"Il ritardo sui tamponi è drammatico e inaccettabile", 46 sindaci alzano la voce - L’accusa contro Regione e Asl
 

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7 luglio 2020
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Vasto   Politica 24/04

"Il ritardo sui tamponi è drammatico e inaccettabile", 46 sindaci alzano la voce

L’accusa contro Regione e Asl

Marco Marsilio e Nicoletta Verì in una recente conferenza stampaAnche i sindaci perdono la pazienza. 46 primi cittadini della provincia di Chieti hanno firmato una dura lettera indirizzata al presidente e all'assessore alla Salute della Regione Abruzzo (Marco Marsilio e Nicoletta Verì), al direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti (Thomas Schael), al prefetto di Chieti Giacomo Barbato e al presidente nazionale dell'Anci Antonio Decaro.

Al centro della missiva ci sono le tempistiche con le quali arrivano i risultati dei tamponi per diagnosticare l'infezione da coronavirus: si parla di risposte anche dopo 10-15 giorni, periodo che potrebbe portare il soggetto a contagiare altre persone non essendo obbligato alla quarantena in assenza di sintomi. Per trovare l'ultimo esempio in ordine di tempo basta citare il caso delle tre nuove positività riscontrare a Gissi: i tamponi erano stati eseguiti oltre due settimane prima, ma i contagiati avevano deciso volontariamente di mettersi in quarantena [LEGGI].

A conclusione dell'articolata lettera, i 46 sindaci (tra i quali quelli di Vasto, Lanciano e San Salvo) chiedono quali sono i motivi di tempistiche così lunghe e, soprattutto, i provvedimenti che si intendono adottare considerando anche i decreti del Governo che fissano la ricezione della risposta in massimo 36 ore.

LA LETTERA

Signor Presidente,
drammatico, inaccettabile e soprattutto inspiegabile il ritardo, con il quale vengono effettuati e refertati i tamponi naso-faringei per diagnosticare l’infezione da Coronavirus. I decreti del Governo prevedono la risposta nel tempo massimo di trentasei ore. In altre regioni, le risposte arrivano in 24/48 ore. Noi abbiamo risposte dopo 10/15 giorni, e, in particolare, nella nostra Asl i tempi sono anche più lunghi e ci chiediamo quale ne sia la causa!

Una situazione di questa portata, che genera ritardo nelle cure, nella quarantena dei familiari e quindi un rischio personale e per la comunità, è insostenibile e richiede urgenti risposte e provvedimenti.

Nella nostra provincia e, in particolare, nei nostri territori, colpiti dal coronavirus, i cittadini hanno reagito in maniera esemplare e rispettosa delle disposizioni impartite dalle autorità nazionale, regionale e sindacale. 
Ciò nonostante centinaia di persone si sono ammalate di Covid-19.

Tanti cittadini sono stati sottoposti più volte a tampone senza aver mai avuto contezza dei risultati. Secondo le notizie che pervengono agli scriventi, casi simili sono molto di più di quelli che hanno avuto una diagnosi positiva o negativa attraverso il o i tamponi effettuati su di uno stesso soggetto dal sistema sanitario di riferimento e, altre fonti, danno per certa la presenza, nel Laboratorio Analisi dell’Ospedale Civile di Lanciano di un macchinario idoneo alla refertazione dei tamponi ma, di fatto, non utilizzato.

Queste ed altre situazioni gravissime hanno dell’incredibile se si pensa a cosa potrebbe generare in termini di contagio inconsapevole e incolpevole; senza parlare dello stato di apprensione generato da attese di risposte di tale gravità dal punto di vista dello stato di salute personale e delle persone frequentate.

Queste persone, per le norme in essere dettate dal governo, non sono obbligate alla quarantena, in assenza di una diagnosi accertata.
Se non sono sintomatici, con un quadro clinico che preveda febbre alta, possono fare tutto quello che è permesso a chi oggi è sano: per esempio andare a fare la spesa, vivere con persone che non hanno alcun obbligo di stare in casa e che vanno anche a lavorare, se impiegate in uno dei settori considerati essenziali o, comunque, in attività consentite. Fanno parte di in un’enorme zona grigia, di incertezza e preoccupazione che non può più essere sottaciuta.

È una platea indistinta, come già affermato da altri sindaci, anch’essi alle prese con problemi quasi irrisolvibili creati da una scarsa interconnessione e carenza di comunicazione assolutamente necessarie ed indispensabili, se non obbligatorie, tra le Asl e le autorità locali.
I Comuni, noi sindaci, siamo totalmente all’oscuro di chi siano i sospetti casi di Covid-19 nei nostri territori. Non esiste una politica “familiare” rispetto a questi casi.

È una questione che abbiamo sottoposto più volte all’attenzione dei sanitari responsabili della nostra Asl, senza però ricevere una risposta esauriente. E valga il vero!
È di tutta evidenza che scelte sbagliate o tardive, quando addirittura omissive, inceppano il sistema di tutela della salute pubblica, rendendo di fatto così vano ogni sforzo per tutelare la salute e l’incolumità dei cittadini. Questo non può essere tollerato da nessuno.

La correlazione, la collaborazione, l’informazione ai sindaci è atto dovuto e non una cortesia facoltativa da parte di chi di competenza.
Noi sindaci riteniamo che, anche se la sanità è gestita a livello regionale, nei territori delle autonomie locali il garante della salute dei cittadini sia il sindaco. Egli, dice la legge, è la massima “autorità sanitaria” locale e adotta provvedimenti volti alla tutela della salute pubblica dietro referto, rapporto o segnalazione degli organi sanitari competenti. Non è un dettaglio da poco.

