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Tufillo   Attualità 08/06

Tredici centri si uniscono nella Comunità "Medio Vastese" per incentivare un turismo sostenibile

Il progetto per potenziare l’offerta dell’entroterra

Tredici centri del Medio Vastese che si uniscono per dar vita all'omonima Comunità per sfruttare le proprie potenzialità turistiche mettendole in rete e offrire servizi adeguati. Il progetto che sta muovendo i primi passi registra l'desione dei Comuni di Carpineto Sinello, Casalanguida, Cupello, Dogliola, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Guilmi, Lentella, Liscia, Palmoli, San Buono e Tufillo con la collaborazione dei promotori, le associazioni "Centro Studi Alto Vastese e Valle del Trigno" e "Itinerari d’Abruzzo", ed è finanziato con fondi Feasr-Psr Abruzzo 2014/2020 (Misura 19 “Leader”, Sottomisura 19.4 “Sostegno per i costi di gestione e animazione”).

L'idea della Comunità "Medio Vastese" è la naturale prosecuzione di un altro progetto che ha visto la luce l'anno scorso, quello della "Valle del Treste" che con 46 chilometri di sentieri ha unito i centri di Palmoli, Liscia, Furci e San Buono [LEGGI] ed è stata lanciata dall'assessore di Tufillo Emanuele Berardi e Alessio Massari, referente delle due associazioni, che hanno risposto all'avviso pubbico del Gal Maiella Verde per l’identificazione delle Comunità di Progetto.

Gli obiettivi dichiarati nel progetto sono:
- il collegamento delle reti sentieristiche già presenti, in particolar modo di quelle insistenti sui siti S.I.C. dell’area progettuale (Gessi di Lentella, Fiume Trigno Medio e Basso Corso, Monti Frentani e Fiume Treste, Monte Sorbo);
- la realizzazione di una cartina d’insieme per facilitare la fruizione e la comunicazione degli stessi;
- la creazione di un sistema di punti di informazione e accoglienza turistica, i cui operatori riceveranno specifica e mirata formazione;
- la pubblicazione di una piccola guida turistica, dove saranno inseriti gli itinerari del gusto, le esperienze da poter fare, i luoghi di maggiore interesse da visitare, sia dal punto di vista naturalistico che culturale;
- l'implementazione degli strumenti di comunicazione quali social network, sito internet, video promozionali, mostre fotografiche e partecipazione a fiere dedicate con il fine di migliorare e potenziare la comunicazione verso l’esterno e catturare i potenziali stakeholders.

"Il primo obiettivo – dice Alessio Massari, uno dei referenti del progetto – è creare consapevolezza delle nostre attrattive a livello locale, quindi educare e sensibilizzare chi vive sul territorio. Pensiamo a un turismo esperienziale, lento e sostenibile anche perché si tratta di un territorio che attualmente non è in grado di gestire la massa. Nel nostro target ci sono gli stranieri Gissiche solitamente amano acquistare vecchi ruderi e ristrutturarli in aree periferiche e rurali, il turista settentrionale che vive nelle grandi città, che vuole staccare dalla routine ed è alla ricerca di ritmi più lenti e di un contatto privilegiato con la natura, e infine il terzo target è rappresentato dagli amanti dell’outdoor e dell’escursionismo in quanto sul territorio c’è un’urbanizzazione molto bassa con aree Sic e sentieri che si prestano al trekking e alla mountain bike. Invitiamo tutti i cittadini a rispondere alle domande del questionario orientativo sul sito del progetto [LEGGI]".

Sulla carta, gli obiettivi sono nobili e ambiziosi per un territorio che, nonostante ripetuti tentativi, non ancora è riuscito a trovare un'identità comune, che deve fare i conti con diverse criticità (una vergognosa rete stradale, campanilismi, scarsa intraprendenza ecc.), ma che negli ultimi anni si è rivelato appetibile soprattutto agli occhi degli stranieri (numerosi i casi di americani, inglesi ecc. che hanno scelto l'entroterra vastese come nuova casa suscitando anche l'attenzione di format tv di settore, LEGGI). Quest'ultima scommessa riuscirà a essere vinta?

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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