Vasto   Attualità 24/04

"Lasciar chiudere tribunale e Procura significa abbandonare il territorio"

Questa mattina l’incontro promosso da camera penale e ordine degli avvocati

Numerosi rappresentanti del mondo della giustizia e della politica hanno partecipato questa mattina all'incontro in tribunale promosso da camera penale e ordine degli avvocati di Vasto. Al centro dell'attenzione, come ormai da diverso tempo a questa parte, c'è la chiusura del tribunale di Vasto, oggi fissata al settembre 2022. L'incontro aveva l'obiettivo di rilanciare le azioni per la salvaguardia del presidio di giustizia vastese in quella che "è una battaglia non di una categoria ma di tutto il territorio", come ha ricordato Fiorenzo Cieri, vicepresidente della camera penale. Una questione che interessa Vasto e tutto il comprensorio, come testimoniato dai tanti sindaci del Vastese presenti in fascia tricolore

Cieri ha anche ricordato le tante inchieste importanti partite dal presidio di giustizia vastese, con processi ancora in corso in materia di criminalità organizzata. "Non è pensabile che, con la chiusura di Vasto, da Foggia a Chieti non ci sia più una Procura". Messaggio ribadito anche da Vittorio Melone, presidente dell'ordine degli avvocati, ricorando come ormai da anni si viva una dimensione "sospesa", con rinvii e proroghe che non danno certezze. Il presidente del tribunale Bruno Giangiacomo ha ricordato le ultime tappe della vicenda, con gli incontri in sede ministeriale e in Regione per poter mantenere aperto il tribunale e poter avere nuovo personale per il corretto funzionamento della macchina giudiziaria. "Noi abbiamo rappresentato puntualmente tutte le nostre istanze. Ma la scelta è della politica. Quindi la politica decida". Sul tema della cronica carenza di personale si è concentrato il breve intervento del Procuratore Giampiero Di Florio: "vogliamo un tribunale aperto ed efficiente".

Carmela Grippa, deputata del Movimento 5 Stelle, ha ricordato che ci sono due proposte di legge per rivedere la geografia giudiziaria e far restare aperti i quattro tribunali abruzzesi per cui oggi è prevista la chiusura. "Con l'intergruppo della Camera abbiamo chiesto al governo una stima del risparmio economico conseguito con le chiusure e ci è stato risposto che non ci sono dati". La proposta di legge da lei presentata "riprende quella approvata all'unanimità dalla Regione Abruzzo". È stato poi presentato un "emendamento per la riapertura della pianta organica". Da qui "l'appello a tutti i parlamentari affinchè sostengano le proposte di legge".

Il senatore del Pd Luciano D'Alfonso ha spiegato come "l'emendamento al Senato al decreto sostegni potrebbe incontrare difficoltà negli uffici tecnici" sulla sua validazione. Ha ricordaco come "la prossimità è un valore", da tenere presente in tutti i servizi. Nella sua interlocuzione con la ministra Cartabia "ha detto che vuole avere elementi. Facciamo in modo che l'Abruzzo porti una posizione univoca". Intanto le strade da percorrere sono quelle del prolungamento della scadenza e "uno spintonamento per avere risorse umane in più".

Il consigliere regionale della Lega Manuele Marcovecchio ha ricordato i passaggi di approvazione della legge regionale, "uno strumento messo a disposizione delle forze politiche nazionali che ha fatto cadere l'alibi dei costi della giustizia". Ormai "mancano pochi mesi alla definitiva soppressione e ho il timore che stia iniziando a farsi presente un sentimento di rassegnazione. Così non deve essere, ma per questo va fatto un richiamo ai giusti tempi". Parole di appoggio alla causa sono arrivate anche da Luigi Comini, del dipartimento giustizia di Fratelli d'Italia, forza politica oggi all'opposizione in Parlamento ma unita alle altre forze del territorio per la battaglia sui tribunali abruzzesi da salvare.

Lo stato delle cose vede oggi il tribunale di Vasto aperto fino a settembre 2022 - data che, di fatto, viene anticipata di un anno rispetto al calendario dei processi -. La strada che può essere percorsa per poter mantenere aperto oltre quella data il tribunale è quella di ottenere una nuova proroga, con conseguente invio di personale, per poi poter provare a convincere il Ministero a rivedere definitivamente la mappa della geografia giudiziaria. 

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di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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