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Vasto   Personaggi 01/04

Giuseppe Melito: in Messico tra lavoro, triathlon e corse "di solidarietà"

Il 35enne vastese da otto anni è per lavoro a Leòn

Giuseppe Melito a CuzumelDa Vasto a Leòn, in Messico, nel segno della passione per lo sport e dell’attenzione verso gli altri. Giuseppe Melito, 35 anni, ha origini calabresi ma, con la sua famiglia, è cresciuto tra Casalbordino e Vasto. A un certo punto del suo percorso ha ricevuto la proposta di trasferirsi in Messico, dove l’azienda per cui lavorava a Forlì doveva avviare uno stabilimento. “Doveva essere solo per qualche mese, il tempo necessario per tutte le operazioni di avvio del nuovo insediamento produttivo. E invece sono ormai passati otto anni da quando sono in Messico”. Melito vive a Leòn de los Aldama, nello stato del Guanajuato, nella parte centrale del Paese, dove lavora nel settore della produzione di materie plastiche. E, anche oltreoceano, non ha mai smesso la sua attività sportiva. Si dedica molto al triathlon ma la passione più grande “è quella per la bicicletta”, trasmessa da papà Pasquale, presidente del Team Audax Vasto e specializzato nelle randonnèe, corse con chilometraggio importante in giro per l’Europa.

“Proprio con la divisa del Team Audax ho partecipato lo scorso novembre all’Ironman sull’isola di Cozumel, nello stato di Quintana Roo”. Una gara lunghissima, che Melito ha chiuso in 12 ore e 19 minuti. Partenza alle 7 del mattino per la frazione di nuoto in mare, 3.8 km. completati in un’ora e dieci minuti. Poi i 180 km. in bici, tre giri dell’isola, con vento contrario, percorsi in 6 ore e 16. E, per finire, una maratona (da 42.195 metri) terminata in 4 ore e 41. “È stato emozionante tagliare il traguardo, ammirando un suggestivo tramonto, indossando la divisa del Team Audax”.

Alla passione sportiva Giuseppe Melito ha unito l’attenzione verso gli altri. Domenica scorsa ha organizzato a Leòn una ultramaratona, da 50 km., per raccogliere fondi da donare ad una fondazione che si occupa di bambini e ragazzi con Sindrome di Down. “È iniziato tutto come una corsa da fare tra amici, poi abbiamo visto che la cosa aveva suscitato interesse e l’abbiamo allargata fino ad arrivare a 100 partecipanti”. I podisti sono così riusciti a raccogliere una importante somma, anche grazie al contributo degli sponsor, da donare alla fondazione Pao Down AC, Cambiando Miradas. “È stata veramente una bella giornata e i responsabili dell’associazione hanno apprezzato molto l’iniziativa”.

L’obiettivo è quello di poter organizzare altri appuntamenti “che uniscano sport e solidarietà. E intanto continuo ad allenarmi per partecipare ad altre gare Ironman. Il prossimo novembre tornerò sicuramente a Cozumel”. Nei desideri di Giuseppe c’è anche quello di poter tornare in Italia per poter pedalare insieme a papà Pasquale. “Sono riuscito a venire l’ultima volta a maggio 2019, in occasione della tappa del Giro d’Italia. L’anno scorso avevo i biglietti pronti per marzo, anche per portare mio figlio - che ha tre anni - a stare un po’ con i nonni, ma con lo scoppio della pandemia è stato impossibile tornare. Chissà che, nel futuro, non ci sia l’opportunità di rientrare in Italia”. Intanto si possono seguire i suoi allenamenti e le sue attività messicane sul profilo instagram dove pubblica le foto delle sua attività sportive.

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di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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