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Pollutri   Personaggi 13/12/2020

La Pro Loco Pollutri ricorda monsignor Carusi, studioso dei Codici Vaticani e di Leonardo

L’articolo di Vittorio Aruffo nel 75° della scomparsa

Il 14 Dicembre 2020, ricorre il settantacinquesimo anno dalla morte di monsignor Enrico Carusi, scrittore della Biblioteca Apostolica Vaticana e trascrittore dei codici di Leonardo da Vinci. "È un vero onore per Pollutri - scrive Giuseppe D'Attilio, presidente della locale Pro Loco -. È il più illustre personaggio della nostra storia cittadina. Personaggio che però non tutti conoscono, e la Pro Loco si propone di ricordarlo oggi, ma successivamente, lo farà conoscere meglio, soprattutto ai più giovani, organizzando un evento culturale".

Alla vigilia della ricorrenza la Pro Loco ha voluto rendere omaggio a monsignor Carusi con un articolo di Vittorio Aruffo che ne ripercorre la storia.

1945 - 14 dicembre - 2020
Settantacinque anni fa moriva nella Città del Vaticano monsignor Enrico Carusi, “scrittore effettivo” della Biblioteca Apostolica Vaticana. Era nato a Pollutri il 1° febbraio del 1878 dal notaio Filippo e da Gaetanina Giuliani. Dopo la frequenza delle classi elementari in paese, per opportunità come si faceva allora, viene mandato al Seminario di Chieti e poi a Roma dove, oltre agli Ordini Sacerdotali, si laurea anche in Lettere.

Essendo stato attratto dagli studi linguistici e paleografici (studio delle scritture antiche) si ritrova a contatto con gli ambienti di quegli studiosi, per cui nel 1901 a 23 anni, fresco di laurea, pubblica il suo primo libro relativo a documenti dei secoli VIII - XI e lo dedica al suo professore di paleografia. Chieti lo reclama e lo fa insegnare in Seminario, ma don Enrico trova l’ambiente teatino poco adatto ai suoi studi e così dopo un anno se ne ritorna a Roma dove ritrova il suo gruppo di interesse e pubblica il secondo libro (1904) che gli fa guadagnare la nomina di “scrittore della Biblioteca” da parte del Prefetto della Vaticana, il quale gli affida la trascrizione del Codici Vaticani latini, centinaia di documenti, sui quali Carusi lavorerà fino alla morte, pubblicando man mano i suoi risultati.

Nel 1919, ricorrendo il IV Centenario della morte di Leonardo da Vinci, il Governo Italiano istituisce una speciale commissione con lo scopo di preparare un’edizione nazionale dei manoscritti del grande Genio. In essa viene inserito anche Carusi, prima come trascrittore degli scritti e poi come Segretario della Commissione, al quale si affiderà la preparazione della Prefazione critica di ogni manoscritto pubblicato: lavoro che egli esegue in modo nuovo e particolare, tanto da valergli l’apprezzamento generale del mondo della cultura e che lo porrà in un posto preminente tra i migliori leonardisti d’Italia.

Le importantissime edizioni con le trascrizioni dei codici leonardeschi da lui preparate usciranno tra il 1923 ed il 1941 fermandosi per lo scoppio della guerra. Anche il suo amato Abruzzo riceverà il suo contributo. Nel 1904 egli inizia a collaborare con la «Rivista abruzzese» e poi con il «Bullettino della Deputazione abruzzese»; poi si interesserà delle carte dell’abbazia di Tremiti, dei codici della biblioteca del Capitolo vescovile di Chieti e per il suo paese natio, Pollutri, pubblicherà (1917) Cenni sull’abbazia di s. Barbato di Pollutri dalla sua fondazione (MXV) alla fine del sec. XVIII. 

Nel 1931 una notevole risonanza ebbe il Convegno storico Abruzzese-Molisano - da lui organizzato a Roma e patrocinato dal Ministero dell’Istruzione – in cui i maggiori studiosi italiani e stranieri dibatterono per diversi giorni i problemi storici della regione ed i cui Atti, dal lui pazientemente curati e raccolti in tre grossi volumi, furono poi pubblicati dalla Casa editrice De Arcangelis di Casalbordino. Sarebbe troppo lungo riportare qui l’elenco di tutte le sue pubblicazioni.

Quella mattina del 14 dicembre 1945 lo trovarono con la testa appoggiata sulla sua scrivania, tra le sue amate carte, quelle per le quali aveva dato tutte le sue forze. Per questa ricorrenza noi della Pro Loco Pollutri avevamo preparato qualcosa degna di lui, ma non potendo realizzarla, la rimandiamo a tempi migliori. Intanto nel giorno del suo 75° anniversario eleviamo a lui una prece e deponiamo virtualmente un fiore sulla sua tomba.

Vittorio Aruffo
Pro Loco Pollutri

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