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Mollo tutto e cambio vita?

«Viaggiare per dare spazio a me stesso, per ritrovare me stesso»

SAN SALVO - "Sì, viaggiare" dice una canzone. E proprio dal viaggio che inizio in questo preciso momento, ho preso spunto per scrivere e fare un'attenta riflessione. Viaggiare, staccare la spina, abbandonare i pensieri che in questo momento sovrastano in me rabbia e delusione; viaggiare per dare spazio a me stesso, per ritrovare me stesso, per dimenticare, oserei dire.

Non è un momento dei più belli per la nostra società e si vede stando tra le persone, tra la gente: non si respira aria buona, sana; sento tanta energia negativa, odio, cattiveria, violenza, arroganza. Tutto questo non mi appartiene. Non fanno parte di me.
Per questo, qui in aereoporto, in questo preciso momento e a pochi minuti dalla partenza mi chiedo: ho voglia di tornare? E la risposta è: quasi, quasi, faccio un biglietto di sola andata. Sono molto, molto tentato. Lo dico onestamente.

C'è tanta delusione dentro di me e andare altrove la percepisco come l'unica strada possibile per mollare tutto e non pensare più a nulla! Mollo tutto e cambio vita. Che titolone!
Tu che in questo preciso momento stai leggendo questo articolo lo faresti? Avresti il coraggio di mollare tutto e cambiare vita? Di mandare all'aria tutto e tutti? Siamo tutti tentati, ma...

Beh io tornerò. Perché? Perché esiste un concetto che si chiama responsabilità. Responsabilità verso la famiglia, verso le persone che ci vogliono davvero bene, verso i clienti e il lavoro.
La responsabilità, quella che ci si assume quando si diventa grandi, quando si cresce. Sì, perché da un certo punto in poi il genere umano dovrebbe evolversi e crescere. Dovrebbe...

Ed è quello che credo di aver fatto io: essere cresciuto e di conseguenza, mi assumo delle responsabilità. Responsabilità: che parola importante e dal grande significato, responsabilità che in questo momento storico, sembra essere svanita nel nulla, messa da parte, poco considerata. Al posto della responsabilità, si preferisce essere distratti. Distratti dagli smartphone, da internet, dalle chiacchere che celano, mascherano l'informazione. Quella vera.

Troppe notizie, tante fake news che distraggono, portano lontano dalla realtà per spingerti in un mondo parallelo che non esiste ma che, proprio nella realtà, scatena le sue conseguenze peggiori: l'odio, il rancore, l'indifferenza e la superficialità verso gli altri.
Ecco, il mondo è diventato superficiale; la pandemia poi ha fatto esplodere tutto... Dovevamo essere migliori e invece... siamo peggiorati. Non c'è più voglia di parlare, conoscersi, capirsi; il distacco causato dal Covid ha amplificato tutto, alterato i rapporti e i sentimenti.

La più grande lezione che ho imparato in questi ultimi due anni: non forzare nulla, conversazioni, amicizie, amori e se qualcosa ha bisogno di essere forzata allora non vale la pena combattere per ottenerla.
Anche i sentimenti fanno i conti con questo periodo che sembra fantascienza: si sta insieme così, per comodità. Ci si accontenta. Non si cerca più la persona che può migliorarci, farci crescere, aiutarci; no, serve avere qualcuno affianco, chi poco importa.
E invece credo che sia importante con chi decidi di condividere la vita, a chi regalare un tuo pensiero, un tuo sogno, i tuoi spazi, qualcuno che invece ci completi.

Non è facile far entrare qualcuno nella propria vita e quando accade dovrebbe davvero valerne la pena. E invece oggi, tutto si ferma all'apparenza e alla superficialità.
Distrazione, ritorno su questa parola perché credo derivi anche da una vita frenetica, sempre di corsa, che ci porta a programmare, programmare e sempre programmare.
Pensare, pensare, decidere per oggi, per domani, per un prossimo mese o anno. Ma a quale scopo?
Ma dove corriamo? Cosa dobbiamo programmare? Ho imparato che non sai mai cosa ti può accadere nella vita, non puoi mai decidere completamente cosa fare.

Quindi? Vivi, fai quello che ti dice il cuore; la vita è come un'opera di teatro ma non ha prove iniziali perciò canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi.
Il mio attimo sarà questo viaggio e voglio viverlo fino in fondo, per respirare aria nuova, più pulita, più libera e tornare più carico che mai e infettarvi di positività.
E con questo vi saluto e auguro a tutti un momento di forte riflessione.

Gianrocco Reale

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