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Vasto   Attualità 23/12/2020

Unione Nazionale Vittime, Teresa Di Santo è la coordinatrice per l’Abruzzo

"Non lasciare mai nessuna vittima di violenza da sola"

La vastese Teresa Di Santo, presidente di Emily Abruzzo, è stata scelta come coordinatrice per la regione Abruzzo dell'Unione Nazionale Vittime. "Sono emozionata e onorata - commenta la docente vastese -. È un tassello che si aggiunge al percorso che Emily Abruzzo inizia 14 anni fa e che va a rafforzarsi con una rete di professionisti e professioniste per non lasciare mai nessuna vittima di violenza da  sola e affinché chi abbia bisogno riceva sostegno immediato. Ringrazio il direttivo Unione Nazionale Vittime per la fiducia e la Presidente Dott.ssa Paola Radaelli per avermi resa parte integrante di un progetto indispensabile per il nostro Paese". 

L'Unione Nazionale Vittime (Unavi) è un’associazione che si batte per la tutela delle vittime di reati violenti intenzionali e riunisce i parenti di coloro i quali hanno subito violenza. Si tratta di un gruppo di persone che chiede giustizia e non cerca vendetta.​

"La necessità di fondare l’associazione - spiegano la presidente nazionale Paola Radaelli e Teresa Di Santo - nasce dalla presa d'atto di una situazione evidente: in Italia vengono tutelati i diritti di chi commette un reato e sono dimenticati i diritti chi lo subisce. Ci siamo battuti​ sulla riforma degli indennizzi e risarcimenti, riuscendo al alzare le somme, che erano una miseria e una presa in giro per le vittime e i loro famigliari, ma non ci fermiamo,​ la battaglia prosegue anche a livello Europeo.​

Abbiamo partecipato in Commissione Giustizia, Senato e Camera, sulla stesura della Legittima Difesa. Abbiamo apportato delle modifiche nella stesura del Codice Rosso. Abbiamo professionisti, legali, psicologi, sociologi, medici, gente comune, vittime e​ gli stessi famigliari delle vittime, che hanno messo a disposizione le loro forze in aiuto a tutto campo nelle nostre battaglie. Offriamo assistenza legale e psicologica.​

Nel nostro Paese esiste una moltitudine silenziosa che soffre, a causa della mancanza di un sistema d’assistenza e tutela delle vittime di azioni violente. L’ingiustizia è diffusa. Eppure, la collettività è convinta che si tratti solo di vicende marginali. I​ fatti dimostrano che non è così.​ Ma è arrivato il momento d’invertire la tendenza. Lo Stato deve riconoscere, totalmente, i diritti delle vittime. La nostra battaglia, viene condotta su scala nazionale. Perché, un fatto è certo: l’Unione Nazionale Vittime rappresenta un’idea necessaria per (r)esistere. Ancora".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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