Con il racconto "Orto Verticale" secondo posto per la vastese Amelia Di Corso a GialloCarta 2020 - Un racconto giallo nato durante il lockdown
 

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26 novembre 2020
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Vasto   Cultura 02/11

Con il racconto "Orto Verticale" secondo posto per la vastese Amelia Di Corso a GialloCarta 2020

Un racconto giallo nato durante il lockdown

La premiazione del concorsoLa scrittrice e regista vastese Amelia Di Corso è stata premiata nella 16ª edizione di GialloCarta Nel nome di Pina Vallesi, festival organizzato dall'Associazione Cartacanta di Civitanova Marche che, dal 2014, propone laboratori, presentazioni di autori e libri, cinema e teatro. Nell'appuntamento che si è svolto nella città marchigiana sono stati premiati i primi tre classificati del concorso letterario dedicato ai gialli. Al primo posto si è classificato Vincenzo Cipriani, con il racconto Rosa, secondo posto per Orto Verticale di Amelia Di Corso, terzo per Mario Ventrelli con Pulpedec. Menzione speciale a Daniele Fontani per Il colore del legno.

Di particolare interesse la partecipazione dei giovani studenti del Polo Liceale Da Vinci di Civitanova Marche che hanno letto, nel laboratorio a loro dedicato, i sei racconti finalisti selezionati dalla giuria tecnica presieduti dalla scrittrice Elisabetta Bucciarelli. Tutti i sei racconti finalisti saranno ora pubblicati da GialloCarta, "organizzazione che è riuscita a migliorarsi ed innovarsi di edizione in edizione e che oggi riceve un nuovo impulso e responsabilità". Nei 16 anni di attività sono state svolte "mille ore di attività per le  Sezioni Junior e Pulcino Giallo del premio letterario nazionale, laboratori di scrittura creativa, letture per superare le paure, laboratori dei mastri cartai fabrianesi, l’arte dei mille riusi della carta, laboratori di marionette di cartapesta e libro d’artista, piccoli brividi, fotografia, disegno, fumetto, burattini e origami". 

"Durante il lockdown, tra le tante difficoltà che il mondo stava affrontando, mi colpì la notizia che i crimini fossero nettamente diminuiti. Tutti, tranne quelli domestici - spiega Amelia Di Corso nella presentazione del suo racconto giallo -. Caspita, ho pensato, io che catapulterei dal quinto piano il mio ragazzo perché lascia immotivatamente la scatola delle uova nel frigorifero pure se è vuota, e che nella testa mi perdo in colorite arringhe per convincere un giudice immaginario su quanto sia valida la mia tesi - tutto per sfogarmi sola ed evitare di litigare con lui - cosa penserei o farei se i problemi fossero realmente gravi? È con un peso sul petto che nasce Orto Verticale. Ironia e grottesco si mescolano per dar voce allo strambo flusso di coscienza di una donna. Lei è per me simbolo di tutte quelle persone che, nella vita e ancor più in quarantena, sono state costrette a vivere accanto a qualcuno che maschera la violenza con qualcosa che non si può certo chiamare amore. La cosa raccapricciante è che ogni cosa che subisce la protagonista è tratta da testimonianze, trovate durante lo studio per scrivere questo racconto, di storie realmente accadute".

Orto verticale. Con la quarantena non ho più scuse: è ora di metter su il mio orto verticale. Il pallet di legno nell’angolo del terrazzino mi fissa da mesi, si chiede come mai da portare pile di scatole ai supermercati sia finito qui a non far niente. I primi passi sono facili, la cartavetrata per togliere le schegge, poi due mani d’impregnate, che tanto con sto sole s’asciuga subito. Da un paio di balconi svolazzano lenzuola con incerti arcobaleni disegnati e le scritte #iorestoacasa #andràtuttobene. Chissà se ci credono davvero. Se appendessi un lenzuolo io, i miei dirimpettai leggerebbero #momaccjd #venitmàpijà #mancanosololelocuste.

Amelia Di Corso. Classe 1991. Si forma presso l'Accademia Internazionale di Arte Drammatica Teatro Quirino V. Gassman e la Q-Academy del Teatro Quirinetta, in seguito a studi di Cinema e Televisione. Nel 2015 fonda la sua compagnia Teatro L'Avvelenata. Successivamente studia Drammaturgia e Sceneggiatura presso la Federazione Unitaria Italiana ScriBori di Roma. Suo testo d'esordio è Pastore, da lei stessa diretto e interpretato, che nel Festival Internazionale Theatragon 2016 arriva in finalissima per migliore interpretazione e gradimento del pubblico e si aggiudica il premio come Miglior. Scrive e dirige per la sua compagnia lo spettacolo “Sachertorte”, che viene selezionato tra i finalisti del premio Scintille 2016, portando lo spettacolo - come corto teatrale - per quattro date a Milano e Asti.

La sua compagnia entra a far parte del volume Lazio Creativo 2018 contenente i migliori progetti di giovani eccellenze under 35 della Regione Lazio. Con questo progetto, vince la residenza Emergenze Romane e viene scelta tramite bando per la stagione teatrale 2017/18 del Teatro Trastevere di Roma, a cui segue anche una tournée in Abruzzo e in Puglia [LEGGI]. Il testo “Sachertorte” arriva in seguito in finale nella VI edizione del premio Teatro, Musica e Shoah e in finale al premio Antonio Conti - Concorso di scrittura drammaturgica 2020, la cui giuria è presieduta da Lucia Calamaro. Scrive inoltre una riduzione cinematografica del testo “Sachertorte”; con questa sceneggiatura realizza in collaborazione con Patroclo Film un cortometraggio, firmato da Leopoldo Medugno, ora in concorso a numerosi Festival nazionali e internazionali: Nomination come Best Film al Barcelona Planet Film Festival, semifinalista al Los Angeles Cinefest, First Selection al Moving Pictures Festival del Belgio, Selezione Ufficiale al Roma Cinema DOC, al San Mauro International Film Festival, e al Queen City Cinephiles del North Carolina. Vince del premio Miglior Film allo UK Monthly Film Fes:val in Gran Bretagna e il premio di Distinzione al Canada Shorts Film Festival. Dal 2018 è associata al team di sceneggiatori AĒ, col quale lavora a sceneggiature di cortometraggi, lungometraggi e spot pubblicitari.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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