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Cupello   Attualità 19/04

"Cittadinanza onoraria di Cupello a Liliana Segre per il suo impegno a tutela dei diritti umani"

La mozione del gruppo consiliare "Insieme per Cupello"

Liliana SegreConferire la cittadinanza onoraria di Cupello a Liliana Segre. È quanto proposto dal gruppo consiliare di Insieme per Cupello con la mozione, a firma dei consiglieri Camillo D'Amico e Marco Antenucci, presentata sabato 17 aprile. Mozione con cui richiedono il riconoscimento dell'onorificenza alla senatrice a vita, "per la sua opera di testimonianza e mantenimento della memoria della Shoah, di cui fu vittima, e per l'impegno a salvaguardia dei diritti umani".

"Con questo atto – sottolineano i consiglieri - non vogliamo limitarci a celebrare questa grande donna che sulla propria pelle ha vissuto la sofferenza e gli orrori della dittatura e delle discriminazioni razziali, ma testimoniare l'umana e ideale vicinanza all'impegno da lei profuso nella diffusione del valore della solidarietà e della pace tra le persone e tra i popoli. Riteniamo, inoltre, che il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre possa assumere una rilevanza ancora maggiore alla luce dell'olocausto di sangue offerto da Cupello durante il secondo conflitto mondiale, che costò la vita a 106 concittadini nei tragici bombardamenti del 2 e 3 novembre 1943 e che valse al nostro paese l’attribuzione della medaglia di bronzo al valor civile".

"Liliana Segre, nata a Milano il 10 settembre 1930, è testimone di una delle più grandi tragedie collettive prodotte dal nazifascismo nel secolo scorso. Espulsa dalla scuola pubblica all'età di otto anni a causa dell'ignominia delle leggi razziali del 1938, ad appena tredici anni subì la deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz dove l'orrore le venne impresso sulla pelle con il numero 75190. Trasferita nel campo femminile di Ravensbrück e in seguito nel sottocampo di Malchow, fu liberata il 1° maggio 1945. Dei 776 bambini italiani di età inferiore a 14 anni deportati ad Auschwitz, Liliana Segre fu una dei soli 25 sopravvissuti. Dopo 45 anni di silenzio, nel 1990 si rese per la prima volta disponibile a partecipare ad alcuni incontri con gli studenti delle scuole di Milano portando la sua testimonianza di ex deportata, divenendo testimone autorevole dei crimini della dittatura e delle discriminazioni razziali.
L'alto valore morale e civile del suo impegno è stato riconosciuto da innumerevoli istituzioni e il 19 gennaio 2018 anche dal Presidente della Repubblica italiana che, a ottant'anni dall’introduzione delle leggi razziali, ha voluto conferirle il titolo di senatrice a vita".

 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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