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Gamberale   Ambiente 12/03

Lavori fondovalle Sangro: terra mista a rifiuti anche nell’alveo del fiume, scattano i sequestri

In azione i carabinieri forestali

Una delle aree sequestrateTerra mista a rifiuti anche dentro l'alveo fluviale. I militari della stazione carabinieri forestali di Lanciano e Villa Santa Maria, insieme al personale dell’Arta di Chieti, hanno sequestrato due aree – per 1400 mq complessivi – interessate dal deposito incontrollato di oltre 500 metri cubi di terre e rocce da scavo al cui interno erano frammiste altre tipologie di rifiuto.

Una nota delle forze dell'ordine spiega quanto accaduto: "A seguito dell'attività ispettiva delegata dalla Procura di Lanciano in relazione alla violazione dell’art. 256 c. 1 e 2 d.lgs 152/2006 (gestione illecita di rifiuti) per cui erano state deferite all’autorità giudiziaria 3 persone, i carabinieri forestali si sono recati nei cantieri dei lavori di costruzione del tratto stradale SS 652 fondovalle Sangro, compreso tra la stazione di Gamberale e la stazione di Civitaluparella denominato 2° lotto 2° stralcio 2° tratto per verificare la corretta gestione delle terre e rocce da scavo".

La terra mista a rifiuti"Nel tratto afferente al Comune di Gamberale sono state rinvenute e sottoposte e sequestro terre e rocce con presenza di pezzi e resti di vetroresina, per un quantitativo di 500 mc, su un'area di 400 mq ed un deposito incontrollato di rifiuti speciali costituiti da dischi abrasivi esausti, rinvenuti vicino e all’interno dell’alveo fluviale.
Nel Comune di Pizzoferrato sono stati sottoposti a sequestro rifiuti speciali e terre e rocce con presenza degli stessi frammenti di vetroresina, costituiti in tre cumuli distinti per un quantitativo complessivo di 50 mc, collocati su un’area di 1000 mq".

"Il controllo sulla gestione di terre e rocce da scavo da parte dei carabinieri forestali consente di verificare se, all’interno di ingenti cumuli di materiale inerte, vengano illecitamente introdotti ulteriori rifiuti speciali al fine di evitare di sostenere gli oneri di un corretto smaltimento. Troppo spesso i costi di una non corretta gestione sono riversati sulla collettività, che paga con il deterioramento delle matrici ambientali. Per l’illecito è prevista la pena dell’arresto fino a due anni e l'ammenda fino a ventiseimila euro".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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