Caramanico Terme. Tra la Valle dell’Orfento e il borgo sulla Majella - La 16° tappa del diario di viaggio "La Bellezza ai tempi del Covid"
 

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18 gennaio 2021
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Vasto   Cultura 12/01

Caramanico Terme. Tra la Valle dell’Orfento e il borgo sulla Majella

La 16° tappa del diario di viaggio "La Bellezza ai tempi del Covid"



Durante questo viaggio stiamo ascoltando: Piano Man (Billy Joel, 1973)


Lasciamo il borgo di Roccacaramanico (puoi leggere qui la nota di viaggio) e riprendiamo la strada principale che scende verso la valle. Sulle destra, ci fiancheggiano i monti della Majella e la cima più alta del Monte Amaro



 

Attraversiamo il borgo di Sant'Eufemia a Majella nel quale torneremo presto per una visita più approfondita (abbiamo notato l’indicazione per un Giardino Botanico che visiteremo sicuramente al prossimo giro). 

 

Attraverso strade panoramiche e curve impegnative, giungiamo nella nuova destinazione: Caramanico Terme


Parcheggiamo l'auto e, prima di visitare il borgo, decidiamo di fare un facile trekking in uno dei luoghi naturalistici più conosciuti e frequentati d'Abruzzo, la Valle dell'Orfento



 

Infatti, proprio da qui partono numerosi sentieri che ci accompagnano nella scoperta del territorio circostante fatto di fiumi, boschi ed Eremi Celestiniani come l'Eremo di Santo Spirito a Majella e l'Eremo di San Bartolomeo in Legio.


Per poter effettuare l'escursione, come richiesto dalle norme di fruizione della riserva, procediamo alla registrazione gratuita presso il centro visite “Paolo Barrasso”. 

 

 

Ci incamminiamo sul Sentiero delle Scalelle che sarebbe il più corto e facile, ma che ci permette di visitare direttamente la parte più interessante con i paesaggi umidi che il fiume Orfento crea passando in questo tratto di vallata, davvero molto suggestiva, scavata dalla corrente del fiume nel corso di milioni di anni.





 


 

Proprio nella parte centrale incontriamo Marco Di Michele, una guida della cooperativa Majambiente che si prende cura anche di questa valle.


Marco ci racconta alcune interessanti particolarità di questa zona (prossimamente verrà pubblicata l’intervista) che anche la rivista "Nature" presenta come luogo straordinario per la presenza e la conservazione sia per specie animali che vegetali.



 

Il suono dell'acqua, come al solito, ci permette un ricongiungimento speciale con la natura e con noi stessi e quella pioggerellina sulla faccia ci ricorda l'importanza di restare nel momento presente per goderne appieno, lasciando per un po' passato e futuro "fuori dalla porta".



 

Il sentiero è ben segnalato, ci sono diversi ponticelli che attraversano il corso d'acqua dai quali è molto bello poter scattare foto che testimoniano la bellezza di questo luogo


In meno di un'ora (soste fotografiche comprese) arriviamo alla fine del sentiero che si trova nei pressi del Ponte di Caramanico e che custodisce una bella cascata che raggiunge il suo massimo di portata nella stagione primaverile. 



 

Torniamo nel centro del paese di Caramanico Terme per un breve sopralluogo. Ci incamminiamo sul corso principale animato da bar e ristorantini fino a giungere davanti la Chiesa di Santa Maria Maggiore.



 


 

Proseguiamo lungo il corso e arriviamo su di un ben curato belvedere con una vista spettacolare sui monti della Majella e sui borghi che iniziano ad arrampicarcisi su. 

 

Qui facciamo una piccola pausa che utilizzo per annotare i punti salienti della giornata e che poi diventeranno questa nota di viaggio. 

 


 

Incuriositi da un vicolo con scale (molto) in salita, decidiamo di percorrerlo. Questa è la parte più antica di Caramanico Terme.


Data la pendenza, giungiamo col fiato corto davanti una casa con un signore che sta sistemando la legna per il camino.



 

Gli chiedo: "Quante volte al giorno fa questa salita?". Lui sorride e risponde: "Molte volte, ma sono allenato".


Gli chiedo ancora: "Dove prosegue questo vicolo?" e lui: "Proseguite, fate il giro attorno al paese e lo vedete dall'alto. È molto bello".


Seguiamo il suo consiglio e arriviamo nella parte alta del borgo dove riusciamo a vedere i tetti, la chiesa e il corso principale. 



 

Attraverso scalette, passando davanti a case, panni stesi, attrezzi per la campagna a riposo, riscendiamo verso il corso principale e giungiamo in un piccolo slargo chiamato "Via dell'Allegria" nel quale non possiamo fare altro che sorridere e sentirci soddisfatti per aver conosciuto da vicino un altro piccolo gioiello d'Abruzzo. 



 


 

Torniamo verso l'auto, saliamo su e ripartiamo. Quale sarà la prossima tappa del diario di viaggio "La Bellezza ai tempi del Covid"?

 

Roberto De Ficis - Travel & Food Blogger

 

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*il viaggio e le fotografie sono state realizzate tra il mesi di maggio e ottobre 2020 nel pieno rispetto delle regole anti covid e seguendo accuratamente le disposizioni dei vari DPCM in vigore.

 

Durante questo viaggio stavamo ascoltando: Piano Man (Billy Joel, 1973)


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