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San Salvo   Politica 22/04

San Salvo, il consiglio rinvia i regolamenti referendari in commissione, dure le reazioni

Il comitato: "Si rinvii allora il piano cimiteriale a dopo le elezioni 2022"

Niente da fare per i regolamenti attuativi del referendum consultivo comunale di San Salvo: l'assise civica, stamattina, su proposta del sindaco Tiziana Magnacca, ha rispedito il punto all'ordine del giorno in commissione. La vicenda era iniziata circa due mesi fa con la richiesta di far esprimere la cittadinanza avanzata dal comitato contro la localizzazione del tempio crematorio. Per usare tale strumento mancano i regolamenti attuativi. La commissione richiesta dalle opposizioni sul tema non fu convocata per l'assenza del numero minimo di richiedenti, così il punto all'ordine del giorno è approdato direttamente in consiglio comunale.

A nulla sono serviti gli appelli dei membri dell'opposizione, "Poter disporre di un referendum è un segno di maturità politica e democratica e lo dobbiamo alla nostra città" ha detto Marika Bolognese (Italia Viva). 
Tiziana MagnaccaIl sindaco che ha proposto il rinvio ha specificato: "È uno strumento importante di democrazia partecipata che deve essere più lontana possibile dalle passioni del momento ed è bene che sia preciso, puntuale e condiviso per essere più efficace possibile. Noi siamo disposti al dialogo più assoluto, credo che in questo momento dovremmo rimandare più in là, lontani dai toni accesi da qualche parte e strumentali che qualcuno ha voluto portare avanti".

La consigliera di maggioranza Angelica Torricella (San Salvo Città Nuova) ha poi citato la necessità "di non avere fretta". Cassata anche la controproposta di Fabio Travaglini (Più San Salvo) che aveva introdotto il punto all'ordine del giorno: "Poiché sono necessari ulteriori adempimenti e poiché la materia regolamentare deve essere pubblicata per 30 giorni, esprimiamoci col voto oggi, ci impegniamo di andare in commissione, nel frattempo permettiamo di adempiere agli altri obblighi". 

Alcuni membri del comitatoLE REAZIONI - Duro durante il consiglio comunale il commento di Antonio Boschetti (Pd) che ha definito la proposta del sindaco – poi passata con i voti della maggioranza – un "trucchetto post-democristiano".

Ad oggi per indire un referendum servirebbero 1815 firme (secondo il calcolo del 12% sugli aventi diritto al voto fatto dal segretario comunale Aldo D'Ambrosio).
Fortemente deluso il comitato San Salvo per un ambiente sostenibile che individua la ragione del rinvio nella volontà di approvare il piano cimiteriale: "Perché avere troppa fretta? Vi diciamo perché la fretta è necessaria: perché nel prossimo consiglio comunale sarà approvato definitivamente il famoso piano cimiteriale, da cui tutto è partito, e dopo tale approvazione si potrà procedere con l'iter per la costruzione del forno crematorio. Per questo si vuole rimandare, per questo l'opinione dei cittadini non la si vuole ascoltare! Se dunque non si ha fretta davvero, si rimandi anche l'approvazione del piano cimiteriale, magari dopo le prossime elezioni, quando in un programma elettorale si metterà nero su bianco che si vuole costruire un forno crematorio nel centro abitato. A quel punto sì, si proceda pure!".

Aspro anche il commento post-consiglio dei gruppi di centrosinistra: "L’amministrazione comunale ha solo voluto prendere e perdere tempo sbeffeggiando e ignorando ancora una volta i cittadini di esprimere liberamente una loro posizione e desiderosi di rendersi parte attiva nelle scelte importanti della città. Con il rinvio di stamane a perdere è solo la città. Il centrodestra sansalvese torni sui suoi passi e abbia il coraggio di rimettere nelle mani dei cittadini quella forza elettorale che sbandiera da oltre 4 anni".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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