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Vasto   Attualità 23/06

Multa da 250 euro, ma lei non è mai stata a Torino: le hanno rubato l’identità su Internet

Sostituzione di persona. L’avvocato Bitritto: "Attenzione a ciò che pubblicate"

I dati personali pubblicati sui social network possono essere rubati e usati illecitamente da sconosciuti. Lo dimostra l'esperienza personale una donna di Vasto, vittima di una sostituzione di persona.

I fatti sono del 2019, ma è di questi giorni la conclusione delle indagini.

Tutto è iniziato un paio di anni fa, quando una 45enne lavoratrice autonoma di Vasto si è vista recapitare una multa da 250 euro per eccesso di velocità dal Comune di Torino.

Secondo quanto risulta dal verbale, avrebbe violato il limite di velocità allo svincolo autostradale di Caselle Torinese. Ma c'è un particolare tutt'altro che irrilevante: lei non è mai stata a Torino. 

Francesco BitrittoPer contestare la contravvenzione e capire perché sia arrivata proprio a lei, la donna si è rivolta all'avvocato Francesco Bitritto: "La sanzione per eccesso di velocità riguarda il noleggio di una macchina di proprietà di una società del gruppo Eni specializzata negli affitti brevi di automobili", racconta il legale. "Subito abbiamo presentato una querela per sostituzione di persona e furto d'identità. La Procura di Torino ha accertato che tre giovani residenti nel capoluogo piemontese avevano preso a nolo una vettura a nome della mia assistita rubandole i dati pubblicati su Facebook. Hanno usato nome, cognome, data e luogo di nascita e codice fiscale associandoli a una patente e a una carta d'identità non appartenenti alla signora".

Sul motivo del noleggio sotto falso nome sta facendo chiarezza la pm Giulia Rizzo che, in merito alla querela presentata dalla vittima, ha notificato ai tre giovani un avviso di conclusione indagini. "Chiederemo il risarcimento dei danni. Per l'annullamento della multa, invece, abbiamo presentato ricorso al prefetto di Torino. Una raccomandazione che riguarda ognuno di noi: stiamo attenti a pubblicare i nostri dati personali su Internet, perché - conclude Bitritto - vicende come questa possono capitare a chiunque".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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