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Vasto   Politica 26/07

Il ministro Patuanelli: "Transizione ecologica e ripresa economica possono viaggiare insieme"

L’intervista degli studenti universitari Lorenzo De Cinque e Chiara Finamore

De Cinque con il senatore Castaldi e il ministro PatuanelliLa presenza del Ministro Stefano Patuanelli a Vasto è stata occasione di confronto anche su temi di carattere generale. Due studenti universitari, Lorenzo De Cinque e Chiara Finamore, che stanno portando avanti un percorso in campo giornalistico, hanno incontrato e intervistato il Ministro pentastellato.

Il Ministro alle politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli (M5S) fa tappa a Vasto. L’occasione è quella delle elezioni amministrative vastesi di cui, per il Movimento Cinque Stelle, correrà l’attuale consigliera pentastellata Dina Carinci. Gli ambiti di intervento del ministero di Patuanelli sono tra i più variegati e anche tra i più importanti legati all’economia nazionale e locale. Proprio per questo, il Ministro ci ha spiegato vantaggi, opportunità e problematiche del suo dicastero. 

Con il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) arriveranno fondi ingenti per la ripresa post Covid. Anche in ambito agricoltura, settore importante per il territorio vastese, ci sarà la necessità di coniugare transizione ecologica e ripresa economica. In che modo queste due esigenze potranno viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda?
L'agricoltura incide certamente per una parte sull'inquinamento, data la produzione di gas climalteranti. Questi problemi non si risolvono fermando le produzioni ma sostenendo la produzione delle nuove tecniche ambientali, che comportano una minor impronta ambientale. Quando ho ricoperto il ruolo di Ministro dello Sviluppo economico, ho attivato la misura Transizione 4.0: si tratta di un credito di imposta per l'innovazione che ha riguardato, per la prima volta, anche l'agricoltura in modo che anch’essa potesse fare quel salto di innovazione tramite un minore consumo di acqua o terreno, o il mancato utilizzo di fertilizzanti o fitofarmaci. In questo modo, si riesce a consumare meno territorio e ad avere un'impronta ambientale più bassa. 

In più, nel PNRR, ricomprendiamo la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile accompagnata alla produzione agricola. Con questo, quindi, facciamo riferimento alla sostituzione delle coperture di serre o capannoni agricoli con il fotovoltaico, utilizzato anche in campo assieme alla produzione agricola, e il passaggio dal biogas al biometano. In questo modo, diamo sostegno al reddito e facciamo produrre energia pulita alle aziende agricole. Quindi sì, transizione ecologica e ripresa economica possono viaggiare insieme.

Finamore con il ministro PatuanelliNell’ambito della “Farm to Fork Strategy”, la Commissione europea entro la fine del 2022 vuole introdurre un nuovo sistema di etichettatura nutrizionale obbligatorio. Negli ultimi mesi si è discusso dell’adozione del Nutriscore francese che però penalizzerebbe molti prodotti alimentari italiani. Secondo Lei, quale potrebbe essere il sistema più giusto ed equo da adottare?
Il Nutriscore non è un sistema di informazione ma di condizionamento del mercato. Questo è il suo grande limite, dal momento che un cibo non può essere classificato come "rosso, verde o giallo". Dipende da quanto se ne mangia. Noi, invece, vogliamo puntare sul Nutrinform battery, un sistema di etichettatura che ci fornisce l'informazione nutrizionale del cibo. Esso, infatti, ci informa sulla percentuale di nutrienti apportati dalla singola porzione rispetto alla quantità media giornaliera di assunzione raccomandata. Il Nutriscore ha l’unico vantaggio di essere immediatamente percepibile con la sua caratteristica forma a ‘semaforo’, ma i cittadini non hanno bisogno di questo, ma di avere informazioni chiare.

Nell’ambito della ‘Macroregione adriatico-ionica’, i sistemi portuali, e quindi anche il settore della pesca, sono diventati un asset strategico per il nostro Paese. In questo senso, anche Vasto e l’Abruzzo sono uno snodo fondamentale. Quali vantaggi, sia economici che ambientali, può portare un progetto simile nel lungo periodo?
Rispetto alla pesca, ci sono diverse criticità. La prima è che l’Europa guarda sempre ai modelli dei mari del Nord con grandi flotte navali e grandi compagnie con pescherecci di dimensioni enormi e varie tecnologie, e non guarda invece ai Paesi, soprattutto quelli dell’Adriatico, che invece hanno piccole flotte, piccoli pescherecci e che praticano una pesca diversa. 

Altra criticità è che si guarda sempre alle giornate di fermo pesca come unico modo per gestire il ripopolamento. In realtà, io credo che bisogna passare alle quote di mercato delle diverse tipologie di pesce perché è l’unico modo con cui si dà una programmazione certa anche ai piccoli pescatori. D’altra parte, le macroregioni hanno proprio la funzione di mettere assieme le esigenze delle diverse aree e questo non può che essere un vantaggio. 

Ma finché continueremo a guardare alla pesca con il modello dei mari del Nord, per il nostro Paese sarà sempre un problema. Anche questi progetti, quindi, avranno difficoltà se non si comincia a pensare che ogni Paese ha delle peculiarità e che quindi le politiche comuni europee si devono adattare alle peculiarità specifiche del singolo Paese, della singola zona del Paese.

Infine, parlando di M5S, prossimamente ci sarà la votazione sul nuovo Statuto. Lei, Ministro, in quale ruolo si immagina nel nuovo Movimento?
Io, per me stesso, non mi aspetto mai nulla. Faccio quello che mi si chiede di fare.

Lorenzo De Cinque
Chiara Finamore

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