Vasto   Attualità 10/02

Tribunale di Vasto interdetto a chi arriva dalle zone rosse, il provvedimento fa discutere

"Forte limitazione nei processi penali"

Stop a chi arriva dalle zone rosse per scongiurare una nuova chiusura del tribunale. Fa discutere il provvedimento firmato dal presidente del palazzo di giustizia di via Bachelet, Bruno Giangiacomo, e dal procuratore della Repubblica, Giampiero Di Florio, per evitare nuovi contagi.

Il documento dell'8 febbraio scorso dispone "l'interdizione all'accesso presso il palazzo di giustizia e l'ufficio del giudice di pace di Vasto di tutti coloro che provengono da territori individuati come zona rossa dai vari presidenti di Regione". Nelle motivazioni viene citato il focolaio che due settimane fa ha portato alla chiusura del tribunale per alcuni giorni: 12 contagi originati da una persona che risiede a Campomarino in provincia di Campobasso. Il centro della costa molisana, attualmente, è uno dei 27 Comuni ricadenti nella zona rossa istituita venerdì scorso dal presidente Donato Toma; in Abruzzo nella fascia con maggiori restrizioni ci sono Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria.

L'interdizione vale per tutti, dipendenti, magistrati, avvocati "a eccezione di coloro che sono interessati a procedimenti o processi con indagati/imputati con misure cautelari in atto e altri affari urgenti, sia penali che civili e del deposito di atti in scadenza". Giangiacomo e Di Florio, inoltre, "invitano gli avvocati provenienti dalle zone rosse a valutare, ove consentito dalle disposizioni di legge, la possibilità di celebrare il procedimento in remoto".

Non mancano le reazioni. "Il documento di fatto rappresenta, soprattutto per gli avvocati del vicino Basso Molise, una forte limitazione, soprattutto per le cause penali – dice l'avvocato di Temoli, Rolando Santagata – Salvo le azioni che il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Larino vorrà adottare, ci si rammarica per un provvedimento opinabile e dalla dubbia legittimità che colpisce i professionisti molisani e i propri clienti, i quali, pur non essendo malati, sono di fatto messi nella condizione di non poter lavorare in quel Foro".

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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