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Pollutri   Attualità 25/03

Delicato intervento per Luigi Di Virgilio: "Ora sto bene. Grazie a chi mi è stato accanto"

Il dj è in convalescenza al Niguarda di Milano

Di Virgilio in consolle"L’intervento è andato bene, sono in ripresa e presto tornerò a casa". Ci vorrà ancora qualche giorno di pazienza ma Luigi Di Virgilio, dal suo letto dell’ospedale Niguarda di Milano, sta affrontando al meglio la sua convalescenza con uno spirito positivo. Il dj di Pollutri è stato sottoposto nei giorni scorsi ad un delicato intervento chirurgico nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale milanese. "È riuscito al meglio e di questo devo ringraziare il primario Marco Cenzato e tutta l’equipe medica, in particolare le infermiere Graziella e Benedetta. E mi sento di dire grazie alla mia dottoressa, Maria Rita Di Cintio, che ha scoperto tutto e mi ha accompagnato in questo percorso". 

Di Virgilio ha affrontato questa tappa della sua vita senza mai abbattersi, come è nel suo stile. Dietro la sua consolle - prima che la pandemia interrompesse le serate musicali - ha fatto ballare centinaia di persone, insieme al suo socio e animatore Gianluca D’Ovidio in feste e in serate nei club, "in particolare al Rio, di cui saluto tutti i componenti dello staff che ho sentito vicini in questi giorni". Nella sua produzione c’è anche il progetto Divimass, con collaborazioni importanti come quella con il dj statunitense Lenny Fontana o il brano Follow Me. Ed è alla musica che pensa Luigi, anche in questa fase, “sperando di poterci ritrovare presto tutti insieme a ballare con spensieratezza, lasciandoci alle spalle questi brutti ricordi”.

Al Niguarda prima dell'interventoIl risveglio post-intervento è stato un momento speciale. "Ero ancora un po’ sotto effetto dell’anestesia quando ho sentito il primario gridare: Luigi è andata benissimo. Ho fatto a mente il nome di mia moglie Luana e dei miei figli Martin e Giada e ho iniziato a canticchiare l’ultimo disco in produzione dei Divimass. In quel momento ho realizzato che era andato tutto bene".

In questi giorni, da dover trascorrere ancora al Niguarda, Luigi ha potuto contare "sull’affetto di mia moglie e dei miei figli, dei miei genitori, dei miei suoceri, delle mie sorelle Marilisa ed Elena, che mi ha accompagnato qui a Milano, e dei miei cognati. Ho sentito tanto affetto nei miei confronti, quotidianamente familiari e amici mi fanno compagnia con chiamate e messaggi. Non me lo aspettavo e mi fa davvero tanto piacere. È una ulteriore spinta per il mio pieno recupero". 

di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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