Referendum tra tattica e prudenza: nella politica locale è ampia la fetta degli indecisi - Il 20 e il 21 settembre il voto sul taglio di 345 parlamentari
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Vasto   Politica 13/09

Referendum tra tattica e prudenza: nella politica locale è ampia la fetta degli indecisi

Il 20 e il 21 settembre il voto sul taglio di 345 parlamentari

Un fac-simile della scheda per il voto referendario (da www.la7.it)Gli indecisi sono ancora molti. Forse gli eletti lo sono più dei loro elettori. Il voto referendario si preannuncia trasversale e va al di là dell'appartenenza ai partiti. Succede a destra come a sinistra. È già iniziato il conto alla rovescia in vista del referendum costituzionale del 20 e del 21 settembre e nelle forze politiche crescono indecisione e dissenso.

Ma chi sfoglia la margherita, a volte, lo fa anche per non scontentare i suoi elettori, come dice chiaramente Alessandro d'Elisa, consigliere comunale del gruppo misto: "Ho un elettorato ampio", 475 voti alle comunali del 2016. "Ci sono elettori che voteranno per il Sì e altri per il No. Rispetto entrambe le posizioni e, per questo, non voglio dare indicazioni. A tutti loro dico sempre di ponderare bene la scelta che faranno".

È un quadro frastagliato, quello che emerge dal giro d'orizzonte che Zonalocale compie a Vasto tra sindaco, assessori e consiglieri comunali per conoscere gli orientamenti di ognuno dei rappresentanti del popolo. Tra una settimana si apriranno in tutta Italia i seggi per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari: la legge di revisione costituzionale approvata da Camera e Senato a maggioranza assoluta prevede il taglio di 345 seggi; di conseguenza, nel caso in cui vincesse il "Sì", il numero dei deputati scenderebbe da 630 a 400, quello dei senatori da 315 a 200. Per i sostenitori del "Sì", una sforbiciata costi della politica, per i comitati del "No" una grave perdita di rappresentanza che andrebbe a danno soprattutto delle Regioni più piccole.

Scegliere non è semplice, secondo il sindaco di Vasto, Francesco Menna: "Sarei favorevolissimo al taglio lineare del 30-40% degli stipendi di parlamentari nazionali ed europei e consiglieri regionali, ma voglio riflettere sul rischio di creare un deficit di rappresentanza: fino a ora, ho avuto la fortuna di poter bussare a un parlamentare del territorio, poi potrò ancora farlo?".

Prima di pubblicare questo articolo, Zonalocale ha contattato tutti gli 8 componenti della Giunta municipale (sindaco e assessori) e i 24 consiglieri comunali. Visto che non tutti hanno risposto, aggiorneremo il testo strada facendo. Intanto, però, vanno delineandosi gli schieramenti.

Il fronte del Sì - A favore del taglio si schierano Dina Carinci e Marco Gallo, i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle che della riduzione delle poltrone ha fatto un suo cavallo di battaglia.

Nel centrosinistra voteranno "Sì" gli assessori alle Politiche sociali, Lina Marchesani, e al Turismo, Carlo Della Penna, il presidente del Consiglio comunale, Elio Baccalà, e i consiglieri Lucia Perilli e Giuseppe Napolitano. Con loro il capogruppo del Pd, Marco Marra: "Il mio voto sarà in linea con il Partito democratico, quindi voterò sì. Ciononostante, credo che, una volta avviata questa riforma costituzionale, non si possa lasciar cadere nel vuoto una riforma della legge elettorale coerente sia con il taglio della rappresentanza territoriale, sia con la crisi della partitocrazia".

Nella minoranza, vogliono la modifica costituzionale Davide D'Alessandro della Lega, Francesco Prospero (Fratelli d'Italia), Guido Giangiacomo di Forza Italia, Edmodo Laudazi, leader della lista civica Il Nuovo Faro ("abbiamo fatto affiggere anche i manifesti").

