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18 giugno 2021
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La scure della crisi sulla Denso: l’azienda annuncia 200 esuberi

La preoccupazione dei sindacati dopo la presentazione del piano industriale

Rischia di trasformarsi in una pesante cura dimagrante il nuovo piano industriale della Denso di San Salvo. Oggi la direzione della multinazionale giapponese ha illustrato il documento di programmazione 2021-2023 annunciando 200 esuberi entro l'anno fiscale 2021 "da gestire con accompagnamento alla pensione ed esodi incentivati".

Attualmente lo stabilimento che produce alternatori e motorini di avviamento conta circa 1000 dipendenti. I rappresentanti dei lavoratori che hanno partecipato all'incontro con la direzione aziendale e con il presidente Shuji Ito si sono detti profondamente insoddisfatti del piano a causa dell'assenza di chiarezza sui nuovi prodotti legati all'auto elettrica. In una nota congiunta Fim, Fiom, Uilm e Fismic dicono: "Il piano prevede nell'immediato un percorso di riduzione dei costi e una trasformazione gestionale del nostro stabilimento per poter diventare la Dmit centrale per l'elettrificazione in Europa". 

"Sia le segreterie che la rsu Denso hanno chiesto di calendarizzare incontri specifici per entrare nel merito del piano e intraprendere un percorso condiviso – concludono – Dopo i prossimi incontri con la direzione aziendale in cui approfondiremo i dettagli, indiremo un'assemblea informativa, decidendo insieme le iniziative da intraprendere".

I timori riguardanti il sito produttivo sansalvese sono tanti, quello più concreto è che i 200 esuberi possano essere solo la prima tranche di una cura più pesante come accadde nel biennio 2006-2007 quando la crisi cancellò oltre 700 posti di lavoro in quell'ex Magneti Marelli (la multinazionale giapponese subentrò al 100% nel 2001) che, appena insediata a inizio Anni Settanta, contava oltre 2400 dipendenti e due stabilimenti (uno dedicato alle batterie oggi chiuso). 

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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