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Vasto   Attualità 16/03

Covid, Smargiassi scrive a Schael: «Mettere Hub di Vasto a disposizione dei profughi ucraini»

Lettera del presidente della Commissione di Vigilanza al direttore generale Asl 2

Petro SmargiassiVASTO - "Il centro vaccinale Covid di Vasto rimane chiuso per i profughi ucraini accolti in città dopo gli sviluppi della guerra. Significa che chi vuole vaccinarsi deve essere accompagnato fino a Lanciano o a Chieti. Sono venuto a sapere che la Protezione Civile di Vasto e l'Assessore Della Gatta hanno trovato un accordo per accompagnare i profughi a Lanciano, e trovo tutto questo paradossale se penso all'organizzazione pressoché perfetta tirata su in questi mesi. Ci sono persone che arrivano moralmente e psicologicamente distrutte, con parenti e persone care ancora in Ucraina, e quello che possiamo fare è fornire assistenza a breve distanza, senza costringere nessuno a doversi spostare in una condizione già di estrema difficoltà e sofferenza. Soprattutto quando le strutture di prossimità ci sono. Nei giorni scorsi ho inviato una lettera al Direttore Generale della Asl 02 Thomas Schael, che però continua a non dare risposte. Per questo voglio rinnovare il mio invito pubblicamente, nella speranza che si abbia una risposta a stretto giro. Nel frattempo ho segnalato la questione all'Assessore Verì. Quantomeno per mostrare rispetto ai cittadini ucraini e ai tanti italiani che si sono mobilitati per prestare soccorso e assistenza volontaria". Ad affermarlo è il presidente della Commissione di Vigilanza Pietro Smargiassi.

Questo il testo della lettera:

"Egregio Direttore,

con la presente missiva sono a chiederLe ufficialmente di valutare la possibilità di aprire il centro vaccinale nella città di Vasto, anche ai cittadini ucraini rifugiati nel nostro Comune.
La richiesta trae ragion d'essere dalla circostanza che il suddetto comune, come resto gran parte degli altri comuni abruzzesi, sta ricevendo i profughi in fuga dalla loro terra d'origine, sconvolti da una guerra assurda e priva di senso.

Le condizioni di queste persone, distrutte moralmente e psicologicamente dagli eventi di guerra, richiedono un supporto delle varie comunità abruzzesi sotto ogni punto di vista. Dovrebbe essere evidente a chi è nella sua posizione che imporre a queste persone di recarsi nei comuni di Lanciano e Chieti, per sottoporsi alla somministrazione del vaccino contro il virus Covid sars, aumenterebbe il senso di disorientamento che gli stessi già vivono per essere stati costretti, bruscamente, a stravolgere la loro quotidianità; senza, peraltro, considerare che i rincari subiti dai prezzi dei carburanti renderebbero alquanto oneroso organizzare gli spostamenti in auto o con autobus, magari reperiti grazie alla solidarietà dei cittadini vastesi.

Confido pertanto che possa accogliere la mia richiesta di garantire anche alle persone in arrivo dall'Ucraina la possibilità di vaccinazione presso il centro previsto qui a Vasto, almeno fino a quando la gestione dell'improvvisa emergenza umanitaria, scaturita dalla guerra, assuma una struttura definitiva.

Certo di un suo celere quanto positivo riscontro porgo Cordiali saluti".

Pietro Smargiassi

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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