"Noi, rimasti senza lavoro e con poche centinaia di euro di reddito, ci sentiamo fantasmi" - Coronavirus e crisi economica, la testimonianza di una madre quarantenne
 

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25 settembre 2020
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Vasto   Cronaca 17/04

"Noi, rimasti senza lavoro e con poche centinaia di euro di reddito, ci sentiamo fantasmi"

Coronavirus e crisi economica, la testimonianza di una madre quarantenne

Anche nel Vastese affitto e bollette da pagare sono diventati ostacoli insormontabili per centinaia famiglie. Ammortizzatori sociali e bonus non bastano perché spesso, anche sommandoli, ammontano a poche centinaia di euro.

L'emergenza coronavirus sta portando con sé una preoccupante ondata di ristrettezze economiche.

A Zonalocale si rivolge una E.C., una 40enne di Vasto: "In famiglia siamo in tre: io, mio marito e nostra figlia. Non riusciamo più ad andare avanti. Ho un contratto part-time ma, da quando è iniziata l'emergenza coronavirus, non sto lavorando e la Naspi (Nuova assicurazione sociale per l'impiego: l'indennità di disoccupazione, n.d.r.) è di appena 330 euro. Mio marito attualmente non lavora, ma percepisce solo 280 euro di reddito di cittadinanza, calcolato sui guadagni dell'anno precedente, appena 10mila euro che, divisi per 12 mesi, fanno meno di 900 euro mensili".

Intanto le spese sono tante: "Quattrocento euro al mese di affitto su poco più di 600 euro che abbiamo tra Naspi e reddito di cittadinanza. E poi ci sono le bollette arretrate. Prima d'ora non avevamo mai chiesto nulla a nessuno perché, facendo tanti sacrifici, siamo sempre riusciti ad andare avanti con le nostre forze. Ma, ora che ne abbiamo bisogno, vediamo che le istituzioni mettono troppi paletti. Chi beneficia di ammortizzatori sociali o reddito di cittadinanza non può avere il contributo di mille euro della Regione Abruzzo e, se chiede i buoni spesa erogati dal Comune, finisce in fondo alla lista. Chi fa le leggi, però, non si rende conto del fatto che con poche centinaia di euro di reddito di cittadinanza e di indennità di disoccupazione non si può vivere. Siamo dimenticati da tutti. Coloro che rappresentano le istituzioni dovrebbero capire che tanti italiani si sentono fantasmi, dimenticati da tutti".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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