Iannone: "Mi hanno strappato il cuore. Una sentenza può modificare gli eventi ma non l’uomo" - Le parole del pilota di Vasto e dell’Aprilia dopo la squalifica per 4 anni
 
Vasto   Sport 10/11

Iannone: "Mi hanno strappato il cuore. Una sentenza può modificare gli eventi ma non l’uomo"

Le parole del pilota di Vasto e dell’Aprilia dopo la squalifica per 4 anni

"Oggi ho subito la più grande ingiustizia che potessi ricevere. Mi hanno strappato il cuore separandomi dal mio grande amore". Andrea Iannone affida ai suoi canali social i pensieri nel momento più complicato della sua vita. La sentenza del Tas di Losanna dice che dovrà stare altri tre anni lontano dalla sua moto per la squalifica di quattro anni per violazione delle leggi antidoping [LEGGI].

"Le motivazioni sono prive di senso logico e con dati di fatto sbagliati. Per questo ci sarà luogo e tempo opportuni... perché di certo non mi arrendo", scrive il pilota vastese dell'Aprilia. "Sapevo di affrontare i poteri forti, ma speravo. Speravo nell'onestà intellettuale e nell'affermazione della giustizia. In questo momento soffro come di più non potrei.

Ma chi ha cercato di distruggere la mia vita, presto capirà quanta forza ho dentro il cuore. La forza dell'innocenza e soprattutto... la coscienza pulita. Una sentenza può modificare gli eventi ma non l’uomo".

E c'è anche la nota di Aprilia Racing che "prende atto della decisione del TAS di Losanna e della sanzione di quattro anni ad Andrea Iannone. I valori etici e sportivi ai quali Aprilia Racing da sempre si ispira non consentono alcuna tolleranza verso pratiche vietate dai regolamenti e impongono l’accettazione e il rispetto delle sentenze anche se, questa volta, si tratta una decisione dura, che pare andare oltre quello che le carte, le evidenze scientifiche e persino la precedente sentenza emessa dalla Federazione Internazionale lasciavano presagire. Aprilia Racing ha scelto, fin dall’inizio di questa vicenda, di rimanere accanto al suo pilota e per coerenza anche in questo momento gli è solidale, avendo creduto e continuando a credere nella sua buona fede".

L'amministratore delegato di Aprilia, Massimo Rivola, ha aggiunto: "Le sentenze si rispettano e si accettano anche se molti elementi di questa decisione destano perplessità, anche dal lato prettamente scientifico. Non siamo pentiti di essere rimasti vicini ad Andrea e, anzi, gli siamo vicini anche in questo momento. Questa vicenda, con i suoi tempi così lunghi, ha danneggiato pesantemente Aprilia Racing e le nostre strategie per questa e le prossime stagioni, ora però dobbiamo guardare avanti e abbiamo il dovere di trovare velocemente una soluzione di alto livello, che sposi il progetto iniziato con Andrea e che ci permetta di continuare la nostra crescita, che c’è ed è evidente".

 

di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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