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Vasto   Politica 27/09

La sottosegretaria Bellanova: "Variante alla statale 16, la soluzione non sarà calata dall’alto"

Progetto di viadotto, allarme tra i residenti di via Fonte Ioanna

Vasto. Da destra, Giuseppe Forte, Teresa Bellanova e Camillo D'AlessandroLa variante alla statale 16 non deve passare sopra le teste dei residenti di via Fonte Ioanna. Il vicesindaco di Vasto, Giuseppe Forte, chiede alla viceministra alle Infrastrutture e alla Mobilità sostenibili, Teresa Bellanova, un impegno a rivedere il tracciato della nuova statale 16. Perché il viadotto ipotizzato dall'Anas deturpa il paesaggio e sposta lo smog di poche centinaia di metri, da Vasto Marina all'area appena al di sotto del centro storico.

"I cittadini di quella zona - racconta il titolare della delega ai Lavori pubblici - si sono visti recapitare una lettera della società cui l'Anas ha appaltato" gli studi riguardanti il terreno su cui l'ente che gestisce le strade statali vuole costruire la variante "per eseguire carotaggi fino al 15 dicembre". "L'Anas - aggiunge Forte - ci ripropone, proprio in campagna elettorale, questa polpetta avvelenata". I tecnici rifiutano la soluzione proposta dal Comune di Vasto perché ritengono troppo dispendiosa: non basterebbero gli 87 milioni di euro disponibili.

Bellanova prende "l'impegno di convocare un incontro con Anas ed enti locali", perché "il tema delle risorse non può essere prioritario rispetto alla sostenibilità, anche ambientale, delle opere", ha detto incontrando gli operatori portuali e i residenti di via Fonte Ioanna, le cui case potrebbero ritrovarsi "sotto o di fianco al viadotto", spiega Forte. La viceministra dichiara di voler "arrivare a una soluzione condivisa con il territorio", perché "nessuno deve dare il segnale che tutto è stato deciso, ma il consenso va costruito".

Al porto di Punta Penna va fatto l'ultimo miglio ferroviario per consentire ai treni di arrivare fino in banchina. Per Teresa Bellanova, bisogna subito "passare al tracciato definitivo con il coinvolgimento delle autonomie locali" e il raccordo ferroviario si può fare in due anni: "Avere l'ultimo miglio ferroviario, anziché migliaia di camion che trasportano i furgoni della Sevel, significa non far viaggiare questi mezzi sulle strade, non intasare queste ultime e abbattere le emissioni inquinanti".

"Dobbiamo candidarci - dice Camillo D'Alessandro, deputato di Italia viva - a essere lo snodo logistico dell'Adriatico", dice Camillo D'Alessandro, deputato di Italia viva. "Il primo passo deve essere l'ingresso anche di Vasto nel sistema dei porti regionali".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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