Pilkington, grande incertezza. C’è il nodo della cassa integrazione per Covid-19 - Durante il lockdown perdite per 10 milioni
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10 agosto 2020
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Pilkington, grande incertezza. C’è il nodo della cassa integrazione per Covid-19

Durante il lockdown perdite per 10 milioni

Grande incertezza nel post-lockdown delle grandi fabbriche del territorio. Un'altra conferma è arrivata nell'incontro tenutosi ieri in Pilkington tra sindacati e azienda dopo le prime settimane di riapertura: il mercato auto praticamente fermo impedisce di fare previsioni, tutto potrebbe cambiare in tempi rapidi, in meglio o peggio, tanto da aver portato al ritiro del budget presentato qualche mese fa.

Al tavolo di ieri con la dirigenza della fabbrica del vetro si sono seduti i rappresentanti di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Cobas Chieti e le rsu di Pilkington, Bravo e Primo. Se, come detto, a emergere è soprattutto il periodo d'incertezza, non manca qualche buona notizia come la conferma che i premi riferiti all'anno finanziario 2019-2020 saranno elargiti a tutti i lavoratori nonostante le difficoltà.

Detto questo, all'orizzonte resta il grande scoglio di un mercato che a marzo e ad aprile ha fatto registrare un -90% e che per i prossimi mesi dovrebbe risalire a un -50% con un conseguente fermo delle linee produttive. Come noto, uno dei forni float del sito sansalvese resterà in stato di veglia fino a fine agosto: è acceso, ma non produrrà. Una sorte comunque migliore di quella toccata ad altri due forni del gruppo Nsg definitivamente spenti a causa della pandemia, uno in Giappone, l'altro in Malesia.
Durante il lockdown, dai due impianti sansalvesi è uscito vetro da rottamare che ha portato a perdite che s'aggirano intorno ai 10 milioni di euro

Per tutelare i livelli occupazionali la Pilkington ha fatto ricorso alla cassa intergazione predisposta dal governo per l'emergenza sanitaria, questa scadrà il 7 giugno. "La società – spiegano su questo punto le sigle sindacali – ha evidenziato la grossa difficoltà per l’imminente scadenza dell'ammortizzatore sociale (per Bravo e Primo le scadenze saranno più gestibili) e la conseguente gestione del livello di insaturazione delle linee, considerato anche che la precedente cassa integrazione straordinaria non copre il monte ore necessario. Tale difficoltà è figlia del decreto Rilancio che, pur ripresentando le 9 settimane di Cigo come nel Cura Italia, obbliga le aziende che ne faranno richiesta, ad usufruirne massimo 5 settimane entro il 31 agosto e le ulteriori 4 dal 1° settembre al 31 di ottobre prossimo. Speriamo che questa anomalia possa essere rivista e corretta nella discussione che ci sarà nelle sedi istituzionali nelle prossime settimane. Questo meccanismo contorto non ci permetterà di sostenere il reddito dei lavoratori". L'argomento probabilmente sarà discusso la prossima settimana al ministero in un incontro con l'azienda.

Dai sindacati è arrivata la richiesta di valutare il trasferimento da altri siti del gruppo a San Salvo di alcune lavorazioni (come già accaduto in passato dalla Polonia) e la diversificazione dei prodotti (vetri per edilizia, pannelli fotovoltaici ecc.).

Shigeki Mori, Ceo della NsgIL COMMENTO DEI SINDACATI - "Chiediamo ai rappresentanti politici regionali di attivarsi con il Governo per mettere in campo tutte le iniziative necessarie per la gestione del momento tramite agevolazioni tariffarie, fiscali e la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali senza limiti e condizioni per far fronte all’emergenza occupazionale legata a questa congiuntura economica" dicono le sigle sindacali in un comunicato congiunto.
"È importante spronare iniziative per il sostegno attivo al rilancio del settore automotive anche attraverso politiche incentivanti, ma soprattutto ricreare quella domanda cui oggi manca e soprattutto coinvolgendo gli altri stati europei ad una azione congiunta di sostegno al mercato dell’auto, puntando sull’introduzione di modelli ecologici quali auto elettrica e quelle a basso impatto ambientale. Infine, a Regioni e Comuni di riferimento dei singoli lavoratori chiediamo di sospendere, almeno durante i periodi di cassa integrazione per Covid-19, le relative addizionali per dare maggior respiro alle famiglie".

Infine, il Ceo della Nsg, Shigeki Mori, qualche giorno fa ha inviato una lettera ai vari siti del gruppo: "Ci vorrà del tempo per riprenderci – vi si può leggere – ma credo che questa sia una grande opportunità per realizzare la nostra trasformazione strutturale che servirà a sopravvivere nella nuova era".

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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