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Vasto   Attualità 30/03

Recrudescenza Covid-19 nella Fondazione Padre Alberto Mileno di Vasto, Cgil chiede reparti separati

«Da giorni si assiste a un aumento dei positivi tra degenti e operatori»

La Fondazione MilenoVASTO - «Siamo fortemente preoccupati per la recrudescenza dei casi Covid-19 nella Fondazione Padre Alberto Mileno di Vasto, struttura sanitaria e socio sanitaria che si occupa di riabilitazione. Da diversi giorni si assiste ad un aumento dei positivi sia tra i degenti che gli operatori». A lanciare l'allarme è la Rsa della Cgil. 

«Entrando più nello specifico - prosegue il sindacato in una nota diffusa dalla FP-Cgil - sottolineiamo che le maggiori criticità ci vengono segnalate nei reparti. Una scelta incomprensibile quella adottata dalla Direzione, di mantenere negli stessi reparti, seppur in ambienti separati pazienti positivi al Covid e pazienti negativi. Da tempo chiediamo l’individuazione di un’area da adibire alla sola assistenza dei pazienti risultati positivi, in modo da tenerli isolati dai negativi. Incomprensibile fin ad ora la gestione adottata dal comitato pandemico e dalla Direzione di continuare sulla strada della promiscuità. A distanza di due anni dall’inizio della pandemia non è più tollerabile tale situazione. Avrebbero potuto individuare un’area dedicata ai pazienti covid, ricordiamo che c’è un reparto chiuso da tempo che poteva essere utilizzato per attuare una politica di contenimento pandemico in modo da non bloccare il flusso dei nuovi ricoveri, etc. Inoltre il medico del lavoro insieme al comitato pandemico potevano organizzare dei percorsi per la sorveglianza delle nuove infezioni con la finalità di interrompere la catena di trasmissione del Covid tra gli ospiti e il personale. Come sindacato siamo molto preoccupati perché mentre si potevano comprendere i contagi avuti e registrati durante la prima ondata emergenziale del Covid-19, non è giustificabile ad oggi, a distanza di due anni e con tutto il bagaglio di informazioni sul Virus, il personale sanitario vaccinato con tre dosi, l’uso corretto dei DPI di avere un aumento dei casi così alto, per non parlare dei notevoli sacrifici del personale che ha il contratto scaduto da oltre 14 anni non percependo nessuna indennità covid e nessuna indennità di malattia infettiva. Purtroppo questa recrudescenza porta inevitabilmente al blocco dei ricoveri, e se si continua su questa strada rischiamo di trovarci con una contrazione delle prestazioni».

«Allora, visto che in questi due anni non si è stati capaci di individuare un’area da adibire al ricovero dei pazienti risultati positivi e visto che non si è individuato un modo per interrompere la catena dei contagi nei reparti, chiediamo alla Direzione - conclude la Rsa Cgil - di fare le giuste riflessioni, perché non possono essere solo i lavoratori che stanno in prima linea in corsia a dover pagare». 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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