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Vasto   L'angolo dei lettori 12/12/2021

"Chi ha capito e non fa niente in realtà non ha capito niente"

Le riflessioni di tre studenti dell’Iis Mattei che hanno partecipato al Tedx Vasto

Riceviamo e pubblichiamo da sei studenti dell'Iis Mattei di Vasto: Giorgia Addabbo, Gianluca Brandi, Antonella Bruno, Bianca Buda, Silvia Colamarino, Federica Esposito, 2C LSA I.I.S “E. Mattei”

Perché countdown?
Poiché nei prossimi 10 anni, la Terra può passare da nostra amica a nostra nemica; abbiamo iniziato il conto alla rovescia, il countdown, per sensibilizzare e stimolare un cambiamento positivo per il nostro pianeta.

A distanza di una settimana, ecco le nostre riflessioni sull’evento TEDxVasto. Noi, studenti del IIS Mattei, abbiamo avuto l’inaspettata e piacevole opportunità di poter partecipare all’evento TEDxVasto. L’evento si è svolto presso l’istituto “Madonna dell’Asilo”. Dopo essere stati accolti nel teatro in cui l’evento ha avuto luogo, l’impazienza di iniziare ad ascoltare gli speaker ci ha sopraffatto. Il tema affrontato è stato il cambiamento climatico, argomento che tocca, nel nostro piccolo, ognuno di noi.

La mattinata è iniziata con Daniela Prandin, che ci ha narrato il momento in cui ha compreso di intraprendere una strada sostenibile per fondare il suo brand di moda.
“Se risvegliassimo il bambino che è in noi, sapremmo come vivere la nostra vita in maniera sostenibile e come amare la nostra casa.”
Uomo e ambiente. Spietato e ammaliante. Un contrasto evidente quasi trascendentale che dobbiamo trasformare in analogia, lasciando assomigliare i due elementi. Il rapporto uomo-ambiente, nella precarietà in cui siamo, è costantemente minacciato dal sopraggiungere di eventi distruttivi. Si tratta, ad oggi, di un equilibrio instabile, tale per cui vi è il sopravvento di concezioni inconsuete. Dobbiamo essere in grado di abitare la nostra casa, di aprire gli occhi ad un nuovo sentire e di vivere un finale diverso da quello che si sta profilando. Di essere in grado di intrecciare il nostro esistere con l’essenza del pianeta.

A seguire, Manuela Baudana ha deciso di iniziare il suo discorso con una domanda: “Perché la sostenibilità sta diventando sempre più importante per le imprese?”
La sensibilità e la consapevolezza che abita il nostro piccolo, è la strada per affrontare la realtà, senza servirsi di scorciatoie. La capacità dell’essere sensibili tralascia la possibilità che le nuove generazioni si lascino assorbire da stereotipi e pregiudizi. L’irriverenza apparentemente contingente dell’essere umano, precostituisce un grave sconquasso reiterato per il pianeta, aspetto da esulare. Essendo le nuove generazioni sempre più accorte nella prospettiva della sostenibilità, le imprese divengono sempre più ecosostenibili.

Successivamente, Nicola Fossaceca ci ha mostrato cosa lui cerca di cambiare all’interno del suo ristorante per minimizzare il consumo di plastica, ma anche imparare a riutilizzare gli “scarti” che abitualmente vengono buttati.
“Viviamo in un mondo di plastica, cioè mondo poco funzionale”.
L’inquinamento è un atteggiamento dissacrante e destabilizzante che infierisce negativamente sull’equilibrio delicato tra uomo e ambiente. Siamo in uno stato embrionale, in un magma troppo vario di conseguenze dovute ad azioni irresponsabili a cui bisogna rimediare. Quando il mondo intero pare traboccare di plastica, ci si rende conto che l’agire diventa inevitabile.

Come afferma il docente universitario Francesco Fatone: “Bisogna agire oggi per non reagire domani”.
C’è bisogno di consapevolezza e determinazione per sperare nel futuro dell’esistenza. L’agire di oggi si trasforma nell’opportunità di domani. Non possiamo gestire con leggerezza ciò che ci gira attorno. Limitare oggi le cause del surriscaldamento globale, vuol dire solidificare la speranza per il domani; significa non reagire a conseguenze che potrebbero rivelarsi irrimediabili.

Roberto Mezzalama riflette su un aspetto sottile, fondamentale: “Uno degli sbagli più grande che si possa fare è pensare che sia troppo tardi. In realtà non è troppo tardi per prendere in mano questo problema e renderlo innocuo per l’essere umano”.
L’attesa potrebbe rivelarsi nostra nemica. Bisogna fuoriuscire dall’ellisse che ci limita, che ci rinchiude nella nostra comfort zone. Dobbiamo rivolgere la nostra attenzione nei confronti del pianeta, eliminando insicurezze e attesa.

Come prosegue il geologo Andrea Moccia: “Il carbonio è un elemento presente all’interno di ognuno di noi ed è un pilastro fondamentale del pianeta terra.
Se immaginassimo l’atmosfera come una bottiglia di vino da 750 ml e la riempissimo esattamente con quella quantità di vino, sarebbe tutto perfettamente in equilibrio.
Ma se noi prendessimo un bicchierino che contiene anche solo 10 ml di vino, quantità che, in proporzione, indica le emissioni dell’uomo, e lo versassimo nella bottiglia, noteremo un problema: quel piccolo cicchetto di vino traboccherà dalla bottiglia”.
La goccia che fa traboccare il vaso: un minimo accenno di squilibrio dell’ecosistema e il delicato equilibrio tra esseri viventi e pianeta si destabilizza. Bisogna camminare a fianco alla nostra casa, al passo con essa. Bisogna capacitarsi di rigoroso rispetto e cura per un mondo che ci permette la vita.

L’imprenditore Giuseppe Natale conclude: “Quando perderemo la biodiversità il pianeta avrà finito di vivere”.
Al momento, nonostante il countdown sia iniziato da tempo, ci troviamo dinanzi ad un bivio. Le strade sono costruite sulla nostra opzione di migliorare o lasciare che la Terra continui a vivere in questo stato di degrado.
La biodiversità costituisce la rete della vita. È il filo che lega la varietà biologica e culturale, affinché non si presentino discontinuità tra le due. Fin quando entrambi continueranno a stare a stretto contatto tra loro, il futuro potrà continuare e la vita fiorire

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