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Vasto   Attualità 19/04

Covid, "la storia ci insegna che questa epidemia avrà il suo decorso"

Intervista alla dott.ssa Tana, dirigente medico presso la Asl Lanciano Vasto Chieti

VASTO - "Il numero dei ricoverati è aumentato e i posti letto di malattie infettive sono occupati, ma il turn over è cresciuto: questo vuol dire che la degenza media del paziente non è più di 20 giorni o un mese con quadro clinico molto grave come accadeva un anno fa, ma molto più breve, ovvero 5 giorni o una settimana. Non dimentichiamo che un anno fa avevamo 22 posti letto occupati nel reparto malattie infettive, oggi 14, quindi in percentuale i ricoveri sono diminuiti".

Così la dottoressa Francesca Tana, dirigente medico presso la Asl Lanciano Vasto Chieti, oltre che medico epidemiologo, commenta l'attuale situazione dei ricoveri ospedalieri per Covid nell'ospedale "San Pio da Pietralcina" di Vasto.

Dottoressa Tana, in questi giorni si parla di "picco del contagio". Quanto c'è di vero?
"Dobbiamo fare una precisazione in merito: il picco del contagio è diverso dal picco della gravità della malattia. Il contagio ora è più diffuso perchè la variante Omicron ha una contagiosità più elevata, ma ha anche un'aggressività inferiore rispetto a quella della variante Delta. La Delta attaccava le vie aeree inferiori, come bronchioli e polmoni, l'Omicron invece attacca le superiori, e infatti in questo secondo caso la sintomatologia è simil influenzale. E' anche per questo che ora non si registrano decessi per Covid e gli unici registrati sono relativi a persone anziane con patologie concomitanti".

Questo vuol dire che possiamo finalmente abbassare la guardia?
"Assolutamente no. E' vero che l'emergenza è finita, ma adesso bisogna imparare a convivere con questo virus. La storia ci insegna che, quando si è in presenza di un'epidemia, diventa di importanza fondamentale individuare la terapia giusta, così com'è successo per la tubercolosi. Dobbiamo quindi combattere con le armi che abbiamo, che poi sono quelle adoperate in ogni epidemia della storia, ovvero i vaccini e le terapie. Se si vuole contenere il contagio si deve utilizzare un vaccino o un farmaco nel più breve tempo possibile, in modo da non dare tempo al virus di cambiare. Per questo vaccinarsi è così importante".

Però al momento la campagna vaccinale si è conclusa....
"Sì, la chiusura degli hub è dovuta al fatto che erano rimaste aperte delle strutture, con tutte le spese che comportano, mentre la percentuale di persone che richiedeva il vaccino era diminuita: nel clou dell'estate scorsa la media era di 300 o 400 persone, ma poi è andata scemando e non si poteva continuare a tenere aperti gli hub vaccinali. La vaccinazione è ad appannaggio del Dipartimento di prevenzione e l'azienda ha deciso di proseguire a somministrare i vaccini a Vasto nei Distretti. E comunque chi voleva vaccinarsi lo ha già fatto, mentre gli altri ormai non lo faranno più, dal momento che è stata anche affievolita la necessità del green pass. Ma chi non si è sottoposto a vaccino purtroppo rischia di pagarne le conseguenze, perché il vaccino si è dimostrato comunque efficace nel ridurre la gravità della malattia. E' vero anche che, così come ci sono state tante malattie infettive nella storia, come ad esempio la spagnola, anche questa epidemia ha il suo decorso. Non possiamo sapere se ci sarà una variante più aggressiva, ma i dati attuali ci fanno propendere per un andamento simil influenzale, almeno stando a quello che vediamo oggi".

di Miriam Giangiacomo (miriam.giangiacomo@zonalocale.it)

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