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5 agosto 2021
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Vasto   Politica 01/04

La guerra dei manifesti: la battaglia elettorale inizia dai milioni "intercettati"

Il caso - La campagna a distanza

Vasto. I manifesti di Alessandra Notaro e Francesco MennaLa campagna elettorale comincia dalla guerra dei manifesti. Mica bruscolini: battaglia a colpi di milioni. Persi secondo gli avversari di Francesco Menna, "intercettati" rivendica il sindaco di Vasto. Locandine di cui da giorni è tappezzata la città. Su alcuni muri sono state affisse una attaccata all'altra, vicine ma opposte. 

Inizia la lista civica La Buona Stagione con lo slogan: "Mai più cinque milioni persi" sopra la foto della candidata sindaca, Alessandra Notaro, e una sfilza di Comuni con le cifre dei finanziamenti ottenuti da Casalbordino, Celenza sul Trigno, Frasagrandinaria, Furci, Gissi, Palmoli, Pollutri, San Salvo, Torrebruna e Tufillo per la messa in sicurezza del territorio. 

La replica del sindaco è affidata a un cartello col suo volto e la rivendicazione: "L'amministrazione Menna ha intercettato per Vasto 60 milioni di euro", cui segue un comunicato stampa che snocciola un elenco di 44 finanziamenti, per un totale di 59 milioni 900mila euro. Poi chiosa: "A breve verranno finanziati anche i 5 milioni di euro del ministero dell'Interno per la manutenzione e messa in sicurezza degli edifici". 

Il verbo "intercettare" usato da primo cittadino diventa per alcuni giorni un tormentone della politica locale. Manuele Marcovecchio, consigliere regionale della Lega, ironizza sul "roboante annuncio" con cui Menna "vorrebbe far credere di avere 'intercettato' niente-poco-di-meno-che sessanta milioni di euro per Vasto". "Ho letto - aggiunge - nell'elenco delle somme 'intercettate' i milioni di euro per il porto di Vasto e per il rispristino delle aree devastate dall'incendio a Punta Aderci". L'esponente del Carroccio dice che il merito è della Regione, che ha erogato i fondi "senza squilli di tromba, portando a casa i milioni di euro che adesso il sindaco rivendica. In verità, per quei finanziamenti, non ci ha messo una nota".

Nel secondo anno dell'emergenza Covid e con la prospettiva di una campagna elettorale a distanza, la propaganda prende il via dallo strumento più tradizionale: il manifesto. E da un dibattito che entusiasma i protagonisti molto più degli elettori.

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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