E invece le cose qui stanno diversamente.

Siamo qui a rendere una confessione di impotenza dinanzi all’assurda, tardiva e inappropriata gestione dell’emergenza rispetto ai tempi di attesa nella esecuzione, refertazione e comunicazione dei risultati dei tamponi, indispensabili per porre in essere attività e azioni a tutela delle comunità amministrate, nonostante la volontà, l’impegno e il sacrificio posto in essere dagli scriventi in prima persona e solo con l’ausilio delle proprie risicate risorse umane, economiche-finanziarie e di mezzi, nonché del grande senso di responsabilità collettiva e sacrificio dei nostri concittadini.

"In questo momento di emergenza sanitaria la situazione di emergenza va fronteggiata con comportamenti e interventi omogenei su territori di scala vasta per rendere più efficaci le misure di contenimento del virus e anche per evitare panico e allarmismo". Lo ha dichiarato Antonio Decaro, presidente dell’Associazione Nazionale Comuni italiani (Anci) e sindaco di Bari, in riferimento all’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del coronavirus-Covid-19.

Per fronteggiare il coronavirus nei territori e per essere più utili e solleciti possibili, è indispensabile attivare e sollecitare una diversa attenzione degli organi e responsabili sanitari dedicata alle segnalazioni dei sindaci e ai sindaci, per agevolare il passaggio delle informazioni corrette tra Comuni e autorità sanitarie competenti, relative alla prevenzione e agli eventuali casi di contagio.

Tutti noi sindaci e l’intera comunità degli amministratori locali è vicina ai propri cittadini, con la consapevolezza che questo è il momento della responsabilità e della compattezza di tutte le istituzioni. Questa abnegazione verso i propri doveri e principalmente verso le nostre Comunità, non può e non deve essere vanificata da comportamenti omissivi.
Questa è la nostra posizione, in perfetta armonia e condivisione con quella sostenuta dal Presidente dell’Anci.

Pertanto, signor Presidente, si richiede, cortesemente, una risposta ai seguenti quesiti:
1. quali sono le cause che hanno drasticamente rallentato la refertazione dei tamponi, sopra indicati e riferiti, in special modo, al nostro territorio e quali sono gli interventi correttivi che si intendono adottare per il superamento della situazione de qua;
2. quali sono le soluzioni che si vogliono adottare per colmare la carenza di informazioni nei confronti dei Sindaci, specie quelle relative ai cittadini, che vivono nei territi di competenza risultati positivi al test per il coronavirus, ciò anche al fine di agevolare la ricostruzione della cd. “catena dei contagi”. Si chiede, inoltre, di essere messi a conoscenza di tutti gli atti, adottati ed adottandi, dalla Regione Abruzzo, e dalla ASL Lanciano-Vasto-Chieti, a supporto delle procedure che si utilizzano per l’esecuzione e refertazione di tamponi naso-faringei necessari alla diagnosi dell’infezione da Covid 19 ed, infine, se è intenzione degli stessi Enti procedere all’esecuzione di tamponi sierologici sulla popolazione regionale.

FIRMATO DAI SINDACI:

Massimo Tiberini, Casoli
Vincenzo Muratelli, Altino
Domenico Giangiordano, Roccascalegna
Mario Zulli, Gessopalena
Francesco Menna, Vasto
Mario Pupillo, Lanciano
Carlo De Vitis, Fara San Martino
Carmine Ficca, Torricella Peligna
Raffaele Nasuti, Bomba
Angelo Piccoli, Montenerodomo
Gianpaolo Rosato, Taranta Peligna
Andrea Schina, Colledimacine
Andrea Di Fabrizio, Lama dei Peligni
Carolina De Vitis, Lettopalena
Danilo D’Orazio, Civitella M. Raimondo
Claudio D’Emilio, Palena
Arturo Scopino, Montelapiano
Sabatino Ramondelli, Roio del Sangro
Patrizia D’Ottavio, Monteferrante
Christian Simonetti, Colledimezzo
Raffaele Verratti, Sant’Eusanio del Sangro
Nicola Di Fabrizio, Montebello sul Sangro
Consuelo Di Martino, Palombaro
Mario Trolio, Archi
Ernesto Graziani, Paglieta
Alfonso Ottaviano, Scerni
Agostino Chieffo, Gissi
Angela Cristina Lella, Torrebruna
Luciano Piluso, Schiavi d’Abruzzo
Lino Giangiacomo, Fresagrandinaria
Angelo Marchione, Furci
Tiziana Magnacca, San Salvo
Mimmo Budano, Villalfonsina
Graziana Di Florio, Cupello
Nicola Mario Di Carlo, Pollutri
Claudia Fiore, Roccaspinalveti
Felice Magnacca, Castiglione Messer Marino
Gabriele D’Angelo, Castel Frentano
Walter Di Laudo, Celenza Sul Trigno
Nicola Zerra, San Buono
Donato Sabatino, Castelguidone
Filippo Stampone, Fraine
Nicola Rossi, San Giovanni Lipioni
Gianfranco D’Isabella, Carunchio
Palmerino Fagnilli, Pizzoferrato
Simone Dal Pozzo, Guardiagrele

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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