"Marciapiede rotto: frattura, 4 mesi di riabilitazione. Niente risarcimento. Faccio causa al Comune" - La testimonianza: "Anche mia madre vittima di una caduta con danni seri"
CHIUDI [X]
 

Viaggia nel tempo, scopri

com’era Zonalocale il


13 luglio 2020
Clicca per leggere direttamente questa edizione al prossimo accesso
Rimuovi questa edizione come predefinita

Infografiche Covid-19

bar_chartAbruzzo

bar_chartComuni

Segui Zonalocale suSegui Zonalocale

Vasto   Cronaca 01/07

"Marciapiede rotto: frattura, 4 mesi di riabilitazione. Niente risarcimento. Faccio causa al Comune"

La testimonianza: "Anche mia madre vittima di una caduta con danni seri"

Divina TorelloQuattro anni fa è caduta per strada. Conseguenze: frattura, gesso e quattro mesi di riabilitazione. Nessun risarcimento. Per questo, ora Divina Torello, 44 anni, ha deciso di fare causa al Comune di Vasto.

"Camminavo in via Alfieri", racconta a Zonalocale. "Stavo andando a messa alla chiesa dell'Addolorata. All'incrocio con viale D'Annunzio mancava un pezzo di marmo e sono caduta. Il primo a soccorrermi è stato don Domenico Spagnoli, il parroco di Santa Maria Maggiore, che si trovava a passare di lì perché stava andando a celebrare messa. Col cellulare ho chiamato il 118, che mi ha portato in ospedale, dove il medico mi ha diagnosticato una frattura".

La diagnosi del Pronto soccorso: "Distorsione della caviglia sinistra con distacco parcellare dello scafoide tarsale".

"Subito mi hanno trasferita nella sala gessi. Sono dovuta rimanere per 30-35 giorni con la gamba ingessata e poi ho affrontato 4 mesi di riabilitazione in una struttura privata". 

La donna si è rivolta all'avvocato Bernardo Masciarelli per chiedere al Comune il risarcimento del danno. "Ho ricevuto - racconta - una telefonata dall'Avvocatura comunale. Mi è stato comunicato che non mi avrebbero risarcito, perché il loro perito ha valutato, sulla base dei documenti, il danno che ho subito inferiore ai 5mila euro e il Comune ha un'assicurazione che copre i danni dai 10mila euro in su. Non sono mai stata contattata dal loro perito, che ha valutato in base alla documentazione, e in municipio non mi hanno neanche ricevuto. Ho solo avuto il diniego. Ora, dopo aver riparlato con l'avvocato, ho deciso di intraprendere un'azione legale.

Anche mia madre - aggiunge Divina Torello - ha subito una caduta simile a causa di un tombino instabile. Con conseguenze peggiori: una settimana di ricovero in ospedale, problemi nel camminare e il naso rotto nella caduta. Agli amministratori comunali voglio dire questo: il Comune deve essere sempre a disposizione dei cittadini e la città deve essere curata, perché non dobbiamo essere noi a pagare per lo stato d'incuria dei marciapiedi. Il Comune deve venire incontro ai cittadini e assumersi le sue responsabilità. Molte persone sono cadute come me e non sono state risarcite".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

Per l'informazione libera. Sostieni Zonalocale

Anche in questo periodo di emergenza sanitaria, continuiamo a lavorare con passione e coscienza. Lo facciamo garantendo gratuitamente notizie di pubblica utilità a un numero sempre crescente di utenti.

Un lavoro che richiede tempo nel reperire le informazioni, impegno nel raccontare con equilibrio i fatti e attenzione nel verificare le notizie distinguendole dalle fake news che circolano incontrollate.

Un impegno che ha un costo notevole anche in una fase in cui l'economia è in sofferenza. Se pensi che i contenuti che offriamo a tutti siano un utile servizio, puoi diventare nostro sostenitore.


Scegli il contributo e prosegui sulla piattaforma sicura PayPal:

Commenti




 

     
     
     
     

    Chiudi
    Chiudi