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Vasto   Attualità 08/03

Con "La Donna, il Tempo, la Poesia", un "viaggio" per festeggiare le conquiste femminili

Il video di Gabriella Izzi Benedetti e della Società Vastese di Storia Patria

Gabriella Izzi Benedetti"Un viaggio immaginario che attraversa la poesia femminile, partendo da molto lontano, da 2500 anni fa. Anni in cui cambiano gli stili, ma non i sentimenti: amore, perdita, attesa, nostalgia, senso della natura, ma anche dei limiti imposti, di giustizia".

Un percorso compiuto nel video "La Donna, il Tempo, la Poesia" di Gabriella Izzi Benedetti, con cui la Società Vastese di Storia Patria L. Marchesani, ha voluto "offrire un insieme di espressioni dell'animo femminile comunicate attraverso la poesia. Ci auguriamo che contribuiscano a far conoscere la sensibilità femminile e a far riflettere". Perché – spiega – "questo è il giorno per festeggiare le conquiste femminili, che al di là di carenze ancora da colmare, offrono alla donna di oggi molti diritti e una collocazione importante all’interno della società".

"L'otto di marzo – si legge nella nota di Gabriella Izzi Benedetti - è divenuto il simbolo della questione femminile da quando, nel 1910, la Conferenza Internazionale dei Movimenti femminili, tenutasi a Copenaghen, dedicò appunto l'8 di marzo di ogni anno alla donna, in memoria delle 129 operaie morte nell’incendio di una fabbrica di New York. Una festa collegata ad una tragedia evitabile, se la fabbrica avesse usufruito di strutture adeguate. Il Movimento femminile nasce con la risoluzione delle donne a lottare per delle modifiche sociali, in particolare si determina in Inghilterra a seguito dell'idea di John Stuart Mill di dare il suffragio, cioè il voto, alle donne. Ne deriva il movimento delle suffragette tra il 1860 e il 1930 che – spiega - si estende in varie nazioni, riunendo donne di diversa classe sociale e di diversa istruzione. Oltre al diritto di voto le donne chiedono di poter insegnare nelle scuole superiori e svolgere le stesse professioni degli uomini. Tra le antesignane l'americana Elizabeth Cady Stanton che nel '48, assieme a trecento donne formula una dichiarazione del diritto all'eguaglianza, in quanto, afferma, uomini e donne sono dotati dal loro Creatore di diritti uguali e irrinunciabili; tra questi la vita, la libertà, il proseguimento della felicità. Il governo deve garantire tali diritti e nel caso sia reticente è diritto dei cittadini rifiutargli l'obbedienza e adoperarsi per istituire un nuovo governo. Da allora – sottolinea la Izzi Benedetti - e durante tutto l'arco del XX secolo, si è venuta a determinare una sempre maggiore coscienza femminile del proprio ruolo autonomo, l'esigenza di pari dignità, nella convinzione che il sesso biologico poco abbia a vedere con l'identità sociale e diritti politici o economici delle persone. Queste posizioni, espressione di un'ottica avanzata, sono venute ad avere il primo effettivo impulso tra il XVI e il XVIII secolo, specie con l'Illuminismo, i cui concetti furono alla base di molti sviluppi futuri".

 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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