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Roma   Politica 03/02

Nel giorno in cui tramonta il Conte ter, il saluto di Castaldi: "Chiamati a fare scelte complicate"

La crisi di governo - Il senatore di Vasto è sottosegretario uscente

Gianluca Castaldi (M5s) con Giuseppe ConteArriva Mario Draghi. Il compito dell'ex presidente della Banca centrale europea è tutt'altro che facile: trovare una maggioranza a sostegno di un governo tecnico. L'esecutivo di alto profilo e nessun colore politico voluto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il capo dello Stato ieri sera ha posto fine a una trattativa, quella tra gli ormai ex alleati del Conte due, finita nel vicolo cieco dei veti su questo o quel ministro. Fallito il tentativo di ricucitura affidato all'esplorazione del presidente della Camera, Roberto Fico, che ha dovuto prendere atto della distanza incolmabile tra M5s, Pd e Leu da un lato, Italia viva dall'altro. 

Il precipitare degli eventi spinge il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Gianluca Castaldi, a pubblicare sui suoi profili social un post di saluto: "Le scelte fatte e le decisioni prese sono state sempre complicate, sia per la situazione pandemica che per quella politica", scrive il senatore di Vasto. "Possono essere certamente opinabili. Possono piacere o no, possono essere criticate, possono essere condivise. Vi assicuro che sono arrivate, sempre, pensando alla miglior soluzione possibile per tutti i cittadini". 

Il governo Conte rimarrà in carica per il disbrigo degli affari correnti fino a quando la crisi politica aperta dal leader di Iv, Matteo Renzi, non troverà uno sbocco. In piena pandemia, Mattarella non vuole elezioni anticipate. Lo ha spiegato ieri: la campagna elettorale paralizzerebbe il Paese per mesi in un momento in cui è necessario un governo nella pienezza dei suoi poteri per prendere le necessarie decisioni su contrasto al Covid-19, vaccinazione e Recovery fund.

Per Draghi, la strada è in salita. Il Movimento 5 Stelle, tramite il suo reggente, Vito Crimi, chiarisce subito che non sosterrà un esecutivo istituzionale. Il Pd non è disposto ad allearsi con Lega e FdI. Nel centrodestra, Salvini vuol sapere dall'ex governatore della Banca d'Italia "cosa fa e per chi lo fa", Giorgia Meloni torna a chiedere il voto, dichiara che resterà all'opposizione ma annuncia un atteggiamento responsabile, mentre Berlusconi nel recente passato si è detto favorevole a un governo di alto profilo. Draghi è noto per le sue qualità di mediatore. Questa sarà una delle mediazioni più difficili della sua carriera. 

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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