Diario del 2 maggio - L’iniziativa di zonalocale.it per stare vicini anche se lontani
 

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28 novembre 2020
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Diario del 2 maggio

L’iniziativa di zonalocale.it per stare vicini anche se lontani

CAMILLA D'URBANO, SAN SALVO

Sono più di due mesi da quando l'Italia si è fermata. Una cappa di vetro si è posata sulle nostre teste, sulle nostre case, sulle nostre vite. C'è silenzio tutto intorno. Solo qualche cinguettio di uccelli e qualche motore di auto o dei corrieri che rompono la triste quiete.

Lockdown è stato dichiarato. Tutti chiusi a casa tra le mura della propria stanza, ad ondivagare tra il salotto e la cucina o una boccata d'aria fuori dal balcone come se fosse la cosa più travolgente in quei ristretti limiti.

C'è silenzio tutto intorno. I bambini che giocano per strada, quei rimbalzi del pallone continui e snervanti, il grido della bambina che è caduta correndo... Tutto questo non c'è più. E ti manca. Non c'è rumore, alla vista tutto è fermo, ma l'aria si riempie del profumo del sugo a mezzogiorno, dell'arrosto la domenica, della pizza appena sfornata il sabato sera...

È così che l'Italia si mantiene viva.

"Restate a casa" è lo slogan di questa battaglia di resistenza.

Non puoi uscire se non con la mascherina; sí bisogna mascherarsi, proteggersi, fa paura anche solo respirare.

Una passeggiata sotto casa è come la conquista verso la libertà, ma se si incrocia qualcuno sul marciapiede o che sta varcando l'uscio di casa mentre stai passando ti fermi per schivarlo.

Fa paura anche il vicino di casa a cui stringevi la mano ogni mattina prima di iniziare la frenetica giornata;

Fa paura andare a fare la spesa, meglio una volta a settimana, e fa paura incontrare l'amico dietro di te in fila alla distanza di un metro.

Fa paura non sapere quando potersi riabbracciare.

Paura, tristezza, insicurezza e impotenza ormai sono i sentimenti che più ci sovrastano.

Ma un nugolo di speranza, la voglia di andare avanti e lottare sono la forza di questa resistenza.

"Ce la faremo", usciremo da questa tempesta e probabilmente non sapremo nemmeno come abbiamo fatto ad attraversarla realmente, probabilmente non saremo gli stessi che vi sono entrati.

Ma su un punto non c'è dubbio.

Tutto tornerà a splendere.

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