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Vasto   Cronaca 17/01

"A Rigopiano quest’anno saremo in pochi. Porteremo un fiore per i nostri cari"

Quarto anniversario nel pieno della pandemia. Tinari: "Giustizia, non vendetta"

Jessica Tinari e Marco TandaJessica aveva 24 anni. All'hotel Rigopiano era andata insieme a Marco, il suo ragazzo, per qualche giorno di relax in montagna. Non sono più tornati da quella piccola vacanza. Jessica Tinari e Marco Tanda sono due delle 29 vittime della valanga che ha travolto il resort di Farindola sotto una coltre di 120 mila tonnellate di neve, fango, pietre e alberi sradicati dalla slavina. Mario Tinari, il papà di Jessica, non cova alcuna rabbia. Chiede "giustizia, non vendetta".

Domani, 18 gennaio 2021, il quarto anniversario della tragedia. La commemorazione non sarà come quelle precedenti: "Sarà molto limitata a causa pandemia", dice Mario. "Tempo permettendo, visto che lì c'è la neve, andremo a portare un fiore per onorare la memoria dei nostri cari. Andremo lì quasi in forma privata: saremo poche persone per rispettare le norme e perché, a causa della neve, non tutti i parenti potranno venire".

Mario TinariA marzo la nuova udienza del processo a Pescara con 25 imputati. I due procedimenti, quello scaturito dall'inchiesta madre e l'altro sul presunto depistaggio, sono stati riunificati lo scorso anno. Il 5 marzo si torna in aula. "Ci aspettiamo dice Tinari - un po’ di snellimento delle procedure. Sono trascorsi quattro anni ma, di fatto, siamo ancora alle fasi iniziali. Poi ci si è messa anche la pandemia, che ha rallentato il tutto. Se la riunificazione dei procedimenti serve ad accorciare i tempi, meglio così. Giustizia è ciò che vogliamo, senza vendetta, né giustizialismo. Vogliamo la verità, per sapere chi non ha fatto e avrebbe potuto".

Senza Jessica, la vita è cambiata: "Non c'è più un obiettivo, un incentivo. Andiamo avanti alla giornata cercando di trovare stimoli. La fortuna è avere la solidarietà di tante persone. Jessica era una splendida ragazza e l'ho conosciuta di più tramite i racconti dei suoi amici. Trovava sempre la via d’uscita, senza mai andare sopra le righe, con calma e sorriso semplice, ma me la raccontano anche capace di essere incisiva. Mi mancano il suo abbraccio, il suo profumo, la sua presenza. Ora la sua casetta è quella lì e io vado a trovarla tutti i giorni". 

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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