Scongiurare altre emergenze idriche, oggi il secondo vertice in Prefettura - Carenza d’acqua a Vasto e San salvo, per risolvere i problemi servono 50 milioni
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Vasto   Politica 16/09

Scongiurare altre emergenze idriche, oggi il secondo vertice in Prefettura

Carenza d’acqua a Vasto e San salvo, per risolvere i problemi servono 50 milioni

La diga di Chiauci vuota, la foto è del 13 settembre"Emergenza idrica a Vasto Marina e San Salvo Marina". È l'oggetto del vertice che il prefetto di Chieti, Armando Forgione, ha convocato per stamani alle 11 in Prefettura per cercare di risolvere l'annoso problema della mancanza d'acqua nei mesi estivi.

In realtà, a Vasto i rubinetti sono a secco per buona parte dell'anno in molte zone della città, a cominciare dal centro storico, dove le tubature sono vetuste e poche sono le case dotate di serbatoi.

I problemi principali: rete mai ristrutturata e dispersione d'acqua che supera abbondantemente la metà del flusso idrico immesso nei tubi vecchi di decenni e di portata inadeguata alle necessità attuali.

Per trovare soluzioni che evitino nuove crisi idriche nell'estate 2021, Forgione ha convocato nuovamente i sindaci di Vasto e San Salvo, Francesco Menna e Tiziana Magnacca, e i vertici di Ersi (Ente regionale per il servizio idrico), Arap (Agenzia regionale per le attività produttive), Consorzio di bonifica sud, Sian (Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione) della Asl e Sasi (Società abruzzese per il servizio idrico, che gestisce acqua potabile, fogne e depurazione in 87 dei 104 comuni della provincia di Chieti), il questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello, e i comandanti provinciali di carabinieri e finanza, Alceo Greco e Serafino Fiore

Ad agosto, in una conferenza stampa, il presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe, aveva riferito di 100 perdite riscontrate tra Vasto e San Salvo e chiesto ai parlamentari abruzzesi di imegnarsi a reperire i 50 milioni di euro necessari a risolvere definitivamente i problemi [LEGGI]. 

Il 2 settembre il primo incontro in Prefettura, dove è emersa l'urgenza di completare la diga di Chiauci (oggi quasi del tutto vuota, come nella foto scattata il 13 settembre scorso), iniziata più di trent'anni fa e non ancora in grado di raggiungere il massimo della portata, e di redigere un Piano di emergenza [LEGGI]. 

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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