Acquedotto delle Luci, videoispezione nei tratti più difficili per capire dove finisce l’acqua - Sabato 12 settembre si opererà con un moderno macchinario
 

Viaggia nel tempo, scopri

com’era Zonalocale il


25 novembre 2020
Clicca per leggere direttamente questa edizione al prossimo accesso
Rimuovi questa edizione come predefinita
Segui Zonalocale suSegui Zonalocale

bar_chartInfografiche Covid-19 Guarda tutte le infografichearrow_right_alt

Vasto   Attualità 11/09

Acquedotto delle Luci, videoispezione nei tratti più difficili per capire dove finisce l’acqua

Sabato 12 settembre si opererà con un moderno macchinario

Una nuova fase delle esplorazioni dell'acquedotto romano delle Luci si svolgerà sabato 12 settembre, con il supporto di moderni macchinari per la videoispezione così da poter osservare i tratti che gli archeospeleologi non sono stati in grado di raggiungere fisicamente a causa di interruzioni causate da crolli o sbarramenti moderni di difficile rimozione. 

"L’Acquedotto delle Luci fu costruito tra il I ed il II secolo d.C. a servizio della città romana di Histonium, la moderna Vasto - ricorda Davide Aquilano -. Questa importante opera idraulica ha alimentato fino al 1926 la città moderna ed è stata poi progressivamente abbandonata. Un dato piuttosto inquietante  è l’assenza di una conoscenza, seppur approssimativa, di dove vada a finire l’acqua ancora trasportata dall’Acquedotto delle Luci. 

Da oltre dieci anni la sezione di Italia Nostra del Vastese, con la collaborazione della Parsifal Società Cooperativa, specializzata in ricerche archeologiche, cerca di ricostruire l'esatto percorso di questa mirabile opera dell'ingegno umano e ne promuove il restauro e la valorizzazione con l’organizzazione di conferenze, visite guidate e mostre, l’ultima delle quali nel periodo di ferragosto, nella sala Mattioli di Vasto".

L'indagine archeologica, per ricostruire nel dettaglio il percorso dell'antico condotto, svolta fino ad oggi a titolo volontario e gratuito dal gruppo di lavoro di specializzato, ha incontrato alcuni ostacoli, come quelli nel percorso a valle del pozzo presente nella villa comunale. Questo impedisce agli archeospeleologi di preoseguire nell'esplorazione per vedere dove termina l'acquedotto e, soprattutto, dove finisce l'acqua che ancora oggi vi scorre in abbondanza

Per questo Italia Nostra, dopo una specifica ricerca di mercato, si è rivolta alla società DANTEC di Giussano (MB), che commercializza attrezzature per videoispezioni e per attività di relining. La DANTEC metterà a disposizione, gratuitamente, una telecamera periscopica di ultimissima generazione con testa motorizzata con la quale si cercherà di continuare l’esplorazione dell’acquedotto romano. "Questa attività - sottolinea Aquilano - sarà sicuramente un importante passo in avanti verso l'utilizzo costante delle tecnologie di videoispezione anche nella ricerca archeologica. 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

Per l'informazione libera. Sostieni Zonalocale

Anche in questo periodo di emergenza sanitaria, continuiamo a lavorare con passione e coscienza. Lo facciamo garantendo gratuitamente notizie di pubblica utilità a un numero sempre crescente di utenti.

Un lavoro che richiede tempo nel reperire le informazioni, impegno nel raccontare con equilibrio i fatti e attenzione nel verificare le notizie distinguendole dalle fake news che circolano incontrollate.

Un impegno che ha un costo notevole anche in una fase in cui l'economia è in sofferenza. Se pensi che i contenuti che offriamo a tutti siano un utile servizio, puoi diventare nostro sostenitore.


Scegli il contributo e prosegui sulla piattaforma sicura PayPal:

Commenti




 

     
     
     
     
     
     
     

    Chiudi
    Chiudi