Il fronte del No - Sulla posizione contraria si attestano l'assessora all'Ambiente, Paola Cianci, in linea con quanto dichiarato dalla segreteria regionale di Articolo Uno, di cui è componente: "La riduzione dei parlamentari, così come viene presentata, insieme con l'attuale sistema elettorale, impedisce ai territori la rappresentanza democratica come pure non risolve il problema dell'efficienza e della rapidità del funzionamento dei due rami del Parlamento. Se il problema sono i costi, occorre ridurre le indennità dei parlamentari e se i lavori parlamentari sono poco efficienti e rapidi nel funzionamento, vanno revisionati i regolamenti". 

Sullo stesso fronte il consigliere di maggioranza Marco Marchesani (lista civica Filo Comune) perché "chi crede nelle riforme, chi si era schierato con il comitato Basta un Sì per la riforma costituzionale del 2016 - dice - non può oggi ripiegare sul solo taglio dei parlamentari. Oggi bisogna rivendicare riforme come quella sul superamento del bicameralismo perfetto, sull'abolizione del Cnel, sulla riforma del Senato, non ultimo sulle competenze differenziate, tenendo a mente quanto accaduto durante la pandemia. Quella attuale è, a mio avviso, una riforma debole che parla alla pancia degli elettori e non mette a fuoco le tematiche per lo sviluppo del sistema Italia". 

Anche nel Pd ci sono voci dissonanti rispetto alla linea del partito: "Sono favoregole al taglio dei costi della politica, a partire dal taglio degli emolumenti, dei rimborsi e soprattutto dei vitalizi", premette Roberta Nicoletti. "Temo, però, che questa riforma porti a una mancanza di rappresentatività territoriale. Ogni territorio ha le sue prerogative, le sue caratteristiche e le sue problematiche e solo chi ne è parte le conosce. La riforma, per me, deve essere articolata in maniera differente, pertanto sarei per orientata per il no"

Socialisti compatti nel respingere la riforma degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, che "sminuisce il ruolo del Parlamento", che conterà "ancora meno, il tutto a favore del governo", si legge in un comunicato dei segretari delle sezioni di Vasto e di San Salvo del Psi, Luigi Rampa e Gabriella D'Angelo, e sottoscritto anche dall'assessore comunale ai Servizi, Gabriele Barisano, e da Rocco Cerulli, Pierstefano Daccò, Mario Ninni, Attilio D'Angelo, Costantino Santini, Carmine Torricella, Adelmo D'Alò, Addolorata Cavoto, Maddalena Di Lizio e Fabio Petruccelli. Inoltre, "la selezione delle candidature da parte delle dirigenze dei partiti o degli stessi leader sarebbe oltremodo arbitraria e basata su criteri non meritocratici" e cambierà il rapporto di rappresentatività, visto che "per ciascun deputato si passa da 96.006 a 151.210 abitanti e per ciascun senatore da 188.424 a 302.420 abitanti con la conseguenza che tanti territori e addirittura delle Province non verranno più rappresentati". La linea socialista è condivisa anche dalle consigliere comunali Maria Molino e Giovanna Paolino.

Per il "No" anche la leghista Alessandra Cappa, che sulla scelta referendaria si discosta dalla linea di Salvini: "Non voglio essere rappresentata meno, voglio essere rappresentata meglio", ha scritto sul suo profilo Facebook.

Indecisi o non si esprimono - "Il Partito democratico si è espresso per il sì. Io, invece, sono indeciso e sarei più per il no", dice Marino Artese. Sulla posizione ufficializzata dal leader nazionale dem, Nicola Zingaretti, dubbi anche per Simone Lembo: "Nelle prossime ore deciderò". Non ha ancora scelto neanche Mauro Del Piano, come sul fronte opposto Vincenzo Suriani (FdI). Nicola Tiberio (Italia Viva) fa sapere che quel giorno non sarà a Vasto.

A soli 7 giorni dal voto, le incertezze sono ancora molte.

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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