"Vogliamo fare la nostra parte, ma ci serve aiuto per evitare assembramenti nelle aree pubbliche" - La posizione dei presidenti dei consorzi di Vasto Marina, Molino e Di Chiacchio
 

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5 agosto 2020
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Vasto   Cronaca 29/07

"Vogliamo fare la nostra parte, ma ci serve aiuto per evitare assembramenti nelle aree pubbliche"

La posizione dei presidenti dei consorzi di Vasto Marina, Molino e Di Chiacchio

Piergiorgio Molino (Vivere Vasto Marina). In homepage, commercianti appartenenti al consorzio"Auspichiamo che il Comune si adoperi per i controlli, ma soprattutto ci aiuti a mantenere il distanziamento interpersonale e a rispettare le regole". I commercianti di Vasto Marina chiedono aiuto all'amministrazione comunale per mantenere ordine pubblico scongiurando altri episodi violenti e sicurezza sanitaria sulla riviera durante le notti della complicata estate dell'emergenza coronavirus. Il sindaco ha annunciato l'ordinanza che spegne la musica all'aperto alle 2 di notte e non più alle 3

Piergiorgio Molino, presidente del consorzio Vivere Vasto Marina, a riassumere la posizione dei titolari locali e attivita turistiche: "Nell'incontro di oggi pomeriggio - racconta a Zonalocale - sono stati affrontati due aspetti: la sicurezza e le problematiche Covid. Al sindaco abbiamo detto che il locali della zona della movida stanno cercando di fare del loro meglio: hanno addetti alla sicurezza che controllano il rispetto dell'obbligo di usare la mascherina all'interno dei locali. Per le aree pubbliche, invece, abbiamo chiesto collaborazione, perché il problema assembramenti non può essere risolto dagli esercenti, per quanto vogliano collaborare. Lo stop della musica anticipato alle 2? Se la soluzione può essere questa, gli esercenti sarebbero i primi a esserne felici e a fare la loro parte"

"Un provvedimento va preso", dice Michele Di Chiacchio, presidente di Vasto Golfo d'Oro, il consorzio che raggruppa 16 albergatori. "Le questioni sono due: non solo sicurezza della movida, ma anche sicurezza anti Covid. Il problema è controllare. Si rischia troppo, se si creano assembramenti. Non è una situazione facile da dirimere. Un po' di controllo ci vorrebbe, ma capiamo che le forze dell'ordine hanno organici che sono quelli che sono. Spegnere la musica alle due può essere anche una prova, nel senso che le ordinanze si possono anche annullare: se le situazioni tornano alla normalità, probabilmente si può pure allungare l'orario".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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