"Il Comune faccia le corsie ciclabili: i nostri figli ci ringrazieranno" - Polemiche sulle bike lane, la Fiab-Vasto cittàttiva: "Ostacoli al cambiamento"
 

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20 gennaio 2021
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Vasto   Politica 06/01

"Il Comune faccia le corsie ciclabili: i nostri figli ci ringrazieranno"

Polemiche sulle bike lane, la Fiab-Vasto cittàttiva: "Ostacoli al cambiamento"

Fiab-Vasto cittàttiva: le piste ciclabili (nella foto quella di Vasto Marina) sono diverse dalle bike lane. Queste ultime non sono percorsi autonomi, ma corsie stradali delimitate solo dalla segnaletica orizzontale

Sulle corsie ciclabili il Comune di Vasto vada avanti senza "cedere ai primi ostacoli di cambiamento di chi non vuole nemmeno provare a evolvere il tessuto urbano". Una risposta indiretta alle polemiche di oggi viene dall'associazione Fiab-Vasto cittàttiva, che chiede ai candidati alle elezioni comunali “di mettere nei loro programmi azioni e progetti rivolti a sviluppare la mobilità ciclistica".

"Con l’esponenziale crescita della bicicletta a pedalata assistita che abbatte la fatica delle pendenze sono sempre di più i cittadini che hanno scoperto una nuova dimensione della mobilità e molti altri, grazie anche a questo tipo di intervento urbano, lo scopriranno presto", prevede il sodalizio sportivo.

Le bike lane "sono una innovazione snella e di facile realizzazione, delimitate esclusivamente da segnaletica orizzontale con linea bianca tratteggiata e il simbolo della bicicletta. Le auto potranno valicarle solo ed esclusivamente per accedere agli spazi di sosta presenti al di là della bike lane".

I finanziamenti per disegnare le corsie ciclabili sono contenuti nel decreto Rilancio. "Bene ha fatto l’amministrazione comunale a sfruttare questa opportunità", afferma Vasto cittàttiva. “Se le piste ciclabili richiedono dimensioni di almeno 2,5 metri, le corsie possono essere modulate in base al contesto stradale” per riservare “uno spazio di rispetto per il ciclista urbano e per il pedone". Lo scopo è incentivare le persone a lasciare l'auto a casa e a raggiungere su due ruote il posto di lavoro, la scuola dei figli, gli uffici postali e i luoghi di svago. Le bike lane "si chiamano reti ciclabili transitorie, perché sono una infrastruttura di passaggio da attuare in fase di emergenza Covid, che accompagna il cambiamento delle abitudini consolidate e non più sostenibili". In futuro "i nostri figli ci ringrazieranno".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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