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Vasto   Cronaca 13/07

"Caro Guido, porteremo nel cuore la tua schiettezza e la tua generosità"

La comunità Salesiana ricorda il 21enne scomparso per un incidente

Guido Cerulli è morto la notte scorsa, ad appena 21 anni, a seguito dell'incidente stradale in cui è rimasto coinvolto sulla statale 16 [LEGGI]. Sono centinaia i messaggi che in queste ore ricordano il giovane vastese. Una lettera affettuosa è quella che arriva dalla comunità Salesiana di Vasto, dove Guido è cresciuto e ha vissuto esperienze indimenticabili. Questa sera, alle 21, ci sarà un Rosario in suffragio di Guido all'Oratorio Salesiano.

Non mi è facile scrivere ciò che sto scrivendo, poiché non vuole essere un articolo giornalistico e nemmeno una commemorazione patetica o legata all’emozione, poiché sto per parlare di un giovane, un giovane che è anche amico… forse qualcuno di voi mi dirà che sto sbagliando tempo, che “ERA” amico, ma nella nostra fede cristiana non esiste il passato o il futuro esiste solo e sempre il presente: parlo di Guido Cerulli.

Però voglio farlo in forma di lettera, perché penso che non ci sia cosa più bella che rivolgersi agli amici scrivendogli. E non scrivo solo a Guido, ma anche a Nicoletta e Alfonso, mamma e papà.

Carissimo Guido, 
ciao! Abbiamo avuto un tempo relativamente lungo per conoscerci: quattro anni! Ci siamo conosciuti all’interno di un ambiente a te non solo familiare ma anche caro: l’Oratorio di Don Bosco. Io appena arrivato da un altro mare, il Tirreno, mentre tu già eri navigato nel mar Adriatico e soprattutto nell’immenso mare dell’Oratorio. 

Ho imparato a conoscerti non attraverso quello che dicevi, ma quello che facevi, anzi attraverso le passioni che coltivavi: educatore dell’Azione Cattolica, chitarrista alle Messe e fuori le Messe, appassionato di calcio e di motori. Insieme abbiamo anche vissuto un anno intero perché hai prestato servizio come Volontario nel Servizio Civile in Oratorio. Insomma abbiamo avuto modo di incontrarci, avvicinarci e conoscerci. Ci siamo scambiati le idee sul futuro, sul tuo futuro. Il tuo desiderio, più che di accomodarti con un lavoro, era di realizzarti in quello che ti prendeva il cuore. Il tuo cercare non un posto nella società, ma IL tuo posto nel mondo.

Due cose mi porto nel cuore: la tua schiettezza e la tua generosità. La schiettezza talvolta un po’ ruvida di chi non ha problemi di dire quello che pensa. E questa tua schiettezza talvolta ci ha trovati, l’uno davanti all’altro, a scontrarci. Ma tra amici ci sta anche lo scontro, poiché poi sappiamo che ci re-incontriamo. Ed è nel re-incontrarci che veniva fuori la tua generosità, di chi non tiene il muso, di chi è sempre disposto a ripartire e ricominciare, di chi è pronto a dare una mano. Queste tue caratteristiche però non le ho sperimentate solo io ma anche tante altre persone sia all’interno dell’Oratorio sia all’esterno.

Ma la cosa che ha lasciato il segno più grande è stato il tuo sorriso. Tante persone mi hanno testimoniato della tua faccia sorridente, segno di un volto capace di incontrare altri volti. E se talvolta, come a tutti gli uomini il tuo volto si fosse offuscato, tale offuscamento trovava il tempo breve per ritornare al sorriso.

Ora, caro Guido, queste tue virtù le vivi in uno spazio e in un tempo diverso, poiché è il tempo di Dio e, sono convinto che non solo sarai capace di sorride anche a Dio, ma anche di “confrontarti schiettamente” con Lui, poiché quello che siamo non lo perdiamo. Ma sono convinto che la pace con Dio sarà subito fatta.

Cari Nicoletta e Alfonso, cari amici, cari fratelli di cammino nella comunità del Don Bosco, so che ora è il momento del dolore e del pianto. So che ogni parola può essere scontata o scocciante; ma so anche chi siete voi, poiché anche attraverso di voi ho, e abbiamo, conosciuto Guido, come attraverso Guido abbiamo conosciuto voi. Ora è il momento anche del coraggio e del guardare in alto, non indietro perché purtroppo, al momento, il guardare indietro vuol dire ripercorrere solo una strada, quella che da Vasto Marina va a via Trave; non guardare in avanti, perché guardare avanti vuol dire talvolta fuggire, anche se è umano; non guardare in basso, come il gesto di chi sta con gli occhi bassi per la sconfitta che provate e proviamo, anche se anche questo ci sta; ma il guardare in Alto, guardare a Colui che nel suo silenzio è capace di sopportare il vostro silenzio, il nostro silenzio, come è capace di accogliere la vostra sofferenza e angoscia come i nostri dubbi sul perché di tutto ciò.

Cari Nicoletta e Alfonso, vi siamo vicini come comunità salesiana e come comunità del Don Bosco. Caro Guido ora che da una prospettiva più ampia vedi la realtà aiutaci a sopportarla e a camminare con la tua stessa schiettezza, la tua generosità e il tuo sorriso.

A Dio, caro figliolo e amico. 
Ti vogliamo bene.

Don Max e la Comunità Salesiana di Vasto

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