"Mia madre, 93 anni, ha un femore rotto: da 3 giorni soffre in ospedale in attesa di essere operata" - Mancano gli anestesisti. L’appello del figlio: "È deperita. Mi dice: voglio morire"
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13 agosto 2020
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Vasto   Cronaca 20/07

"Mia madre, 93 anni, ha un femore rotto: da 3 giorni soffre in ospedale in attesa di essere operata"

Mancano gli anestesisti. L’appello del figlio: "È deperita. Mi dice: voglio morire"

Vasto: all'ospedale San Pio da Pietrelcina gli anestesisti sono troppo pochiSi rompe un femore sabato e, da tre giorni, è ricoverata in ospedale, dolorante, in attesa di un'operazione che non arriva perché a Vasto gli anestesisti sono troppo pochi e, di conseguenza, le liste d'attesa troppo lunghe. Un'odissea, quella di Irma Izzi, 93 anni, comune oggi a una quindicina di pazienti del San Pio da Pietrelcina. "Mia madre è deperita e sofferente. Tanto sofferente da dirmi: 'Voglio morire'", è il grido d'allarme del figlio, Massimo Di Vincenzo.

"A causa di una caduta in casa, si è rotta un femore. È successo sabato, al mattino presto. Avrebbe dovuto essere operata il giorno stesso, invece l'operazione è stata rimandata. Così, imbottita di antidolorifici, ha trascorso anche la domenica; stamattina era a digiuno in attesa finalmente di essere sottoposta all'intervento. Niente da fare. Oggi ci è stato comunicato che la sala operatoria è chiusa per mancanza di anestesisti. Sono un ex insegnante. Se, quando ero in servizio, avessi detto ai genitori 'scusate, non ci sono, la scuola è chiusa per mancanza di supplenti', cosa mi avrebbero risposto?

Mi è stato riferito del problema dei concorsi: gli anestesisti che vincono le selezioni indette dalla Asl non vogliono operare in un piccolo ospedale come quello di Vasto, quindi rinunciano. Ma, a questo punto, è meglio chiudere il reparto, invece di tenere 15 persone in lista d'attesa per giorni [la precisazione del sindaco: LEGGI]. Ho chiesto aiuto alle forze dell'ordine e anche al sindaco Menna, che mi ha detto di essere responsabile solo dell'igiene pubblica. Stamattina sono andato più volte a chiedere spiegazioni alla direzione sanitaria dell'ospedale. C'era un cartello che indicava l'orario di ricevimento dalle 10:30 alle 12:30. Allora ci sono tornato altre due volte, ma mi è stato detto che non potevo essere ricevuto perché era in corso un sopralluogo dopo il crollo di un controsoffitto. Mia madre non ce la fa più: è deperita e sofferente, costretta a sopportare da sabato dolori lancinanti. Non si possono lasciare pazienti anziani soffrire in questo modo", protesta Di Vincenzo. "È un fatto di una gravità enorme e va denunciato". 

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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