto per garantire, tra le altre cose, il trasporto di un numero congruo di biciclette a bordo del servizio di TPL ferroviario e il superamento delle limitazioni esistenti nei regolamenti TUA sul numero di passeggeri con bicicletta - commenta invece Taglieri -. Una mozione che fu bocciata dalla maggioranza con capofila Fratelli d'Italia. A marzo di quest'anno ho ripresentato, questa volta una Risoluzione, con lo stesso fine. Ma niente, il documento giace in qualche cassetto e non viene neanche calendarizzato per la discussione. Siamo a ridosso della stagione estiva e abbiamo un enorme problema con il trasporto e nessuno sembra voler alzare un dito per risolverlo.
Eppure i trend nazionali ci confermano che il trasporto treno-bicicletta deve essere valorizzato. Si tratta di un modo di viaggiare sostenibile, economico e utile ad abbassare progressivamente il livello di inquinamento delle nostre città. Oltre agli ostacoli infrastrutturali, per cui servono programmazione e investimenti a lungo termine, ci sono regolamenti che rallentano lo sviluppo di questa forma di trasporto e su cui si può intervenire subito. La Regione deve agire direttamente dove consentito per sua competenza e farsi portavoce delle esigenze del territorio sui tavoli delle compagnie nazionali. Quanto accaduto ai turisti marchigiani, infatti, è solo un esempio di cosa accade in mancanza di accordi validi con il trasporto su ferro sia all'interno che all'esterno dei confini di regione Abruzzo.
Questa Giunta, però, sembra sempre più distratta dai rapporti interni piuttosto che impegnata a risolvere con attenzione le problematiche del territorio. Anche quando l'opposizione offre tutti gli strumenti necessari a superare un ostacolo. È il momento di invertire la rotta e mettere anche l'Abruzzo al passo con i tempi" conclude.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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