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25 settembre 2020
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Riattivato il forno float della Pilkington in quiescenza, ma i timori per il futuro non si diradano

A settembre numerose questioni sul tavolo

È ripartito nei giorni scorsi il forno float della Pilkington che era stato messo in quiescenza subito dopo il lockdown. L'impianto della fabbrica che produce vetri per auto è stato riattivato in anticipo per esigenze produttive, lo stand-by sarebbe dovuta durare fino a fine agosto.

La decisione di metterlo in pausa era maturata dopo il difficile periodo di fermo durante il quale i due forni hanno continuato a produrre vetro da rottamare accumulando milioni di euro di perdita. Quel tipo di impianti non può essere spento, se accadesse non sarebbe più utilizzabile. Per questo, i timori sul sito sansalvese che occupa 2mila persone (alle quali se ne aggiungono altre 500 con gli stabilimenti satellite di Primo e Bravo) non si diradano e quello di settembre è un mese atteso con ansia. Il presidente del gruppo giapponese Nsg, proprietario della Pilkington, Shigeki Mori, in una lettera inviata ai rappresentanti degli stabilimenti sparsi nel mondo ha scritto: "Ci vorrà del tempo per riprenderci, ma credo che questa sia una grande opportunità per realizzare la nostra trasformazione strutturale che servirà a sopravvivere nella nuova era".

A preoccupare è la citata trasformazione strutturale. Nel mese di aprile, la Nsg ha spento definitivamente due forni in Giappone e Malesia. Nel nuovo assetto dovrebbe pare sia previsto lo spegnimento di un altro impianto in Europa. Il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, dopo un colloquio con il presidente Pilkngton, Graziano Marcovecchio, ha rivelato che il rischio è che la scelta ricada su San Salvo sacrificando centinaia di posti di lavoro.

Il senatore e sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Gianluca Castaldi, ha chiesto, nelle scorse settimane, un incontro al responsabile globale automotive della Nsg, Tony Fradgley; quest'ultimo ha risposto che nessuna decisione è stata ancora presa e che lo stesso Castaldi sarà contattato al momento opportuno da Marcovecchio.

"Le nostre paure restano lì – commenta Franco Zerra della Cisl – È chiaro che una decisione sarà presa a settembre. Il rientro dalle ferie sarà inoltre decisivo anche per quanto riguarda l'uso della cassa integrazione. La nostra linea resta immutata, ed è quella della difesa degli attuali livelli occupazionali. Tutto dipenderà dal mercato auto. Gli incentivi possono dare una piccola mano, ma il mercato di riferimento della Nsg è globale e non limitato all'Italia".

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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