Vincenzo De Santis, una limpida vitalità espressa attraverso il calcio e l’atletica

A 30 anni dalla scomparsa abbiamo intervistato suo fratello Antonio

La locandinaMONTENERO - "L'estate io facevo qualche torneo per tenermi in forma, lui invece giocava 2-3 partite al giorno. Aveva una passione vera per il gioco del calcio". Appare subito chiara la personalità di Vincenzo De Santis dal racconto di Antonio, intervistato da Zonalocale a 30 anni dalla prematura scomparsa del fratello in un terribile incidente stradale.

Era una persona speciale, che esprimeva una limpida vitalità attraverso il calcio e l'atletica, le sue passioni più grandi. Qualcosa di più di un semplice calciatore di talento - ha giocato tra le altre squadre nel Termoli e nel Montenero - ma un vero leader, in campo e fuori, che "parlava" con la sua generosità e lealtà. Qualità, queste, che più che vedersi si sentivano, si percepivano, perché Vincenzo con il suo semplice essere riusciva a unire, sempre e comunque, come ricorda Antonio: "Da ragazzini ognuno aveva la propria comitiva. Tra le varie comitive capitava che c'erano delle piccole antipatie, è normale quando si è ragazzi. Lui, invece, era trasversale a queste comitive chiuse, aveva il dono di non avere sentimenti disgreganti, era sempre inclusivo, aggregante".

E come dimenticare quella volta all’Olimpico di Roma: “Alla fine della partita, tutti quelli che vendevano i gelati, le bibite, erano diventati amici di Vincenzo, perché lui era un empatico, era diretto. Anche allo stadio, quel giorno per lui un luogo nuovo, dove si può avere un po’ di esitazione nell’esprimersi, lui era tranquillo, parlava normalmente con chiunque”.

Umanamente colpiva all’istante e chi ti colpisce così tanto per il suo modo di fare finisce per rimanerti dentro. Così vale per Vincenzo, a distanza di tre decenni rimasto nel cuore di molti e soprattutto dei suoi cari amici, che per il desiderio di ricordarlo hanno organizzato un Memorial, che si terrà domani pomeriggio, alle ore 14:00, nello stadio di Montenero a lui intitolato.

Prima di un triangolare tra amici ed ex compagni di squadra di Vincenzo del Termoli, del Palata e del Montenero, in programma dalle 16:00 alle 18:00, ad aprire l'evento saranno i bambini e le bambine delle scuole calcio MonteneroIsola Croata e Piccole Aquile con un mini torneo di calcio. Piccoli sognatori che potranno arricchire il loro desiderio di diventare calciatori con l’esempio di Vincenzo De Santis.

Esempio, proprio così, perché c’era tanto da imparare da lui anche a livello sportivo, per i valori genuini che incarnava: “Dimostrava che non c’è bisogno del campo perfetto, della pista perfetta, se uno vuole fare sport lo fa. Dava sempre il massimo perché lui amava giocare a calcio, non giocava per raggiungere un risultato o per la carriera, prendeva tutto sempre come una sfida con se stesso”, ha detto suo fratello.

Una determinazione fuori dal comune, non c’era ruolo in cui rinunciava a calarsi. Ha iniziato in porta – “se avesse aspettato un po’ avrebbe espresso più qualità tra i pali che in altre posizioni”, non ha nascosto Antonio  - poi vedendosi un po’ più piccolo rispetto agli standard a livello di struttura si è trasformato in un terzino, prima di trovare la propria dimensione come mediano.

Forse, però lui un vero e proprio ruolo non l’hai mai avuto, è sempre rimasto uno spirito libero, che correva, correva, correva, per il semplice gusto di farlo: “Aveva la felicità nel correre. Aveva un fisico da maratoneta, era resistente, tenace e quando si organizzavano corse di resistenza, tipo la mezza maratona che era molto sentita qui nella zona, lui partecipava e sfidava anche professionisti, arrivando sempre primo o secondo”.

Quella aggiunta – “in campo correva per due ” – buttata lì in modo del tutto naturale è un ulteriore dimostrazione di quello che era Vincenzo, una persona che aveva una vitalità che balzava subito all’occhio e che esprimeva nel calcio e nell’atletica.

 

di Giuseppe Di Cianno (giuseppe.dicianno@zonalocale.it)

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