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Vasto   Attualità 11/02

Il centro storico: bello come un presepe ma vuoto. E non solo a causa della pandemia

Quartiere per quartiere/1

Centro storico di Vasto: Loggia AmblinghDi cosa parliamo - Nell'anno delle elezioni comunali, inizia oggi il viaggio di Zonalocale nei quartieri della città tra cose da fare e cose fatte, aspettative e necessità dei cittadini. Cominciamo dalla Vasto antica. 

VASTO - Il cuore della città pulsa a ritmo rallentato. E non solo a causa dell'emergenza Covid che tiene le persone a distanza l'una dall'altra. Il borgo antico non può essere unicamente un luogo di ritrovo nei fine settimana. A Vasto sta diventando proprio questo ed è un trend in corso ormai da anni. Basta cercare in archivio.

Dodici anni fa - "Ormai ci abitano solo 2mila 500 persone", diceva nel 2009 l'allora sindaco, Luciano Lapenna, quando fu presentato il Piano Cervellati, il programma di recupero del centro storico. Dodici anni dopo, complici le ristrettezze economiche iniziate nel 2008, l'obiettivo di rimettere a nuovo il salotto buono della città non è stato raggiunto. 

Il presepe vuoto - Edifici vecchi, mancanza di parcheggio sotto casa. Negli anni scorsi anche molti raid dei ladri, mentre non sono mai terminati quelli dei vandali. Motivi che spingono famiglie e single a cercare casa altrove. Tra locali, negozi e b&b, il borgo antico di ripopola solo d'estate, a luglio e agosto, e nei fine settimana. Bello come un presepe, ma vuoto per il resto dell'anno.

"Manca il tessuto sociale, che ha cominciato a disgregarsi dopo la frana del '56 e il trasferimento delle famiglie nelle prime case popolari", spiega l'architetto Francescopaolo D'Adamo, che nella città antica ci vive. "Qui bisogna riportare i servizi, altrimenti nessuno verrà ad abitarci. Servono agevolazioni per chi apre negozi. Non serve un piano edilizio, quello che ci vuole è un piano particolareggiato, perché il centro va reso sano, rivedendo le norme igienico-sanitarie, e vivibile attraverso il restauro filologico degli edifici e l'eliminazione di tutti gli orpelli: basta con bidoni dell'immondizia, cavi e arredo urbano messi dove capita. Vasto deve mantenere le sue peculiarità e la sua storia. Il centro storico è un luogo adatto sia ai giovani sia agli anziani, che però devono apprezzarlo così com'è".

Centro storico di Vasto: cortile di Palazzo d'AvalosPatrimonio immenso - Erano da poco iniziati gli anni Novanta. Smontata l'impalcatura, la facciata di Palazzo d'Avalos, appena ritinteggiata, faceva discutere. Quella fu l'ultima tinteggiatura. Un solo lato su quattro. Dopo trent'anni, gli esterni e il cortile rimangono un biglietto da visita decadente dell'edificio più importante. Va meglio all'interno: recuperati gli ambienti che ospitano museo, pinacoteca, stanza della musica e camere usate per la mostra dedicata a Filippo Palizzi nel 2018, l'anno del bicentenario della nascita del geniale artista vastese. Ma il patrimonio da restaurare è ancora immenso. Chissà se nel tanto atteso Recovery plan nazionale ci sarà spazio per i fondi destinati a ridare smalto a monumenti e palazzi storici.

Intanto, di fatto, un adeguato percorso archeologico ancora non c'è: lo si capisce guardando la vetrata dei resti romani di piazza Rossetti costantemente appannata dalla condensa e la passerella tra le vestigia romane di via Adriatica mai ultimata, né aperta dalla Soprintendenza. Proprio via Adriatica, dove quegli ultimi cinquanta metri di balconata non sono più stati ristrutturati e consolidati come il resto della passeggiata a nord di Palazzo d'Avalos. Di fronte, però, si apre uno spiraglio per la riapertura dell'arena alle Grazie (che verrà intitolata a Ennio Morricone), chiusa da tre anni. Ad agosto approvato dalla Giunta il progetto di ristrutturazione, redatto dall'ingegner Federico Lucci. Da rimettere a norma, con una spesa di 245mila euro, pilastri, travi, gradoni, spogliatoi e impianto antincendio. 

La sfida - Questo è l'anno delle elezioni comunali. Quattro le sezioni in cui votano i residenti della città antica: 1, 2, 18 e 19. I risultati del 2016 diedero in questi seggi una prevalenza al centrodestra e a Massimo Desiati. Alla fine dello spoglio, i dati complessivi furono diversi: prevalsero, per 123 voti su 19mila 835, Francesco Menna e il centrosinistra. Ora si apre una nuova sfida. Menna cerca il secondo mandato, mentre a destra si fatica a trovare la quadra sul competitor. Gli sfidanti già non sono pochi: Dina Carinci (Movimento 5 Stelle), Alessandra Notaro (La Buona Stagione), Angela Pennetta (L'Arcobaleno), Anna Rita Carugno (Ora rispetto per tutti gli animali) e Orlando Palmer (Movimento iustitia nova).  Tra i capitoli dei programmi elettorali, quello sul centro storico dovrà essere uno dei più dettagliati. 

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di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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