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Vasto   Ambiente 11/04

Bike lane della discordia. Centrodestra: "Pericolose". Sallese (Cgil): "Corsia sotto i 2,80 metri"

Il caso

Vasto, circonvallazione Istoniense: le prime bike lane

Di cosa parliamo - A Vasto l'amministrazione comunale ha fatto realizzare le prime corsie ciclabili. Subito si è innescato, prima sui social e poi nel mondo politico, un botta e risposta tra favorevoli e contrari.

VASTO - Sulle bike lane a Vasto si infiamma il dibattito pubblico. Le prime corsie destinate ai ciclisti, tracciate sulla circonvallazione Istoniense, restano al centro delle polemiche.

Secondo il centrodestra, l'amministrazione comunale, "alla scadenza del proprio mandato, improvvisa provvedimenti, a scopo elettorale, idonei solo a dimostrare la propria incapacità amministrativa", attaccano Francesco Prospero e Vincenzo Suriani di Fratelli d'Italia, Alessandro d'Elisa (gruppo misto), Guido Giangiacomo di Forza Italia, Edmondo Laudazi, leader de Il Nuovo Faro, e i leghisti Alessandra Cappa e Davide D'Alessandro

Per l'opposizione, quella della Giunta guidata da Francesco Menna è stata una delibera frettolosa e la sua attuazione denota "la pericolosità ed irrazionalità dell’opera". I rappresentanti del centrodestra bollano come "geyser di sciocchezze" le motivazioni con cui l'assessora all'Ambiente, Paola Cianci [LEGGI] ha difeso la scelta e criticano la Giunta di centrosinistra, "che lascia all'abbandono la pista ciclabile del torrente Lebba e il completamento della Via Verde" con "una serie di proclami disastrosi affiancati da realizzazioni ridicole".

A Paola Cianci controreplica anche Paolo Sallese, componente della segreteria regionale della Filt-Cgil, sindacato dei conducenti di mezzi pubblici, affermando che "non ci sono le condizioni minime" di sicurezza della circolazione, perché le bike lane "restringono di sicuro la corsia di marcia alla misura inferiore a 2 metri e 80 centimetri prevista dal codice della strada". Sallese cita la normativa vigente per ricordare che provvedimenti del genere "sono ammessi per dare continuità alla rete di itinerari prevista dal piano della rete ciclabile nelle situazioni in cui non sia possibile, per motivazioni economiche o di insufficienza degli spazi stradali, realizzare piste ciclabili".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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