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Vasto   Attualità 04/04

Variante SS16, lettera aperta delle associazioni al sindaco Menna

Le osservazioni di un geologo sul tracciato proposto dall’Anas

Le ipotesi di varianteVASTO - Le sezioni vastesi delle associazioni Italia Nostra, Forum Civico Ecologista, Cai, Arci, Club per l'Unesco e Fai, hanno inviato una lettera aperta al sindaco di Vasto, Francesco Menna, invitandolo a valutare l’opportunità di produrre, nella Conferenza dei Servizi Preliminare per la realizzazione dell’intervento “S.S.16 Adriatica: Variante nel tratto Vasto Sud - San Salvo Marina, dal km 517+000 e 524+000” prevista per mercoledì 6 aprile 2002, un documento a firma del geologo Luigi Di Totto.

Il documento contiene osservazioni espresse sinteticamente, ma che, dopo attento vaglio e verifiche, sono state pienamente condivise dalle associazioni «perché basate su una letteratura ben consolidata ed incontestabile nei contenuti. Saranno senz’altro utili alla comprensione globale del contesto in cui andrebbe ad inserirsi l’opera in oggetto al fine di individuarne la soluzione ottimale».

 LE OSSERVAZIONI DEL GEOLOGO

Osservazioni in merito alle proposte di variante della SS16 presentate nel corso dell’incontro del giorno 12 marzo 2022 dai tecnici dell’Anas. Lo scrivente è stato autore dello Studio di Microzonazione Sismica di Livello 1 della Città del Vasto ed in tale veste mi permetto di aggiungere al dibattito in corso alcuni aspetti tecnici sostanziali, sfuggiti alle parti interessate, ma che ritengo indispensabili fornire a Lei ed ai miei concittadini al fine di giungere ad una valutazione serena e consapevole delle problematiche geologiche che interessano il cosiddetto Tratto 1 della proposta di deviazione della SS16 nella zona di Vasto Marina. Desta non poca meraviglia l’assenza di un’attenta valutazione, nel dibattito in corso e negli interventi che hanno avuto luogo nell’incontro in oggetto, della problematica inerente la reale pericolosità idrogeologica dell’area interessata dai lavori, perché si è fatto spesso riferimento ad essa in maniera generica, focalizzando l’attenzione ad un tipo di dissesto localizzato esclusivamente lungo il versante: si tratta di un’impostazione fuorviante e foriera nei fatti di esiti drammatici per il territorio interessato, in quanto le aree di frana che interessano il costone orientale di Vasto sono note in letteratura come Deformazioni Gravitative Profonde di Versante (D.G.P.V.). Si tratta di grandi frane che interessano l’intero versante, dalla zona alta del centro abitato fino alla linea di costa. I corpi di frana presenti in quest’area sono molteplici e solo una parte di essi è a noi nota, come la frana del 1816 e quelle più recenti del 1919, 1944 e 1956. Numerose altre frane - di cui sono evidenti le tracce morfologiche - sono più antiche, ma non note in letteratura e sono una chiara testimonianza del fatto che il costone orientale di Vasto ha un’attività secolare, tipica delle Deformazioni Gravitative Profonde Di Versante. Queste frane hanno la caratteristica di essere legate all’assetto geologico dell’area interessata, di avere un’attività di lungo periodo (perenne, secolare), di essere di grandi dimensioni e di alternare periodi di bassa attività a periodi di attività di frana. E’ da rimarcare che si tratta di frane di grandi dimensioni, che hanno superfici di scivolamento profonde e complesse, per le quali non esistono opere in grado di trattenerle. L’unica azione possibile è quella di mitigarne il rischio tenendo asciutta l’area. I Vastesi sanno bene cosa vuol dire convivere con questa “Spada di Damocle”, tant’è vero che nessun Sindaco è stato esente dall’occuparsi di far realizzare opere piccole e grandi per mitigare il rischio di frana del costone orientale. Inoltre, data l’instabilità dell’area, nella migliore delle ipotesi sicuramente al costo di realizzazione dell’opera si dovranno aggiungere i costi di mantenimento della stessa che sarebbero sicuramente esorbitanti rispetto ai benefici della deviazione. Alla luce di quanto sopra esposto, porre in atto un’opera che tagli trasversalmente il versante interessato da frane del tipo sopra descritto è assolutamente da evitare, perché la nuova statale andrebbe a rompere i precari equilibri del versante e potrebbe anche innescare il franamento del Costone di Vasto alta con tutto il centro storico. A questo punto mi chiedo e Le chiedo, vale la pena mettere a rischio concreto di frana la Nostra Vasto per 700 metri di deviazione?

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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