Spadano prova a gettare acqua sul fuoco:"Sull’ospedale mostriamo la maturità della classe dirigente" - L’intervento del presidente del consiglio comunale di San Salvo
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San Salvo   Politica 09/06

Spadano prova a gettare acqua sul fuoco:"Sull’ospedale mostriamo la maturità della classe dirigente"

L’intervento del presidente del consiglio comunale di San Salvo

Eugenio SpadanoUn nuovo appello al senso di responsabilità sull'ospedale di Vasto. A lanciarlo stavolta è il presidente del consiglio comunale di San Salvo Eugenio Spadano che, qualche giorno fa, ha partecipato all'incontro tra amministratori e direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael

Nel proprio intervento Spadano, prima di appellarsi al buonsenso, evidenzia che, dopo l'incontro, pareva che le questioni messe sul tavolo fossero state recepite serenamente, ma "la preoccupazione e la necessità di far sentire la propria voce ad ogni costo sono stati più forti della riflessione".

L'appello di Eugenio Spadano:

"Non è mia intenzione intervenire per richiamare chicchessia, né tantomeno utilizzare una situazione così delicata per fare politica, ma semplicemente per dire che la situazione dell’ospedale 'San Pio' di Vasto in questo momento richiede equilibrio e senso di responsabilità da parte di tutti quelli che hanno a cuore il futuro del nostro ospedale.
Non più in là di 6 giorni fa ho partecipato ad una riunione convocata dal direttore generale della ASL Lanciano Vasto Chieti Schael, insieme al sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca e al vice sindaco di Vasto Giuseppe Forte, nella quale egli ci ha relazionato, unitamente al direttore sanitario aziendale Muraglia e al direttore del servizio tecnico della Asl Manci, circa la situazione dell’ospedale e sulle decisioni che si apprestava a prendere, parte delle quali sarebbero dipese anche dagli ulteriori controlli tecnici in corso.

Dall’incontro tenuto sono stati chiariti due concetti: il primo che tutte le attività e i servizi dell’ospedale sarebbero stati conservati, compatibilmente con gli spazi che necessariamente si sarebbero ridotti. Il secondo che, nell’interesse della immagine e della funzionalità del Nosocomio, era necessario che tutti gli attori interessati alle sue sorti, amministratori e direzione aziendale, avrebbero dovuto remare nella stessa direzione, facendo lavorare l’azienda per raggiungere i migliori risultati possibili e mantenendo un atteggiamento responsabile in questi delicati momenti. 

Sembravano concetti semplici, ma allo stesso momento importanti per intervenire nella direzione che tutti vogliamo: recuperare in tempi accettabili la funzionalità dell’ospedale, senza alterarne l’immagine, la motivazione e la fiducia di quanti ci lavorano e se ne servono.
Evidentemente la preoccupazione e la necessità di far sentire la propria voce ad ogni costo sono stati più forti della riflessione, e così ci si sta avviando su una strada che, se percorsa ulteriormente, non può che fare male all’Ospedale.

Nella speranza di non essere frainteso, vorrei chiedere sommessamente a tutti, ognuno per la propria parte, di non mettere in ulteriori difficoltà il nostro ospedale, ma di lavorare, e lasciare lavorare al fine di recuperare spazi e operatività, oltre che funzioni, e di non dividerci rinfacciandoci errori e mancanze del passato.
Tutti avrebbero da dirne, ma intanto il solco si allargherebbe e i problemi si accrescerebbero a svantaggio della collettività e a vantaggio di quanti sperano nelle nostre divisioni.

Facciamo contare una volta tanto la maturità di una classe dirigente che, ora più che mai, deve produrre risultati per rilanciare il nostro territorio, mettendo da parte i particolari che non ci fanno apparire come tale e guardando agli svariati problemi che, oltre a quello del nostro ospedale, si appalesano minacciosi per il nostro futuro e che richiedono di ritornare alla Politica del fare, pur con le differenze ideologiche, ma sempre con l’obiettivo del bene comune".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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