Lega dai due volti: dall’invocazione dell’esercito all’appello a "evitare la caciara" - Cappa e D’Alessandro richiamano alla sobrietà istituzionale
 

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13 luglio 2020
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Vasto   Politica 17/05

Lega dai due volti: dall’invocazione dell’esercito all’appello a "evitare la caciara"

Cappa e D’Alessandro richiamano alla sobrietà istituzionale

Sabrina Bocchino (a sinistra), Alessandra Cappa e Davide D'Alessandro (a destra)La Lega "a due marce". È della tarda serata di ieri la presa di posizione dei due consiglieri comunali del carroccio, Alessandra Cappa e Davide D'Alessandro, dopo una delle giornate più difficili per Vasto dall'inizio dell'emergenza sanitaria: 19 contagi in due giorni che, se pur concentrati in uno stabile di via De Gasperi, ha suscitato non poca preoccupazione in città.

Ieri mattina, il sindaco Francesco Menna, dopo la comunicazione da parte della Asl di 14 nuovi casi, ha annunciato che avrebbe chiesto l'istituzione della zona rossa ai vertici regionali (nel pomeriggio, poi, la decisione del presidio permanente di forze dell'ordine, LEGGI). 

Tra i primi esponenti a commentare c'è stato il consigliere regionale vastese della Lega Sabrina Bocchino che in un duro post dalla propria pagina istituzionale su Facebook invoca l'arrivo dei militari e l'interessamento del prefetto: "Zona rossa subito ed esercito a presidiare la palazzina" vi si legge. 

In serata, come detto, si è registrato l'intervento di Cappa e D'Alessandro dai toni molto più distensivi, quasi opposti rispetto a quelli della collega di partito (e di chi nel corso della giornata di ieri aveva chiesto misure drastiche come la chiusura di tutto il quartiere) e che richiamano al senso di responsabilità verso l'immagine della città: "Troppa gente, purtroppo anche all’interno delle Istituzioni, parla troppo in fretta e a sproposito esponendo Vasto, in un momento estremamente delicato, alla confusione, alimentando allarmismi e danneggiando ancora una volta la sua immagine, che è rimbalzata in malo modo su tutti gli organi d’informazione nazionali. Insomma, una sorta di Vasto da associare a Codogno. Tutto questo perché il Covid ha sciolto la bocca di tanti improvvisatori, dentro e fuori il Palazzo, i quali non vedono l’ora di apparire, di rilasciare dichiarazioni, di accusare tizio, caio e sempronio. La pandemia si è trasformata in pandemonio. Non è un caso se ieri abbiamo taciuto. L’abbiamo fatto per prudenza, per senso di responsabilità, per attenzione, evitando, come sempre, di sovrapporci con il fiato inutile a chi è chiamato a prendere decisioni".

Poi, l'invito alla sobrietà e a evitare la caciara: "Sia chiaro: non dev’esserci alcuna sottovalutazione del fenomeno. Chi di dovere deve accertare, valutare e decidere. Ma gli altri, per favore, ci risparmino le sparate, i processi anticipati, la difesa della propria parte politica, l’accusa di quella avversa. Con il Covid è in gioco la vita di tutti. L’invito è al silenzio e, se proprio non è possibile, almeno alla sobrietà. La caciara non aiuta le istituzioni, non aiuta la città a rinascere, andando a minare la serenità di migliaia e migliaia di cittadini che hanno saputo, loro sì in religioso silenzio, attendere rinchiusi nelle proprie case. E non aiuta, sia chiaro, neppure le tante attività produttive, pronte a ripartire domani, e oggi molto preoccupate per questo nuovo contagio. Gettare benzina sul fuoco è uno sport che non ci appartiene e non ci appassiona. Vasto ha un’antica forma di civiltà e va rispettata. I modi e le forme devono essere all’altezza del duro periodo che tutti i cittadini vastesi sono costretti a vivere".
Nelle prossime ore sono attesi i risultati dei tamponi a tappeto effettuati ieri, si vedrà quale linea comunicativa – non solo nella Lega – prevarrà.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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