Vasto   Cronaca 27/01

Operazione Blue Marine. Il coniglio squartato alla poliziotta

Intimidazione col metodo mafioso tre giorni dopo la chiusura della sala scommesse

Un coniglioVASTO - Le hanno squartato il coniglietto di famiglia facendoglielo ritrovare all’ingresso dell’abitazione. E’ così che, secondo l'ipotesi della Procura de L'Aquila, la mala albanese tentava di imporre il proprio dominio sul territorio di Vasto e San Salvo, senza farsi scrupoli nemmeno nei confronti di una poliziotta, vittima della macabra intimidazione.

Il presunto promotore e organizzatore dell’organizzazione criminale albanese smantellata lunedì scorso dall’operazione congiunta di Carabinieri e Guardia di Finanza, è accusato, in concorso con la sua compagna, anche dei reati di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, uccisione di animali, con l’aggravante del metodo mafioso prevista dall’art. 416 bis 1 del codice penale.

I fatti sono accaduti a Vasto nel 2019. Tutto è iniziato quando un’assistente capo della Polizia di Stato in servizio a Chieti, con un’esperienza ventennale in materia di polizia amministrativa e in particolare nel settore giochi-scommesse, nel corso di un’attività di controllo ha accertato che diverse attività commerciali del settore erano di fatto riconducibili a un albanese e a un suo socio, cui lei in passato aveva fatto sequestrare 30 apparecchi mentre un’altra volta aveva fatto chiudere un’intera sala scommesse a Vasto. Riottenuta la licenza, però, la sala era stata rilevata dall’albanese e formalmente amministrata dalla sua compagna. Nel 2018 la poliziotta tornò in quella sala scommesse, dove la coppia fu talmente poco collaborativa che dovette sollecitare l’intervento della Guardia di Finanza. In quell’occasione un nomade le si avvicinò chiedendole perché si interessasse “alle carte del comune”. La sala infatti - ha riferito la poliziotta al pm - contrariamente a quanto consentito dalla legge era ubicata a meno di 300 metri di distanza da una scuola ma ciononostante - sempre secondo il racconto della poliziotta al pubblico ministero - il Comune avrebbe rilasciato la licenza sbagliando misurazione.  

Dopo quel controllo l’albanese si recò in commissariato, assistito dal suo avvocato, facendole presente - senza tono di minaccia, riferisce la stessa poliziotta - che se lei gli avesse fatto chiudere l’attività lui avrebbe perso un investimento pari a 70mila euro. L’iter fece regolarmente il suo corso e l’assistente capo chiuse l’attività commerciale notificando personalmente il provvedimento. Tre giorni dopo la notifica della chiusura, una domenica mattina, nel giardino di casa che stava ristrutturando a Vasto, l’assistente capo della Polizia di Stato trovò davanti all’entrata del cancello carraio il proprio coniglio domestico squartato, l’animaletto stava con la famiglia da 5 anni, mentre vicino alla porta rinvenne una tanica di benzina vuota. Atti di intimidazione, secondo l’accusa che dovrà passare al vaglio degli organi giudicanti, a chiara connotazione e con inequivocabile metodo mafioso. La poliziotta, che fece intervenire subito i colleghi delle Volanti, ricondusse immediatamente il macabro gesto al soggetto albanese e alla chiusura della sua sala giochi. L’atto intimidatorio, secondo il gip che ha emesso le misure cautelari configurando in questo caso anche l’aggravante del metodo mafioso, rispecchia tipicamente gesti di provenienza di sodalizi mafiosi

Dopo quell’intimidazione, che impaurì la sua famiglia, la poliziotta ha continuato a effettuare controlli e chiusure, fin quando ha chiesto il trasferimento a Vasto. Aveva chiesto di essere assegnata alla polizia amministrativa per portare avanti, forte della sua esperienza, il lavoro intrapreso, ma le è stato assegnato - forse per la sua “sicurezza” come qualcuno le ha confidato - il ruolo di autista sulle Volanti. L’indagine di Carabinieri e Guardia di Finanza ad ogni modo è andata avanti fino all’esecuzione delle misure cautelari lunedì scorso, trovando parziali conferme - in questa fase preliminare che ancora deve passare al vaglio dell'autorità giudicante - sotto diversi aspetti a quanto la poliziotta aveva scoperto sul giro di interessi legato alle macchinette slot. 

Fabio Papalia

di Fabio Papalia (fabio.papalia@zonalocale.it)

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