Vasto   Politica 21/01

Statale 16. Si scalda il dibattito: variante "tirata" verso l’Entroterra?

Potrebbe essere segnale di recupero del ruolo di Vasto rispetto al suo comprensorio

Costone orientale di Vasto, alle spalle della città oppure ancor di più verso l'Entroterra Vastese? Si accende nuovamente dibattito sulla costruzione della nuova variante della Statale 16 che dovrebbe decongestionare il traffico del tratto costiero.

Se gran parte degli attori, sia politici (qui la recente posizione di Vasto in Azione) che cittadini, sembrano essere d'accordo sull'evitare che il tratto passi sul costone orientale di Vasto (quindi a vista sotto il belvedere della città), sembrano essere differenti le opinioni per quanto riguarda la possibile collocazione dell'opera nel tratto interno. Di ieri una nota stampa di Camillo D'Amico, capogruppo di "Insieme per Cupello" a cui si aggiunge una nota stampa dl 21 gennaio del Sindaco di Scerni Daniele Carlucci.

Sull'argomento, il Movimento Difesa delle Zone Interne fa presente che "la soluzione migliore per l’arresto dello spopolamento dei paesi interni e montani è, e rimane, la realizzazione della strada a suo tempo chiamata 'transcollinare', Ascoli Piceno – Foggia che nel nostro territorio va ad intersecare le SP Trignina e Bifernina. Sarebbe questo il momento della sua realizzazione, in presenza dei fondi PNRR. 

"In attesa di maggiore condivisione su tale progetto", continua il Comitato, "la variante alla statale 16 potrebbe costituire comunque un segnale di recupero del ruolo di Vasto rispetto al suo comprensorio a condizione che almeno il tracciato di variante venga realizzato verso l’interno interessando la fondovalle Sinello, le fondovalli Cena e Treste per incontrare la Trignina presso lo svincolo attuale verso Furci e San Buono. Inoltre vogliamo chiarire anche la motivazione addotta da molti per difendere i paesi interni: 'perché  servono alla buona gestione del territorio, a conservare ambienti, tradizioni e cultura: ecologia e ambiente sono risorse utili'. Anche qui cerchiamo di fare un piccolo salto etico e culturale: i paesi (e non c’entrano niente i “borghi!”) vanno salvaguardati perché lì ci vivono persone, esseri umani, soggetti di diritto e di condizioni paritarie, liberi di abitare dove vogliono. Se poi sono anche utili è un altro discorso ma non si può sottendere che se non fossero utili sarebbero da bruciare".

"L’argomento variante statale 16", conclude il comitato, "si inserisce, dunque, in questa logica: se chi decide vuole attivare un’opera che sia utile alla città e al suo territorio interno non può avere dubbi che sia necessario uscire dall’ombra del proprio campanile ed esercitare la propria leadership motivata sull’intero comprensorio. Ci auguriamo, infine che i sindaci dei paesi interni siamo in grado di esercitare una pressione vera, attiva, non condizionata ed unitaria per ottenere il risultato utile a Vasto e a tutto il suo entroterra".


di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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